22 agosto 2015

The Last Dogma: onirico gioco low budget per amanti dell’assurdo


The Last Dogma è un gioco creato da Sasha Darko, misterioso sviluppatore indipendente che non si prende troppo sul serio e autodefinisce il suo progetto come "self-funded guerilla gamemaking one-man project from the third world". Uscito ufficialmente su Steam qualche settimana fa a prezzo amico (6.99 euro), The Last Dogma è stato comprato da poche persone e apprezzato solo da una manciata di queste, tra cui il sottoscritto. Basta vedere le recensioni disponibili sulla pagina di Steam per accorgersi che il giocatore medio non ha apprezzato questo mix grezzo, sporco e nonsense, un progetto molto amatoriale, fatto con amore. 



Sicuramente The Last Dogma non è un gioco per tutti. A prima vista può sembrare un FPS a tratti horror, in realtà in tutto il gioco dovrete sparare si e no 3 volte, praticamente non ci sono nemici e difficilmente farà paura a qualcuno. The Last Dogma è una avventura surreale / demenziale / paranoica giocata in prima persona, in cui girare per dei piccoli livelli, leggere gli assurdi cartelli che si prendono gioco del nostro mondo, parlare con qualche strano personaggio e osservare dei “fotoromanzi” disegnati con Paint al posto dei filmati di intermezzo a cui siamo abituati in altri giochi con maggiore budget. Ci sono solamente 6 missioni in The Last Dogma e il gioco si può completare in 2 o 3 ore, compresa la missione "segreta" meta referenziale, da “scoprire” assolutamente per poter apprezzare al 100% questa avventura e i suoi lati più assurdi. 



Dopo questa premessa posso quindi affermare che The Last Dogma è un gioco per chi ama i b-movie amatoriali, le assurde cospirazioni politiche, i random LULZ a vagonate e i videogiochi non convenzionali che non si prendono troppo sul serio. Se avete amato Deadly Premonition e The Stanley Parable, con tutti i loro difetti e imperfezioni, siete già sulla buona strada per potervi innamorare anche di The Last Dogma. Sasha Darko ha creato un gioco con pochi soldi e tanto divertimento, con una storia surreale che intreccia messaggi meta-referenziali, prese in giro sulla società in cui viviamo, scene imprevedibili e personaggi nonsense. Sebastian, il protagonista del gioco, è un agente segreto inviato in Yugoslavia per una missione poco credibile, una versione più sfigata dell’agente Cooper di Twin Peaks o di Francis York Morgan, che invece di salvare il mondo con il suo intuito, si lascia trasportare dagli eventi e ne contribuisce alla distruzione.



The Last Dogma è un gioco corto e non è un capolavoro, ma il suo stile grezzo e il mondo 3D poco curato riescono a comunicare qualcosa che altri giochi con milioni di dollari di budget non riusciranno mai a esprimere: serve poco per mettere in relazione empatica una persona che ha creato un gioco con un’altra persona che ha interagito con quel gioco. In alcuni casi la più grande soddisfazione è quella di ritrovare le proprie idee e allucinazioni demenziali dietro una storia interattiva scritta da qualcuno con un simile senso critico e umoristico. Prendete The Last Dogma per quello che è, bevetevi meno caffè al giorno e compratelo su Steam (o dal sito ufficiale in dollari, che costa meno) per supportare uno dei tanti sviluppatori spastici e creativi che ci regala questa favolosa era di indie games a volontà su PC. Buon divertimento!


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