4 ottobre 2015

The Beginner's Guide: una storia interattiva da interpretare attraverso giochi astratti


The Beginner's Guide è il nuovo "gioco" pubblicato dal creatore di The Stanley Parable, uno dei miei "giochi" preferiti del 2013 (senza dimenticare il mod originale da cui è nato tutto). Metto tra parentesi "gioco" perchè The Beginner's Guide, esattamente come The Stanley Parable, è più che altro una storia interattiva, in cui seguire una trama ascoltando la voce del narratore e osservando l'ambiente tridimensionale in prima persona. 

Questo nuova storia creata da Davey Wreden non ha dei bivi meta narrativi come nel precedente progetto, ma è una trama lineare di circa un ora e mezza, con risvolti molto più seri e psicologicamente autobiografici rispetto al mix di nonsense e ironia di Stanley. Prendetelo quindi come un film in cui muovervi con attenzione, un thriller psicologico con al centro lo sviluppo di videogames sperimentali e astratti.


Senza spoilerare la vicenda, posso dire che The Beginner's Guide racconta il tentativo di entrare in contatto con qualcuno immaginando la sua personalità attraverso gli strani videogiochi da lui creati, tra commenti sulle implicazioni del gameplay con la vita, ansia sociale e una personale interpretazione su cosa sia stato realmente raccontato, chi ha creato cosa, chi è chi, cosa sia reale e cosa frutto della finzione narrativa.


Non vale la pena dire altro, come per un libro o un film, se il trailer qui sotto vi interessa dategli una possibilità, potete comprarlo in offerta su Steam a 7 euro fino al 8 ottobre (poi eventualmente tenetelo in lista su Isthereanydeal per sapere se si abbassa di prezzo). E alla fine, tentate di ricollegare i 3 punti.


22 agosto 2015

The Last Dogma: onirico gioco low budget per amanti dell’assurdo


The Last Dogma è un gioco creato da Sasha Darko, misterioso sviluppatore indipendente che non si prende troppo sul serio e autodefinisce il suo progetto come "self-funded guerilla gamemaking one-man project from the third world". Uscito ufficialmente su Steam qualche settimana fa a prezzo amico (6.99 euro), The Last Dogma è stato comprato da poche persone e apprezzato solo da una manciata di queste, tra cui il sottoscritto. Basta vedere le recensioni disponibili sulla pagina di Steam per accorgersi che il giocatore medio non ha apprezzato questo mix grezzo, sporco e nonsense, un progetto molto amatoriale, fatto con amore. 



Sicuramente The Last Dogma non è un gioco per tutti. A prima vista può sembrare un FPS a tratti horror, in realtà in tutto il gioco dovrete sparare si e no 3 volte, praticamente non ci sono nemici e difficilmente farà paura a qualcuno. The Last Dogma è una avventura surreale / demenziale / paranoica giocata in prima persona, in cui girare per dei piccoli livelli, leggere gli assurdi cartelli che si prendono gioco del nostro mondo, parlare con qualche strano personaggio e osservare dei “fotoromanzi” disegnati con Paint al posto dei filmati di intermezzo a cui siamo abituati in altri giochi con maggiore budget. Ci sono solamente 6 missioni in The Last Dogma e il gioco si può completare in 2 o 3 ore, compresa la missione "segreta" meta referenziale, da “scoprire” assolutamente per poter apprezzare al 100% questa avventura e i suoi lati più assurdi. 



Dopo questa premessa posso quindi affermare che The Last Dogma è un gioco per chi ama i b-movie amatoriali, le assurde cospirazioni politiche, i random LULZ a vagonate e i videogiochi non convenzionali che non si prendono troppo sul serio. Se avete amato Deadly Premonition e The Stanley Parable, con tutti i loro difetti e imperfezioni, siete già sulla buona strada per potervi innamorare anche di The Last Dogma. Sasha Darko ha creato un gioco con pochi soldi e tanto divertimento, con una storia surreale che intreccia messaggi meta-referenziali, prese in giro sulla società in cui viviamo, scene imprevedibili e personaggi nonsense. Sebastian, il protagonista del gioco, è un agente segreto inviato in Yugoslavia per una missione poco credibile, una versione più sfigata dell’agente Cooper di Twin Peaks o di Francis York Morgan, che invece di salvare il mondo con il suo intuito, si lascia trasportare dagli eventi e ne contribuisce alla distruzione.



The Last Dogma è un gioco corto e non è un capolavoro, ma il suo stile grezzo e il mondo 3D poco curato riescono a comunicare qualcosa che altri giochi con milioni di dollari di budget non riusciranno mai a esprimere: serve poco per mettere in relazione empatica una persona che ha creato un gioco con un’altra persona che ha interagito con quel gioco. In alcuni casi la più grande soddisfazione è quella di ritrovare le proprie idee e allucinazioni demenziali dietro una storia interattiva scritta da qualcuno con un simile senso critico e umoristico. Prendete The Last Dogma per quello che è, bevetevi meno caffè al giorno e compratelo su Steam (o dal sito ufficiale in dollari, che costa meno) per supportare uno dei tanti sviluppatori spastici e creativi che ci regala questa favolosa era di indie games a volontà su PC. Buon divertimento!


26 luglio 2015

Heta-Uma! Jiyū no Tabi - Chapter 2



The second chapter from Heta-Uma! Jiyū no Tabi, an obscure doujin heta-uma manga is finally here! As i wrote the last year when i published online the first chapter, this comic was found by a friend in a closed bookshop in Ariake but unfortunately he was not able to find the second one, we did not know if it was ever released or not. After many months of researches he finally found the second chapter, in another manga shop near Tokyo focused on self published comics. It seems that the anonymous author of Heta-Uma! Jiyū no Tabi left a few pages hidden between other mangas, as if they were left in there by mistake. This second chapter continue the "story" of a strange group of gods (God, Chaos, Gaben and more) that spend their time by talking about human society, videogames, films and comics, in a weird mix of pseudo-philosophical debates and random trashy humor, draw in the usual so-bad-is-good heta uma style. I'm still not sure what to think about this, try to read it yourself below (or download it in PDF) and let me know your opinion (read the First Chapter before this one, if you did not already):

11 luglio 2015

Nota di servizio per chi aspetta i testi de Il Limite Valicabile degli Uochi Toki

Aggiornamento: finalmente ho pubblicato online i testi e le citazioni da Il Limite Valicabile,  enjoy.

A quanto pare c'è qualcuno che ancora sta aspettando il post con tutti i testi e le citazioni dall'ultimo album degli Uochi Toki "Il Limite Valicabile", uscito ormai da qualche mese: non me lo sono dimenticato, semplicemente i cambi negli spostamenti geografici nella mia vita hanno tolto quelle 4 ore di treno che perdevo ogni giorno per andare e tornare dall'ufficio, tempo che impiegavo, tra l'altro, a trascrivere le canzoni di Napo e Rico. Non avendo più quei "tempi morti" da impiegare piacevolmente con la trascrizione dei testi, ma diciamo anche non avendo più tempo in generale per altri motivi, e tenendo conto della quantità e della lunghezza epica delle canzoni de Il Limite Valicabile, probabilmente finirò di scrivere tutto fra 3 o 4 anni, a meno che non cambi di nuovo lavoro o che qualcuno voglia darmi una mano (nel caso in cui, se vuoi contribuire a questo progetto faticoso, mandami pure una mail e vediamo se in più persone ce la possiamo fare in breve tempo).

Nel frattempo comunque Post-Tamago, il sito che aveva in archivio tutti i testi dei primi album degli Uochi Toki è stato rimosso o si sono dimenticati di pagare il dominio, sono già alcune settimane e non sembra che torni online, quindi direi che è il caso di fare un bel backup e rimettere online anche quei testi, aggiungendo qualche citazione, che tanto ci vuole poco a fare copia incolla dalle pagine che avevo salvato. Per il momento ho messo online il backup dei testi del disco omonimo del 2005, prossimamente inserisco anche "Scusate, secondo voi il dentifricio rappresenta ancora uno status symbol?" (Laze Biose), Vocapatch, Èquinoz, Laze Biose, La chiave del 20, Libro audio, Cuore amore errore disintegrazione. E ora posso anche andare a dormire, o forse mi faccio una partita a The Last Dogma, amen.

5 aprile 2015

Piano Immaginario Volume 2, di Lapis Niger (+ Analisi Immaginaria Filologica)

Piano Immaginario Volume 2, di Lapis Niger

Dopo 3 anni dall’uscita del Volume 1, lo scorso Novembre 2014 Lapis Niger (AKA Matteo AKA Napo) ha pubblicato Piano Immaginario Volume 2 attraverso la Corpoc e finalmente ho potuto tuffarmi dentro le strade e i canali di Venezia per seguire le avventure epico / magiche degli Spadari e di tutta la stramba dispersione riflessiva / mistica che ci gira intorno. Si continua la ricerca del Necromante, con l’arrivo di nuovi protagonisti, antagonisti, esseri giganteschi, combattimenti, poteri speciali e viaggi in treno. Questo secondo volume riesce a rompere la quarta parete in maniera ancora più marcata rispetto al primo, con numerose scene di interazione tra Claus e il lettore, discorsi meta-comunicativi su quello che sta accadendo nel non-fumetto, su quello che dovrà accadere e su quello che invece non accade ma che viene alluso dai suoi personaggi (villette a schiera?). Tanta curiosità e tanti bei sorrisi di simpatia nello scorrere delle pagine.

La nota dell'autore all'apertura di questo secondo numero ci dice che:

Questo libro ha scelto la forma del fumetto per praticità, ma mantiene la segreta voglia di essere un cartone animato e l’ancora più recondita volontà di essere una storia che avviene sul Piano Reale. Si possono seguire le vicende di Claus, il Necromante e gli Spadari, iniziate nel Volume 1, oppure estrarre i singoli aneddoti per una lettura più estemporanea. Un compendio di mitologia riscritta e patafisica ripieno di personaggi.

Se non avete ancora letto il Volume 1 potete leggerlo online gratuitamente in PDF, così da capire un po’ meglio cosa aspettarvi nel seguito:



Se questi disegni, parole e idee vi hanno interessato, potete cercare Piano Immaginario Volume 1 da Modo Infoshop, Amazon.it, IBS o su Ebay, anche se oggi sembra un po’ raro da trovare, le copie dovrebbero essere finite (in attesa di una ristampa). Potete invece ordinare facilmente Piano Immaginario Volume 2 da Corpoc (a 12 euro + SS), oppure comprarlo direttamente di persona a qualche futuro concerto degli Uochi Toki, prima che vada esaurito anche questo: ne hanno stampate solo 500 copie. A quanto pare la serie si concluderà con Piano Immaginario Volume 4, ma al momento ancora nessuna data di uscita del terzo numero, comunque mica abbiamo fretta no?

Dopo questa introduzione, perdo un po' di tempo qui sotto per fare una analisi filologica con  varie note e dispersioni immaginarie su alcune tavole di Piano Immaginario Volume 2 che arrivano da una dimensione parallela. Sono i vecchi disegni che Lapis Niger pubblicò anni fa nel suo profilo Flickr o sul suo blog ormai scomparso, in cui scovare interessanti dettagli e trame alternative. Perchè amo perdermi a immaginare cosa non è stato e cosa poteva essere anche nei fumetti, non solo nei videogame. Si perchè Piano Immaginario è un’opera che nasce ben prima della sua pubblicazione in volumi, si perde in un passato lontano non meglio definito, con parti di Piano Immaginario create già nella seconda metà degli anni 2000. L’epicità di questo non fumetto non si trova solo nell’avventura vissuta dagli Spadari, ma nella stessa creazione dell’opera sul piano reale.


Alcune delle idee, delle caratteristiche, dei personaggi e delle situazioni immaginate quasi 10 anni fa sono rimaste costanti nel fumetto pubblicato da poco, mentre altre sono passate sotto i naturali filtri del piano immaginario e reale, dove personaggi e situazioni sono simili ma diversi, come nei sogni insomma. Queste tavole antiche in digitale sono un po’ una versione onirica della versione immaginaria della storia fantastica raccontata da Claus all’interno dei volumi reali; un bel garbuglio insomma. Cosa c’è di più interessante che cercare di infilarsi nei garbugli per trovare uno, mille, infiniti fili da seguire, sgarbugliare e annodare di nuovo come più ci piace?

5 marzo 2015

Il Limite Temporale

Non capisco ancora se pure lavorando più vicino a casa comunque non ho tempo di fare molto più di prima oppure ho già aggiunto cose da fare e le sto facendo e quindi non ho comunque tempo per le altre cose che vorrei fare se avessi ancora più tempo. Mmmhh.


In ufficio ancora non abbiamo una sede fissa perchè anche se a Novembre mi dissero: "si abbiamo già trovato una nuova sede e tra poco ci trasferiamo", ancora non hanno scelto quella definitiva e quindi al momento siamo dentro a un coworking che dista circa 15 minuti in più da dove dovremmo essere, quindi per tornare a casa invece di metterci 25 minuti ce ne metto 40 di minuti. Un po' una rottura di cazzo.

Anche se, devo dire, che oggi il viaggio in auto è migliorato notevolmente visto il leak dell nuovo album degli Uochi Toki, Il Limite Valicabile, che mi ha fatto compagnia per questi 80 minuti di tempo per raggiungere e tornare dall'ufficio. Ho già in mente come strutturare il post dedicato, ho già paura per l'enorme quantità di citazioni sommerse in quei testi, sarà favoloso, ci metterò una vita, sarà divertente, urca!

Cambiando abitudini e zone lavorative i miei ascolti musicali stanno shiftando sempre più sui racconti di accompagnamento alla guida piuttosto che le urla spastiche per isolarsi dal formicaio dei corridori milanesi. 


Un messaggio sul cellulare mi ricorda che tra un poco devo recuperare la Persona Che Fotografa Con Le Parole in stazione, il che poi significa che nei fatti dopo essere tornato a casa ho giusto altri 40 minuti liberi in più, per poi uscire a recuperarla e tornare di nuovo a casa allo stesso orario di quando lavoravo a Milano. Un po' sbattimento, ma dopo più di un mese con il nuovo lavoro, mi sembra di essere comunque rinato, tolte le 4 ore di pendolarismo per andare e tornare da Milano, anche dormendo poco e con non troppo tempo libero in più, mi sento molto meno stanco. Evviva!

Certo mi manca il venerdì libero. Vedremo comunque come andrà avanti questa cosa lavorativa, faccio sempre in tempo a scegliere nuovamente di fare il disoccupato felice che finge di fare il freelance.

Con gli altri nerd stiamo ancora giocando Borderlands 2 in coop online, ormai da un anno? Giocando 3 o 4 ore a settimana, non è che abbiamo fatto poi così tante ore, circa 240, e potenzialmente ci potremmo giocare ancora per un sacco se volessimo finire tutto bene, ma visto che ormai Ed non ha più una ADSL adatta per giocare e Blek ha il PC che si fonde, io e Rosa da soli fatichiamo a finire quei dannati Power Levels. Vabhe, ci diamo ancora un paio di mesi e poi decideremo se cambiare gioco :P


In singolo invece dopo aver iniziato SKYRIM nelle settimane di pausa da un lavoro all'altro, l'ho messo in pausa perchè è davvero troppo enorme e potrei metterci anni per finirlo, quindi prima di disperdermi in quel mondo da esplorare tutto a random, ho finito e sto cercando di finire un po' di altri giochi corti: FRACTS OSC (favoloso lo stile estetico, enigmi noiosi) , Stick It To The Man! (bellissimo il character design e l'humor, enigmi troppo facili) e Gone Home (più che un gioco, una storia interattiva con amarcord anni '90). Se mi va bene in singolo riesco a giocare un paio di ore a settimana, e il mio file excel da autistico con tutta la lista dei giochi che devo ancora iniziare con il tempo necessario per giocarli mi dice che a questo passo mi serviranno circa 7 anni per giocarli tutti, bene. Bene. Non ho fretta, vorrei solo giocare di più :P

Purtroppo sto ancora finendo dei lavori come freelance che avevo iniziato prima di cambiare lavoro e questo significa altre ore settimanali impegnate in cose che non mi interessa fare. Ormai cerco di finirle e poi basta.

Visto che tutto ciò non bastava, per uno dei siti su cui lavoro per passione stiamo anche scrivendo un libro, ovvero altri articoli da scrivere e interviste da seguire. Se va tutto bene, finiamo nel 2016. Un po' impegnativo, ma sarà una grande soddisfazione vederlo completato.


Ho diversi manga nuovi da iniziare, ma come al solito aspetto l'estate e le vacanze. Non prendendo più i mezzi pubblici non ho neanche più quei tempi morti tra l'attesa di un treno e l'altro per leggere libri, quindi non so bene quando sarà la prossima volta che userò la biblioteca, perchè se ci metto 4 mesi a leggere un volume, mi vengono a picchiare. Per il momento sto leggendo un libro di Murakami che mi ha regalato a natale la Stilista di Argomenti, poi vedrò dove recuperare qualcosa di ancora non letto.

La casa la stiamo un po' dimenticando, dovremmo pulire ancora bene i muri dalla muffa (e poi recuperare un deumidificatore per asciugare l'aria), sistemare alcuni mobiletti nuovi che abbiamo preso a gennaio, spostare mobili vecchi, appendere quadri, togliere lampadari, spolverare, riordinare... ma si rimanda sempre perchè i weekend non sono abbastanza lunghi.



Intanto la scorsa domenica siamo riusciti a organizzare un'altro cineforum per la proiezione di Schizopolis, ancora più bello della prima volta che l'ho visto. Ho un po' di altri film in lista da recuperare da tempo, ma alcuni non li trovo online da nessuna parte, ne in download ne da comprare in DVD, poi comunque mi ricordo che saranno mesi che non riesco a vedermi un film da solo e quindi aspetto senza fretta.

Cosa aspettarmi dalle prossime settimane? Per prima cosa, capire se ci sarà davvero un giorno di ferie in svizzera il 19 marzo.

22 febbraio 2015

SpeedRunners: corse con il rampino per amici del multiplayer in stile Micromachines


SpeedRunners è un gioco per PC sviluppato da Doubledutch e TinyBuild, incentrato sul multiplayer in 4 giocatori, in cui correre, saltare, muoversi, lanciarsi a tutta velocità e agganciarsi in volo per lasciare indietro gli amici e tagliarli fuori dallo schermo per vincere. Se avete mai giocato a un qualsiasi episodio di Micromachines per console, potreste avere una minima idea di cosa aspettarvi, il concept di SpeedRunners è molto simile: una gara multiplayer delirante a tutto schermo in cui chi rimane indietro perde e chi sta in prima posizione deve essere abbastanza abile per seguire il percorso anche senza vedere bene cosa c'è più avanti.


Micromachines era giocato dall'alto, con una visuale a "volo d'uccello", mentre in SpeedRunners si corre lateralmente, in aree piene di scorciatoie, voragini, muri su cui salire e sopratutto punti in cui agganciarsi con il rampino: ogni personaggio ha sempre a disposizione un rampino che può lanciare a piacimento e che una volta attaccato a una superficie permette di sfruttare la fisica del pendolo, per acquisire velocità, superare ostacoli in volo o aiutarsi per riprendere accelerazione dopo una curva a gomito. La tempistica e l'uso del rampino sono una delle caratteristiche che regala maggiori soddisfazioni nella sfida contro gli amici: riprendere distanza sugli avversarsi e superarli penzolando in aria a tutta velocità grazie a un rampino ben azzeccato è una delle cose più esaltanti e divertenti (nonché più ricoperte di insulti da parte degli altri) che possa capitare in un pomeriggio / sera dedicati al multiplayer con gli amici.


Oltre al rampino e alla barra della "stamina" per accellerare in alcuni momenti, in SpeedRunners non mancano naturalmente item e armi di ogni tipo (in stile Micromachines / Mario Kart) per rallentare gli altri e avere qualche chance in più di superarli o lasciarli indietro. Non c'è molto altro da spiegare per il gameplay: giocato con le persone giuste, SpeedRunners è una delle migliori esperienze multiplayer che abbia mai giocato negli ultimi 20 anni. Accidenti, non hanno senso tutte queste parole, guardatevi il video qui sotto per capire meglio quello che intendo:


Se ancora non siete convinti, potete scaricarvi il demo gratuito (multiplayer offline incluso) per provarlo direttamente, dopo qualche minuto per capire bene i controlli (avere un pad è essenziale, quelli per Xbox 360 con filo USB o con adattatore Wireless per PC sono perfetti) vi ritroverete a correre e saltare come dei pazzi per lasciare i vostri amici fuori dallo schermo. La grafica 2D di SpeedRunners permette di farlo girare a perfezione su ogni PC di fascia bassa comprato negli ultimi 8 anni.

Una volta conquistati dalle infinite potenzialità che SpeedRunners offre nel multiplayer tra amici, potete comprarlo su Steam a circa 9 euro oppure segnarlo nella vostra lista su IsThereAnyDeal per farlo vostro appena è in offerta (ogni tanto si trova anche sui 2.50 euro). Buon divertimento!

20 gennaio 2015

Laze Biose - M12: Il Mixtape dell’Impossibile (Testi e Citazioni)


Dopo essere riusciti a preservare a maggio 2014 Satura Lanx, il secondo demo dei Laze Biose (AKA Uochi Toki alle origini), abbiamo dovuto aspettare qualche altro mese per poter riascoltare nuovamente il loro primo demo (1998) e il mixtape demenziale dal titolo “M12 – Il Mixtape dell’Impossibile“ (del 2000, AKA Fischerprais Soul Micsteip Vol 12), ormai dimenticati da anni in qualche cassetto.

Fortunatamente Rico e Napo, convinti dalle numerose richieste di ripubblicare in qualche modo questi album introvabili, il 30 dicembre 2014 hanno messo online sulla loro pagina Bandcamp la versione mp3 di “Scusate, secondo voi il dentifricio costituisce ancora uno status symbol?” (il primo e unico full-album dei Laze) che comprende (una volta acquistato) un link per il download di tutta la discografia precedente dei Laze Biose (un epico file da 340 MB), tra cui i leggendari “primo demo”, “M12” e un paio di tracce bonus. Tante nuove storie di speranza, amicizia, odio, amore e guerra da tenere in sottofondo e ascoltare mentre faccio i lavori domestici! Sono felice.


Non sto a fare una introduzione approfondita sui Laze Biose, sul loro valore simbolico per un certo periodo storico e quadro musicale, l’ho già fatta a suo tempo nel post dedicato a Satura Lanx e probabilmente se state leggendo questa pagina sapete cosa aspettarvi da queste canzoni che giocano con una parodia nonsense del classico rap italiano, tra filastrocche dadaiste e pezzi profondi dal significato più o meno esplicito. Difficile trovare qualcosa di simile altrove, forse è ben nascosto. Chi ci salverà dai rapper italiani se non ci sono più i Laze Biose? :(

In questo post ho trascritto tutti i testi delle canzoni (e qualche nota di interesse random) incluse in M12: Il Mixtape dell’Impossibile, create dai Laze Biose, da And e Begi. M12 è un miscuglio musicale registrato da un gruppo di giovani amici per divertirsi, come ascoltiamo in una delle tracce di questo mixtape “registriamo una demo così dai, un pomeriggio, veniamo quà, diciamo 2 stronzate e la vendiamo pure” oppure come scritto nella descrizione originale “60 minuti di troiate, featuring: COMPIUTER MC, AND (quello nuovo), BEGI e tanti alteri!”. And non è infatti lo stesso And che abbiamo ascoltato in Satura Lanx e nel primo demo, ma Andrea Deriu, personaggio che veniva anche salutato in una delle tracce del secondo demo. Begi è invece uno dei componenti dei FATT-1, gruppo praticamente sconosciuto attivo a fine anni ‘90 / primi anni ‘00 dalle parti di Voghera.


Purtroppo al momento non ci sono i titoli originali delle canzoni, ma solo il numero delle tracce. Se in futuro si scopriranno i nomi, aggiornerò il post. Come al solito, se trovate altre citazioni o volete segnalare qualche nota che vi passa per la testa, lasciate pure un messaggio qui sotto! Stessa cosa per le parti con ??? nei testi, magari riuscite a capire cosa dicono o trovate degli errori.. buon ascolto e buona lettura, che Compiuter MC sia sempre con voi nei momenti difficili.

13 gennaio 2015

The Rambler: viaggio sulle strade perdute dell’inconscio


The Rambler è un film del 2013 scritto e diretto da Calvin Reeder, giovane regista poco conosciuto con all’attivo solo un paio di lungometraggi (The Rambler e The Oregonian), che è tuttavia già riuscito a guadagnarsi l’attenzione degli spettatori dai gusti un po’ bizzarri e prendersi numerosi complimenti dagli amici di 366 Weird Movies.

Ci ho messo un bel po’ di tempo prima di vedere un suo film, perchè in qualche modo le sfumature “horror” di cui leggevo nelle varie recensioni (e che si possono intuire dai trailer) un po’ mi preoccupavano. Mi sarebbe dispiaciuto se le stranezze promesse si fossero rivelate dei semplici pretesti di contorno per raccontare una storia dell’orrore per amanti del genere. Fortunatamente, almeno in The Rambler, non è così e il film contiene un favoloso viaggio surreale dalle infinite interpretazioni e significati.


Pur non riuscendo a raggiungere il livello di nonsense artistico totale che si sarebbe potuto immaginare con un pizzico di follia onirica in più, The Rambler è un riuscito miscuglio di allucinazioni misteriose e personaggi bizzarri, che lo avvicinano al cinema dei più famosi David Lynch e David Cronenberg.

La trama del film percorre il viaggio del protagonista dalla sua uscita di prigione verso il ranch del fratello, con immagini tanto care ai classici road-movie, come piccole cittadine in mezzo al deserto americano, strade perdute, ragazze a cavallo, bar malfamati, polvere, chitarre e sole soffocante. In mezzo a questo tranquillo pellegrinaggio, sogno (incubo?) e realtà si mischiano senza limiti, con strane luci nel cielo, ragazze che scompaiono e riappaiono all’infinito sotto altri ruoli dalle stesse sembianze, macchine in grado di registrare i sogni su VHS, nane attraenti, scienziati pazzi, incontri di lotta senza speranze, personaggi inquietanti che arrivano direttamente da un’altra dimensione dell’inconscio.


Le sfumature delineate da sangue, incidenti violenti e mostri inspiegabili sono forse i punti meno affascinanti del film e rimane un po’ il dubbio che siano stati inseriti per poter dare una collocazione meno indefinita al film e aiutare così lo spettatore intimorito dall’astratto. Fortunatamente queste derive horror-gore non limitano la potenzialità onirica del film. The Rambler riesce a essere un perfetto esempio di tutto quello che amo nel cinema più libero di poter giocare con i piani infiniti dell’immaginazione, tra sogno, incubo e realtà.

Non svelo altro per non rovinare le sorprese, se questa non-recensione e il trailer qui sotto vi hanno incuriosito, potete comprare il DVD di The Rambler su Amazon.it a circa 12 euro o da Play.com a circa 6 euro. Naturalmente potete anche vedervi una preview cercando prima qualche torrent su Google, poi se vi piace ricordatevi di supportare il regista però. Buona visione!

8 gennaio 2015

Addio Milano, non mi mancherai per nulla

Ok, finalmente ho un po' di tempo per fare un riassunto delle puntate precedenti, con gli ultimi 2 mesi in cui mi sembra di non essermi fermato neanche un attimo. Ormai è praticamente ufficiale, dopo vari colloqui, attese, risposte, cambi di programma, controfferte, disperazioni e stanchezza infinita, ho trovato un altro lavoro più vicino a casa, in Svizzera, così non dovrò più andare in quella città di merda conosciuta come Milano per raggiungere l'ufficio. Dovrei iniziare tra un paio di settimane.

Milano

Queste ultime settimane di lavoro sono state distruttive e anche i prossimi 15 giorni saranno abbastanza impegnativi, tra attività da terminare in ufficio, passaggi di consegne e progetti da freelance che vorrei finire prima di andare al nuovo posto, visto che non ci sarà più il venerdì libero. Con un giorno in più di lavoro a settimana, non avrò più il tempo e la voglia per fare lavori in proprio, tutto il (poco?) tempo libero me lo tengo per fare quello che ho più voglia di fare e per stare con le persone con cui ho voglia di stare. Mi auguro che questa mancanza del part-time verticale venga comunque ri-equilibrata dal non dover più perdere 4 ore al giorno per andare e tornare da Milano. Dovrei metterci una 20ina di minuti in macchina per andare al nuovo ufficio a seconda del traffico. Vedremo. 

Svizzera

C'è stato più di un mese di faticosa contrattazione con il nuovo datore di lavoro e per un po' avevo pensato di lasciar perdere tutto e tutti e fare il disoccupato felice, siccome il contratto offerto in un primo momento era pessimo, ma in qualche modo siamo riusciti a trovare un accordo che possa andare bene per entrambe le parti. Ora non mi resta che chiudere una lunga avventura lavorativa a Milano (quasi 7 anni) e iniziarne un'altra piena di incertezze, ma in ogni caso interessante. Ruolo molto difficile, ma è quello che mi diverto a fare. Certo, rimango sempre dell'idea che il mio ruolo ideale sarebbe quello di fare il neo-situazionista libero da ogni impegno che non sia personale, ma la vedo ancora molto difficile da realizzarsi.

Ho tante cose che vorrei scrivere qui sul blog, film, giochi, musica, fumetti, e mi auguro di riuscire a riprendere la scrittura già dai prossimi giorni. Sono curioso di vedere come organizzare le mie giornate con i nuovi orari di lavoro e al momento non ho la minima idea di come andrà, quindi non mi resta che aspettare e affidarmi al grande amico caos.

Supporto Morale

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