9 maggio 2014

Riflessioni sulle Cause della Libertà e dell'Oppressione Sociale, di Simone Weil


Simone Weil è stata una filosofa, mistica e scrittrice francese, nata nel 1909 e morta nel 1943, che nel corso dei suoi 34 anni di vita ha scritto numerosi saggi di filosofia politica, metafisica, estetica e poesia. Nel 1934 scrive “Réflexions sur les causes de la liberté et de l'oppression sociale”, in italiano “Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale”, un breve saggio da un centinaio di pagine sulla moderna società oppressiva e su possibili modelli sociali che sappiano invece liberare l’uomo per farlo vivere in piena libertà. Non c’è molto altro da aggiungere, se il tema vi interessa, qui sotto trovate alcune citazioni e frasi prese da “Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale” e se quello che scriveva Simone Weil vi ispira, potete prendere in prestito il libro nella vostra biblioteca di fiducia, comprarlo su Amazon IT (5 euro) o scaricare il PDF grazia a Google. Buona lettura!
Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utile, ma con il sentimento umiliante e angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore passeggero della sorte, un privilegio dal quale si escludono parecchi esseri umani per il fatto stesso di goderne, in breve un posto. Gli stessi imprenditori hanno perso quella credenza ingenua in un progresso economico illimitato che faceva loro supporre di avere una missione [...]

L'esperienza mostra che i nostri antenati si sono ingannati credendo nella diffusione dei lumi, poiché non si può divulgare fra le masse che una miserabile caricatura della cultura scientifica moderna, caricatura che, lungi dal formarne la capacità di giudizio, le abitua alla credulità.

In effetti Marx ha ben mostrato che la ragione vera dello sfruttamento dei lavoratori non consiste nel desiderio di godere e di consumare che i capitalisti avrebbero, bensì nella necessità d'ingrandire l'impresa il più rapidamente possibile per renderla più potente delle imprese concorrenti. Ora non è solamente l'impresa, ma ogni specie di collettività lavoratrice, qualunque essa sia, ad aver bisogno di restringere al massimo i consumi dei propri membri per dedicare più tempo possibile a forgiarsi armi contro le collettività rivali; cosicché fin quando ci sarà, sulla superficie terrestre, una lotta per il potere, e fin quando il fattore decisivo della vittoria sarà la produzione industriale, gli operai saranno sfruttati.

Tutta la nostra civiltà è fondata sulla specializzazione, la quale implica l'asservimento di coloro che eseguono a coloro che coordinano; e su un simile fondamento non si può che organizzare e perfezionare l'oppressione, di certo non alleviarla.

Supporto Morale

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