30 gennaio 2014

Taccuino di Talamanca, di Emil Cioran


Chi conosce Emil Cioran e chi ha una vaga idea dell'immaginario di un isola come Ibiza, non può che vedere i due soggetti come totalmente estranei l'uno all'altro. Eppure nel 1966 anche Cioran si è fatto una vacanza a Ibiza. Cosa potrà mai nascere dall'unione di questi due estremi? Lo scopriamo nel brevissimo libro "Taccuino di Talamanca. Ibiza (31 luglio - 25 agosto 1966)" in cui il nostro amico Cioran ha scritto i suoi pensieri e le sue insonnie durante il soggiorno in questa isola e le zone confinanti.

Una quarantina di pagine scarse dove ritroviamo il solito pensatore solitario alle prese con i suoi problemi esistenziali e la necessità di "cambiare aria e prendere un po' di sole", una situazione che potrebbe benissimo stare alla base di una geniale commedia che gioca con gli opposti per creare situazioni molto LULZ. Eppure quello che ne esce è sempre la sua fermissima lucidità sulla salute del mondo, delle persone e di sè stesso.

Lascio come al solito una serie di citazioni e frasi scritte da Emil Cioran in Taccuino di Talamanca, così potete farvi un'idea di quello che è passato per la sua mente nell'isola del divertimento sfrenato e dei party sulla spiaggia. Poi eventualmente potete recuperare il libro nella vostra biblioteca di fiducia (visto che in PDF mica lo trovate su Google). Buona lettura!

Ibiza, 31 luglio 1966. Stanotte, completamente sveglio verso le 3. Impossibile rimanere ancora a letto. [...] Sono venuto qui per il sole e non sopporto il sole. Tutti sono abbronzati, io devo restare bianco, pallido.
In media dormo, siesta compresa, dalle 9 alle 10 ore al giorno. Ho un tale arretrato, in fatto di sonno, che avrei bisogno di dormire il doppio per recuperare il tempo perso in veglie.
La mia visione del mondo non sarebbe stata diversa se fossi vissuto in un paese caldo. Sarebbe stata solo meno virulenta, perchè la maggior parte dei miei mali è dovuta al freddo (reumatismi, rinite, catarro tubarico).
Un'inglese appassionata di Talleyrand. Serata trascorsa a cercare di tradurlo in inglese. Compito praticamente impossibile. Bisognerebbe conoscere perfettamente entrambe le lingue, e sopratutto ripensare ogni parola per trovare l'esatto equivalente.
L'inglese in questione, una ragazza di venticinque anni, forse più giovane, ha letto la biografia scritta da Duff Cooper: dopodichè è diventata un addict di Talleyrand. E' innamorata del suo cinismo. Perversione o volontà d'indipendenza? Vizio o mezzo di emancipazione?
"L'uomo che sospendesse il giudizio su tutte le cose deve ancora nascere" è detto in un testo di Hume. Vorrei essere quest'uomo, questo caso impossibile, questo non nato.
Non esiste un'ansia senza motivo; voglio dire che la crisi che attraversate ora e di cui non scorgete le cause è la conseguenza di stati ben precisi che giustificarono l'ansia in un dato momento ma che, stranamente, non la scatenarono; si scatena da sè più tardi, e vi disorienta perchè non riuscite a individuarne l'origine. (Tutto questo è vero e non è vero)
Un muratore di Ibiza racconta che 10 anni fa, prima dell'invasione dei turisti, gli abitanti erano gentili, affabili, vi invitavano a mangiare da loro, lasciavano la casa aperta giorno e notte; ora la chiudono a chiave, sono diventati egoisti , vi rivolgono a malapena la parola, sono chiusi e sospettosi e mangiano meglio. [...] Il silenzio è scomparso dall'isola: notte e giorno gli aerei la sorvolano, e il loro fracasso è il prezzo che gli indigeni pagano per aver ottenuto il privilegio di mangiare a sazietà. I guasti della "civiltà" sono così evidenti che si ha ritegno a segnalarli ancora.
Poichè non sappiamo quanto tempo ci resta da vivere, il dovere verso noi stessi ci impone di fare solo ciò che interessa profondamente il nostro essere. Non ricerche, ma cercare prima di tutto noi stessi.
Tutto ciò che in me è vero proviene dalle timidezze della mia gioventù. A loro devo quello che sono, nel senso migliore della parola. Senza di esse non sarei letteralmente nulla e non conoscerei tregua nella vergogna di me stesso. Che cosa non ho sofferto, da giovane, per causa loro. E ora sono queste sofferenze che mi riscattano ai miei occhi.
La cosa migliore, forse, è non spiegarci, non dare la chiave del nostro essere, la formula del nostro destino. Agli altri trovarla, se ritengono che valga la pena cercarla.
La "dolcezza del vivere" è scomparsa con l'avvento del rumore. Il mondo sarebbe dovuto finire cinquant'anni fa; o meglio ancora, cinquanta secoli fa.
Non la finirei mai di enumerare i difetti di coloro che credo di conoscere a fondo.
Le persone di destra mi fanno disgustare della destra, quelle di sinistra della sinistra. Di fatto, con un uomo di destra sono di sinistra, con un uomo di sinistra, di destra.

2 commenti:

  1. Beh, ma non devi immaginare l'Ibiza di oggi, è anche stata un isola per hippie, che sono un po' gli hipster del passato (?)... Per cui anche Choran in vacanza ci sta!
    ( questo ragionamento è privo di qualsiasi logica, ma era per dire che non mi sorprende più di tanto l'accoppiata Choran/Ibiza)

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  2. Da come scrive anche ai suoi tempi Ibiza era piena di turisti abbronzati e festaioli :D

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