21 novembre 2014

Guy Debord (contro) il Cinema

Guy Debord (contro) il Cinema

Ho già parlato in più occasioni di Guy Debord (come nei Commentari sulla Società dello Spettacolo), tra i fondatori dell'Internazionale Situazionista e membro della Internazionale lettrista, scrittore di libri e articoli, assiduo non-lavoratore, e anche regista di alcuni cortometraggi sperimentali fin dai primi anni ‘50, in cui ricercava nuovi modi di sfruttare la comunicazione cinematografica seguendo la sua critica della società e delle convenzioni.

Da questa sua passione per il cinema sono nate opere come “Hurlements en faveur de Sade”, in cui gli spettatori si ritrovavano davanti a uno schermo bianco con delle voci, oppure nero in completo silenzio (per quasi mezz’ora), uno schiaffo diretto sia al pubblico medio che non accettava / capiva tale affronto, che verso gli autoproclamati cinefili d’avanguardia che non ne potevano capire la presa in giro. Altri film dai titoli evocativi come “Sur le passage de quelques personnages à travers une assez courte unité de temps”, "Critique de la séparation" e "Réfutation de tous les jugements" riprendevano la tecnica situazionista del detournement, utilizzando spezzoni di altri film o telegiornali, foto e ritagli di riviste, per analizzare la situazione dell’uomo moderno e dei mass media attraverso le loro stesse immagini, rivoltandone il significato.


Non è mia intenzione descrivere o esaurire in questo post tutta l’importanza e le caratteristiche rivoluzionarie (sia nel senso di “un cambiamento rispetto al solito” che di “un cambiamento sociale e politico”) del cinema di Debord, che può essere approfondito meglio in altri siti (su Il Cinema di Guy Debord, Introduzione ai film di Guy Debord, appunti sul pensiero di Guy Debord, La fine dell'illusione: il cinema di Guy Debord o il détournement come metodo compositivo), ma di proporre a ogni appassionato di cinema la lettura del libro pubblicato nel 2001 grazie a Enrico Ghezzi e Roberto Turigliatto, dal titolo “Guy Debord (contro) il cinema”. Una raccolta di articoli scritti in diversi anni da numerosi autori oltre a Debord, un volume essenziale per chi ama l’arte del racconto su pellicola come ricerca continua della verità umana e del superamento di ogni limite hollywoodiano.

Mi sembra inutile aggiungere altro, se non trascrivere qui sotto alcune citazioni dal libro, frasi sparse con cui capire meglio i contenuti e le sensazioni che potete trovare in questa raccolta dedicata a un uomo e a un “movimento” che ha voluto colpire duramente la superfice lucida del cinema per farla riflettere su sè stessa. Se poi vi interessa, potete comprare “Guy Debord (contro) il cinema” da Amazon (14 euro) oppure prenderlo in prestito dalla vostra biblioteca di fiducia. Buona lettura!


Le rare opere della mia gioventù sono state speciali. Bisogna ammettere che le univa un gusto della negazione generalizzata. Era in grande armonia con la vita reale che conducevamo allora.

L'arte moderna era stata, e per poco tempo sarebbe stata ancora, critica e rivoluzionaria.

Io ho esordito con un film senza immagini, il lungometraggio "Hurlements en faveur de Sade", nel 1952. Lo schermo era bianco sulle parole, nero durante i momenti di silenzio, 24 minuti. "Le condizioni specifiche del cinema permettevano di interrompere l'aneddoto con delle masse di silenzio vuoto". Sollevati dall'orrore, i cineclub gridavano troppo forte per sentire il poco che avrebbe ancora potuto sconcertarli nel dialogo.

Ognuno esita tra il passato che vive nell’affetto e l’avvenire morto già nel presente. Non prolungheremo le civiltà meccaniche e la fredda architettura che conducono alla fine della corsa verso passatempi annoiati.

Una malattia mentale ha invaso il pianeta: la banalizzazione. Ognuno è ipnotizzato dalla produzione delle comodità, fognatura a sfogo diretto, ascensore, stanze da bagno, lavatrici.

13 novembre 2014

Zelda: Majora's Mask: Ripetizioni Temporali nel Sogno Malinconico


Avevo in mente di scrivere un post su Zelda: Majora's Mask già da un paio di anni, ma siccome è difficile per me riuscire a scrivere quanto ho amato questo gioco e quanto sia geniale, ho sempre posticipato a giorni migliori, a un futuro non meglio identificato con più tempo libero, la scrittura di questa lettera d’amore. Il tempo passa e mi sa che non avrò mai il tempo e la concentrazione necessaria per scrivere un articolo come si deve sulla bellezza di questo gioco sviluppato da Nintendo EAD per N64 e quindi ok, scriviamolo pure come capita, nei ritagli di tempo, giusto per festeggiare l’annuncio del remake di Majora’s Mask per 3DS.

Questo capitolo di Zelda rimane a oggi il mio gioco preferito di sempre in single player, assieme a Chibi Robo probabilmente. Nessun altro gioco si è mai avvicinato a questo universo di emozioni, soddisfazioni, sorprese, imprese, difficoltà, complessità, personaggi e luoghi con cui interagire attraverso un pad.



Majora’s Mask è stato pubblicato nel 2000, quando avevo 17 anni, con molto tempo libero per giocare perchè tanto non avevo voglia di studiare e dopo aver già perso interi mesi esplorando in lungo e in largo Zelda: Ocarina of Time. Uscito nel natale del 1998, Ocarina of Time è stato il primo Zelda tridimensionale, in cui finalmente si poteva esplorare Hyrule in tutta la sua profondità. Avevo giocato gli altri Zelda per NES e GameBoy, quindi sapevo cosa aspettarmi da OoT, ma certo lo sviluppo in 3D dava tutta un’altra esperienza. Come poteva Nintendo migliorare qualcosa del genere? Semplice, passando al 4D, la quarta dimensione del tempo.

Ecco la prima caratteristica che rende Majora’s Mask così speciale: il gioco è sviluppato su 3 giorni che passano mentre si esplora il mondo di Termina e i suoi dungeon, con il sole che sorge e tramonta, il paesaggio che cambia e soprattutto un complesso sistema di attività quotidiane che i personaggi del gioco compiono col passare del tempo. Potete seguire un personaggio la mattina mentre esce di casa, va a fare le sue commissioni, incontra dei problemi da risolvere e interagisce con gli altri personaggi non giocanti. Prima di quel momento in ogni altra avventura / RPG che avevo giocato i personaggi nelle città erano semplici modelli fermi nel punto in cui erano stati programmati, senza una loro “vita”. In Majora’s Mask tutto questo era rivoluzionato, sembrava davvero di interagire con un mondo “reale” in cui i personaggi badavano alle loro faccende senza star fermi ad aspettare il tuo passaggio.



Questo complesso sistema di attività temporali non rimane fine a sè stesso, ma viene intrecciato con un altrettanto complesso sistema di side-quest da risolvere per aiutare i personaggi nei loro problemi più o meno esistenziali. Quasi ogni personaggio che potete incontrare a Termina ha bisogno di aiuto e spesso queste situazioni da risolvere vengono intrecciate ulteriormente l’una con l’altra. Per aiutare con successo qualcuno potreste dover scoprire cosa gli accade a uno specifico orario durante un certo giorno da una qualche parte della città o del mondo, e come l’attività di un altro personaggio può darvi un suggerimento o un oggetto necessario per aiutarlo. Tutte le numerose sotto quest vengono tracciate nel loro svolgersi nel tempo anche grazie al “Bomber’s Notebook”, un menù in cui vengono segnati gli avvenimenti chiave una volta scoperti.



Cosa succede quando scadono i 3 giorni di gioco? Un giorno in Zelda: Majora’s Mask dura circa 1 ora del nostro tempo reale, ma fortunatamente è possibile scoprire un modo per rallentare il tempo e far durare un giorno quasi 2 ore. Che sia veloce o lento, prima o poi il terzo giorno arriverà e con lui la distruzione di Termina, con l’impatto della gigantesca luna che annienterà ogni essere vivente. Il gioco non finisce con la caduta della luna, o meglio, possiamo rimandare ulteriormente questa catastrofe attraverso i sempre amati viaggi nel tempo, che ci permettono di tornare indietro fino al primo giorno, quando tutto era ancora (quasi) normale e ricominciare la nostra avventura per salvare Termina, armati questa volta di una maggiore conoscenza del suo mondo e dei suoi strani abitanti.



Lo stile e le “personalità” dei personaggi di Majora’s Mask sono un’altra delle caratteristiche che rendono il gioco un meraviglioso viaggio onirico, soprattutto per chi aveva già finito Ocarina of Time. Come accade in Alice nel Paese delle Meraviglie, anche Link cade in una specie di buco o tana del bianconiglio per arrivare nello strano mondo di Termina, dove incontra personaggi che esteticamente ricordano quelli conosciuti in Ocarina of Time, ma con personalità e ruoli diversi o inversi. Come nei sogni in cui parliamo con persone che conosciamo ma che si comportano in modo differente o che hanno lo stesso carattere ma l’aspetto di un’altra persona, ecco il senso di smarrimento interpersonale che è possibile trovare a Termina. Non mancano certo nuovi e anche più bizzarri personaggi, da aiutare o sconfiggere a seconda del ruolo che impersonano in questa allucinazione dai toni melanconici. Qui è d’obbligo citare quel meraviglioso intreccio di aspettative, mistero ed emotività che è la quest parallela tra Kafei e Anju, con uno dei “finali” più commoventi della storia dei videogames.



Come in ogni altro Zelda, anche in Majora’s Mask ci sono dungeon, enigmi e mostri da superare, tra cui alcuni dei templi più complessi di tutta la serie, grazie ai tanti puzzle che per essere risolti richiedono multi-tasking stratificato su più stanze e piani differenti. Insomma, preparatevi a un gioco difficile, ma proprio per questo suo livello di difficoltà dannatamente soddisfacente quando riuscirete a risolvere ogni suo particolare nascosto. Oltre alla quest principale, la parte più difficile da completare sono le sopra citate sotto-quest e la raccolta di tutte le maschere che permettono a Link di trasformarsi o acquisire nuove caratteristiche, come la possibilità di sentire gli odori, di auto-esplodere come una bomba o di leggere il pensiero delle persone con cui parla.



Tanti altri piccoli e grandi elementi hanno reso speciale la mia avventura nelle strambe terre di Majora’s Mask, ricche di segreti da scoprire, situazioni surreali e melanconiche, ma posso anche finire qui questa descrizione, per lasciare ai curiosi che vorranno giocarlo una personale esplorazione dell’ultimo grande Zelda, che forse non sarà mai superato.

Che sia sull’originale cartuccia per Nintendo 64 (potete recuperarla su Ebay o Amazon), su 3DS o emulatore, preparatevi a un lungo e complesso viaggio temporale che lascerà il segno a ogni giocatore sensibile. Buon divertimento :P

Altre immagini da Zelda Majora's Mask per Nintendo 64:



Majora's Mask intro:

6 novembre 2014

Uno Scontro Accidentale sulla Strada per Andare a Scuola Può Portare a un Bacio? di Shintaro Kago


A dispetto di ogni mia aspettativa dopo la rinuncia da parte di GP Manga / Publishing nel pubblicare un secondo volume di quel capolavoro che era la raccolta L’Encliclopedia delle Kagate (che forse ha venduto 2 copie in Italia), ecco che arriva la 001 Edizioni a sorprendermi con la pubblicazione di una nuova raccolta di storie brevi di Shintaro Kago, un volumone di 164 pagine con uno dei titoli più belli di sempre: “Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?”. Parte di queste shorts dovrebbero essere state pubblicate in Giappone dalla casa editrice Seirin Kogeisha nel 2012 e finalmente da Luglio 2014 possiamo leggerle anche noi occidentali con una bella pubblicazione in italiano che ho scoperto grazie a Fumetti di Carta


Come avevo già scritto nel post dedicato all’Encliclopedia delle Kagate, Shintaro Kago è un maestro del genere Guro surreale che non si prende mai troppo sul serio, disegnando storie e personaggi tra l’assurdo e il tragicomico, giocando con le aspettative del lettore (rompendo più volte la 4° parete) e divertendosi con argomenti oltre ogni estremo (necrofilia, coprofagia, omicidi, snuff, strupri) attraverso una acuta ironia, intermezzi di vita onirica tra critica sociale, invasioni aliene, complotti e paranoie sui mass-media, abili osservazioni sul conformismo di massa e tanto LULZ WTF?.

Anche se le scene e le tematiche possono sembrare forti, Kago è in grado di filtrare tutto con un allegro umorismo, esagerando situazioni e personaggi oltre ogni abitudine, fino a rendere il tutto una parodia del guro più macabro e freddo (alla Suehiro Maruo per intenderci), un’opera dal sapore più demenziale che di cattivo gusto, ma di certo non adatta a un pubblico più giovane e sensibile.  Nelle immagini che trovate in questo post, alcuni esempi (evitando quelli davvero troppo spinti) delle opere di Kago, di cui solo una parte prese da "Uno scontro accidentale..." siccome sembra impossibile trovare degli scan degli episodi compresi nella raccolta.


In questo “Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?” troviamo una serie di tavole a colori pubblicate in origine su Vice Magazine e 27 storie in bianco e nero autoconclusive pubblicate su importanti riviste del fumetto alternativo giapponese come AX, Ubu Mode e Gehenn.

Grazie alla divisione in più shorts, questa raccolta riesce a essere un bellissimo concentrato di manga spastici e caotici, che si susseguono uno dietro l’altro in maniera tutt’altro che lineare, spaziando per ogni dettaglio stravagante, erotico e grottesco che non ti aspettavi, tra corse con le barelle, zanzare da collezione ed esperimenti sugli stereotipi da shojo manga. A mio parere è un volume essenziale per tutti gli amanti dei fumetti strambi che troppo poco possiamo apprezzare anche nella nostra lingua.


Potete ordinare “Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?” su Amazon per circa 15 euro. Non solo vale la pena per la qualità delle tavole e della follia di Shintaro Kago, ma è anche un modo per supportare una casa editrice come la 001 Edizioni, impegnata con la collana Hikari a pubblicare fumetti interessanti meno conosciuti dal grande pubblico. Se nel frattempo volete avere idea di cosa troverete nel manga, potete trovare alcuni scans di altre opere di Shintaro Kago (non pubblicate in Italia) su GuroManga (usate un ad-block, perchè ha dei banner davvero inquietanti). Buona lettura!


30 ottobre 2014

Dead Neanderthals - Body Horror, Jazzhammer / Stormannsgalskap

Dead Neanderthals - Body Horror, Jazzhammer / Stormannsgalskap

I Dead Neanderthals sono un gruppo strumentale formato nel 2010 / 2011 da tre amici olandesi (Colin Webster, Rene Aquarius e Otto Kokke) che si divertono a catalogare la loro musica come “The musical equivalent of a brick in the face” e “New Wave of Dutch Heavy Jazz”. Su Last FM vengono generalizzati con TAG come “do not run we are your friends”, Experimental, Free Jazz, Grindcore, Grindjazz, Jazzcore, “werewolf karaoke” e “Misunderstood geniuses”. A me piace descriverli citando un amico che in una serata in cui avevo messo una playlist di musica random in sottofondo in cui c’erano pure i Dead Neanderthals, mi disse preoccupato: “puoi togliere questo rumore che mi sta venendo il mal di testa?”.

Messo in chiaro che questi simpatici ragazzi non sono musicalmente sopportabili per tutti, quello che potete ascoltare in un loro album è un potentissimo suono disperato creato soffiando con tutta l’anima dentro un sassofono e pestando la batteria con tutto il dolore che esce dal profondo di una notte. Musicalmente parenti lontani di John Zorn, con un po’ di atmosfera post-apocalittica in più. Eh? Si, per capire cosa fanno fate prima a sentire le canzoni dei Dead Neanderthals in streaming qui sotto e poi se vi piacciono potete scaricare gratuitamente alcuni loro album dalla pagina Bandcamp del gruppo: Perchè si sa, che gli olandesi che fanno musica densa e rumorosa, sono avanti a tutti.

Dead Neanderthals Live

In particolare vi consiglio le due pubblicazioni che danno il titolo a questo post, “Body Horror” e “Jazzhammer / Stormannsgalskap”, di cui il primo è un singolo pezzo da oltre 12 minuti venduto / regalato solamente su cassetta a tiratura limitata a dicembre 2013 durante lo Utech Records Music Festival II, mentre il secondo è un album registrato a dicembre 2011 e composto da 2 tracce da 9 minuti circa l’una. Buon ascolto!



3 ottobre 2014

Laze Biose - Marrana (Testo e Citazioni)

Laze Biose - Marrana (Testo e Citazioni)

Durante i lunghi mesi di ricerca per riuscire a preservare i vecchi demo dei Laze Biose (AKA Uochi Toki) come Satura Lanx, io e Blek abbiamo scoperto anche numerosi feraturing paralleli con cui Napo e Rico si sono divertiti nei primi anni 2000, e di cui purtroppo al momento non esistono copie preservate online. Tra questi pezzi perduti dei Laze Biose, ci sono “Old School Skit Style” sull’album “Organismi Complessi” dei Menti Folli, collaborazioni non meglio definite con NPK per il suo demo "Quello che respiriamo" e Marrana, pubblicata nel 2002 sull’album Cyberfunk di Frankie "O".

Marrana è proprio il featuring a cui è dedicato questo post, canzone co-prodotta da Rico e Dj O.R.G.E, con voce e testi di Napo / Ultimo. La fortuna ha voluto che Frankie "O" abbia deciso un giorno di mettere in download gli MP3 del suo album su Amazon e abbiamo quindi potuto comprare Marrana e salvarla da un triste oblio. Potete ascoltare la traccia al pomeriggio su Youtube e se vi piace compratela da Amazon per 1 euro, che potete anche rinunciare a un caffè per una volta eh.



Marrana è un pezzo particolarmente interessante per essere uscito esattamente in mezzo (2002) al cambio di nome del gruppo da Laze Biose (Scusate, secondo voi il dentifricio costituisce ancora uno status symbol?, 2001) a Uochi Toki (Vocapatch, 2003). Anche se registrato ancora sotto il nome Laze Biose, lo stile di elettronica, voce e testo è molto più simile a quello che avrebbero prodotto un anno dopo sotto il nome di Uochi Toki. Marrana è praticamente un prototipo delle tracce che avremmo potuto ascoltare in seguito su Vocapatch, un favoloso pezzo dadaista elettronico da salvare e ascoltare con cura.

Di seguito la trascrizione del testo di Marrana e le eventuali citazioni che ci sembra di aver colto. Se riuscite a capire cosa dice Napo nei pezzi con il punto di domanda, lasciatemi un messaggio qui sotto!

Drammatizzabile, no, gatto (?), ho, raggelante lantis?, pane e furbezia, il controllore screzia di ??? una conversazio, intercalando con signore, l'altro impone difetti che, dialetti che non correggono, della palla, sulla luna, lagna galattica, magna carta, come tattica per far sparire le prove, preposizione altera, altea, sarebbe, invece che stratto, svariato, con ? indimenticabile potabilissimo concetto sfornato in un stampo di stampo prettamente stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo, stampo.. pomodoro! lacché, veridicitiero, taluni al vetriolo, sostituireberanno, l'acido L-ascorbico, non mi faccio sembrale, torturo Primo Levi con lo strappa unghie, il trincia orata dal pessimo saluto estremo, coccodrillo, il cavallino di Milhouse, è il mio credo, inverosimile Milhouse incespica nel proprio nell'improprio reatterato sul bucolico con ? stuprate dalla ? di mio nipote, di mio nipote, di mio passo al tu mi dai la, non quà là quà con courant (???) Lorentziano, impello? sono sull'ebano e mordo una pelle concentrata di squame, amminoacidi, con 200 di gravità, con le meches e la parruccaggine, a casa di Luca costruisco il parto? con la calla di Harry Pattern (???), tromba e violoncé...c'è c'è c'è cesio litio e stronzio, nel salame di tito costernato abramo imperversa constellazione, mansione, ha fatto breccia nel mio rene di centro, terminato come i gioielli in movimento sul suo ipotalamo, e faccio il pastrano di Locatelli, dal pulpito in via dello scacco pacifista e tutti nel vaiolo con la consapevolezza di un piatto di graminacee, Tintoretto casalingo dadaista, scarpe di legno sul seveso, da Pancarospo a Pontecurone con Pesaro di fianco, ed il patentato nell'altra mano, vocazione al ricostituente calibrato dal nonno a parigi siamo thriller dalla fine al titolo di duodeno seguimi nello intestino di Padenghe del Garda, astratto? astratto? a tratto realistico realistico realistico, insieme al bio con gli ecoterroristi dichiaro guerra al Liechtenstein, nervoso rispetto al paciere di gonzo il figlio di John Turturro, di gran lunga finché allora tuttavia per questo là a ciò che di certo è questo occasione del fatto in sintesi il quale in un certo qual modo di conseguenza senza ombra di dubbio con tutta probabilità e pei nem e pei de (???), e pei nem e pei de, e pei nem e pei de... de de de de de de decostruzione deaggettivazione deontologia di un cactus sanscrito nervi tesi ? cervello nello stagno fuso al punto biomerda biomerda succube è questa la versilia in crosta di cappone con salsa di genziale e contorno di ? e rodford (?) di biella, forfora preziosa come un pronome relativizzato dal nonno di un nipote di una cassettiera (caffettiera?) supertettonica pessimo gusto ricago malvagi al cacao magro, come Totò e la regola shintoista, fuori fuori verdura, pranoterapia la cazzo di donna, mastro ? Ippolito Nievo il superletterato sfida il ? di un barra delle applicazionissima agli occhi di Acapulco, ignoro ? grazie! brufolo dipingo bellezza ascetica ho la nonna ho ancora la nonna in un fulmine coibentato da dio in persona!

Citazioni e note di interesse random:


il controllore screzia di ??? una conversazio, intercalando con signore, l'altro impone difetti che, dialetti che non correggono:  questa parte del testo è molto interessante perchè 8 anni dopo la pubblicazione di Marrana, Napo inserisce una frase praticamente identica in "Violando le conseguenze che la violazione dei sacri limiti tra due persone comporta…" dall'album degli Uochi Toki "Cuore amore errore disintegrazione": "contro la serietà di un controllore, un muro impenetrabile che screzia la conversazione intercalando con “Signore!”, mentre gli anziani propongono difetti che, dialetti che non correggono". Non so se questa sia una citazione da qualche libro, film, fumetto o evento reale dalla vita di Napo :P

magna carta: La Magna Carta (Magna Charta Libertatum) è un documento, scritto in latino, che il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, interpretata a posteriori come il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini.

acido L-ascorbico: L'acido L-ascorbico, vitamina C, principio antiscorbutico, è un composto organico presente in natura con proprietà antiossidanti. La vitamina C è presente in alcuni alimenti, insieme a bioflavonoidi, soprattutto nei vegetali a foglia verde, peperoni, pomodori, kiwi e negli agrumi, particolarmente concentrata nel frutto di ciliegia amazzonica, l'acerola, e nella rosa canina.

il cavallino di Milhouse, è il mio credo, inverosimile Milhouse: potrebbe essere una citazione dall'episodio 9F12 della 4° stagione dei Simpson, dal titolo "Fratello dello stesso pianeta" in cui in una scena Milhouse mostra il suo cavallino giocattolo dice "Io ho un cavalluccio, cloppete, cloppete"

courant (???) Lorentziano: potrebbe riferirsi alle teorie di geometria Lorentziana ma non capisco la prima parola e potrei anche sbagliarmi del tutto. Qualche idea?

faccio il pastrano (?) di Locatelli: qualche riferimento alle ricette del cuoco Giorgio Locatelli? No ne ho idea.

da Pancarospo a Pontecurone con Pesaro di fianco: Pancarospo AKA Pancarana, paesello di 331 abitanti della provincia di Pavia, pieno di leggende sui pirati e tesori nascosti, nonchè zona in cui abitavano i Laze Biose.

dalla fine al titolo di duodeno seguimi nello intestino: Il duodeno è uno dei tre segmenti (insieme al digiuno e all'ileo) in cui si suddivide l'intestino tenue.

Padenghe del Garda: Padenghe sul Garda (Padenghe in dialetto gardesano) è un comune italiano di 4.322 abitanti della provincia di Brescia del basso Garda.

John Turturro: John Michael Turturro (Brooklyn, 28 febbraio 1957) è un attore, regista e sceneggiatore statunitense di origine italoamericana.

pei nem e pei de: qualche frase latina? Parole a caso? Mistero.

Ippolito Nievo il superletterato: Ippolito Nievo (Padova, 30 novembre 1831 – mar Tirreno, 4 marzo 1861) è stato uno scrittore e patriota italiano dell'Ottocento.

Se ci sono altre citazioni e note che volete aggiungere, fatemi sapere! :)

1 ottobre 2014

Commentari sulla Società dello Spettacolo, di Guy Debord


20 anni dopo la pubblicazione del suo libro "La Società dello Spettacolo", Guy Debord sente di dover aggiungere delle importanti note alla sua opera e nel 1988 esce il volume dal titolo "Commentari sulla Società dello Spettacolo", in cui riprende le sue teorie per affinarle ai tempi sempre più in linea con le sue analisi della società moderna.

Debord è stato tra i membri più famosi della Internazionale Situazionista e le sue idee hanno influenzato i critici sociali dell'ultimo secolo, a partire da quel movimento più superficiale che effettivo che furono le rivolte studentesche e operaie del 1968. Anche se questi commentari andrebbero presi in mano dopo una attenta lettura della Società dello Spettacolo, i pensieri che si ritrovano tra le sue pagine riescono a vivere benissimo per conto proprio, evidenziando problemi e tecniche contro cui ogni uomo finisce per scontrarsi durante questa esistenza in un mondo guidato da poteri economici.

Come sempre vi riscrivo alcune citazioni dai Commentari sulla Società dello Spettacolo qui sotto, per capire un po' meglio quali sono gli argomenti del saggio. Il libretto è composto da poco più di 100 pagine e potete leggerlo tutto in un pomeriggio, se vi interessa lo trovate da leggere completo online, in prestito nella vostra biblioteca di fiducia o potete comprarlo su Amazon per 9 euro. Buona lettura!

Dovendo tener conto di lettori molto attenti e diversamente influenti, non posso evidentemente parlare in piena libertà. Sopratutto devo stare attento a non istruire troppo chicchessia.

Può accadere che la transizione mediatica faccia da copertura per molte attività, ufficialmente indipendenti, ma in realtà segretamente collegate da differenti reti ad-hoc. In tal modo, a volte, la divisione sociale del lavoro, così come la solidarietà facilmente prevedibile del suo uso, riemergono sotto forme del tutto nuove: per esempio si può ormai pubblicare un romanzo per preparare un assassinio. Questi esempi pittoreschi vogliono anche dire che non ci si può più fidare del mestiere di nessuno.

26 settembre 2014

i 10 migliori giochi per PSP che nessuno ti ha MAI consigliato

Top 10 giochi per PSP


Nel 2006 Sony tenta di entrare nel mercato delle console portatili con la PSP, una sigla che sta per l’originale nome di “PlayStation Portable”, usando un hardware molto più potente di quello usato da Nintendo per il suo DS, uno stile meno “giocoso” e più “cool” per impressionare gli amanti della tecnologia alla moda. Purtroppo la PSP ha avuto un vero successo solamente in Giappone, grazie soprattutto alla saga di Monster Hunter che ha venduto milioni di copie, mentre in Europa e America Sony ha faticato a vendere console portatile e relativi giochi.

Se sei tra quelle persone che hanno aspettato l’uscita della PSVita per comprare finalmente una PSP a prezzo bassissimo (magari usata su Ebay Annunci dove si trova anche sotto i 60 euro) forse conosci già i giochi più belli per questa console, tra quelli più famosi, come i vari Assassin's Creed, Gran Turismo, God Of War, Final Fantasy e Metal Gear Solid. Esistono tantissime liste che presentano le loro Top 10 dei Giochi per PSP (come su MultiPlayer, Ludomedia, Everyeye), ma solitamente questi elenchi non sono altro che un insieme di titoli comuni molto conosciuti e che probabilmente hai già comprato da tempo in offerta da Gameshitop.

Per tutti i giocatori che vogliono approfondire ulteriormente la libreria di giochi per PSP più rari e interessanti, rimasti per lo più sconosciuti, ecco una personale top 10 di videogames alternativi da aggiungere alla tua collezione per verdi nerd jappo-hardcore e qualche consiglio su dove comprarli al minor prezzo! Se ti interessa, ho fatto una lista simile anche per i migliori giochi Wii U che nessuno consiglia mai. Buon divertimento :)

16 settembre 2014

Per un ampliamento dello studio o deriva analitica?


L'esposizione di ciò che si è letto, ascoltato, visto e capito attraverso una critica ferrata che decostruisca ogni singola tesi, proposta e opinione in tale scritto, suonato o filmato per dimostrare la sua inesatta posizione, per inventarsi un contrario articolato, anche e soprattutto in quei casi in cui si è completamente d'accordo con il contenuto analizzato, anche e soprattutto in quei casi, tutti, in cui non esiste risposta, lato, visione, del tutto sbagliata o del tutto giusta. La critica universale a ogni sillaba per assorbire realmente il luogo, il tempo e chi vi abita, per capire come ricostruire con sfumature personali tutto il caos creato dai sensi, l'immaginazione, la ragione e sensibilità. Non esporre ad alcun predeterminato professore, maestro o responsabile, risposte su "chi è", "cos'è", "dov'è" o "perchè", ma al contrario perdersi piacevolmente dentro tutto quello che espone il contrario, in modo da espandersi all'infinito in tutto quello che non si può studiare semplicemente attraverso un?

Nota Atemporale: se per qualche motivo hai trovato curiose queste parole indisposte, puoi rileggerle e conservarle in forma fisica nella tua libreria, insieme a tante altre storie dal simile gusto rivoluzionario. Trovi il libro contenente tutti questi scritti di We Are Complicated su Amazon

12 settembre 2014

20 e 21 settembre: indie games e musica hacker a Milano


Il prossimo weekend a Milano ci sarà GameOver: Festival Undeground degli Sviluppatori Indie, una fiera piena di hacker, nerd, musicisti elettronici e tanta gente a cui piacciono i giochi e la musica indipendenti. Tra le varie attività ci sarà possibilità per il pubblico di provare i vari indie games disponibili e conoscere gli sviluppatori, workshop ai tavoli degli sviluppatori, set di musica 8 bit, sessioni di retrogaming e tornei, tavoli con boardgames. Tra i titoli che saranno disponibili da provare anche CAVE! CAVE! DEUS VIDET di We Are Müesli, di cui avevo scritto nel post sugli Indie Games dell'E3 2014.

Sabato sera ci saranno anche vari concerti, tra cui quei simpatici ragazzi di Zona MC e Uochi Toki, con cui potrete fare 2 chiacchere per sapere a cosa stanno giocando ultimamente e se preferiscono Dark Souls o Katamari Damacy.

GameOver sarà organizzato presso lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo, in via Watteau 7 a Milano, ingresso 3 euro, e no, non ci sono solo drogati e punkabbestia al Leoncavallo, anzi. Potete trovare tutte le altre info sull'evento al sito ufficiale http://gameovermilano.site50.net/index.php o nella pagina FB www.facebook.com/gameovermilano e se andate fatemi sapere che magari ci si incrocia uno dei due giorni!

28 agosto 2014

Octodad: polipi e caos in coop con gli amici


Octodad: Dadliest Catch è un geniale e strambo gioco sviluppato dal team indie Young Horses e pubblicato su Steam e PS4 nel 2014. Le premesse del gioco sono meravigliose: dobbiamo impersonare un polipo, marito e padre di famiglia umana, che deve riuscire a risolvere tutti i piccoli e grandi problemi quotidiani senza far scoprire ai suoi familiari e agli altri esseri umani che in realtà è una piovra. Come ha fatto a metter su famiglia senza che nessuno scoprisse la sua vera identità? Questo e altri demenziali misteri potranno essere svelati nell'avventura :P

Il gameplay di Octodad è semplice e complesso allo stesso tempo: ad esempio dobbiamo preparare il caffè per la colazione... ma come fa un polipo con i suoi tentacoli a preparare il caffè? Ecco che entra in scena il bizzarro sistema di controllo del gioco, in cui tramite levette analogiche e tasti del pad, possiamo muovere i 4 arti della piovra come e dove vogliamo... più o meno. Infatti il nostro papà polipo rimane sempre un estraneo al mondo terrestre e si muoverà in maniera goffa e strampalata, appiccicando i suoi tentacoli a oggetti e persone, per muoverli e risolvere le situazioni che si trova davanti, ma rischiando di trascinarseli dietro e di distruggere lo scenario (la casa, il supermercato...). Creando troppo caos, gli esseri umani si accorgeranno che non siete uno di loro e sarà game-over.


La modalità che rende Octodad un vero capolavoro è quella multiplayer in coop fino a 4 amici: ognuno muoverà 1 dei 4 arti della piovra e solamente collaborando e muovendosi all'unisono con un obiettivo comune, si potrà riuscire a completare tutte le strane prove che si trovano nel gioco, dal fare la spesa al supermercato al rincorrere i propri figli per un aquario sottomarino.

Naturalmente Octodad in coop diventa presto un divertente caos nosense, in cui muoversi e appiccicarsi a oggetti per creare una serie di situazioni tragicomiche e stupire gli amici con l'assurda fisica del gioco, mentre sullo schermo gli ingenui esseri umani ci guarderanno con un po' di preoccupazione. Potete anche giocare a Octodad in singolo, muovendo voi tutti e 4 i tentacoli con un solo pad, ma senza amici con cui condividere il LULZ si perde molto della sua bellezza.


La modalità storia di Octodad è abbastanza breve, 4 / 5 ore dovrebbero bastarvi per completare il gioco, ma fortunatamente Young Horses sta già lavorando a una serie di DLC gratuiti per nuove missioni aggiuntive e su Steam ci sono già decine di livelli amatoriali creati dai fan grazie allo Steam Workshop, per provarli tutti vi servirà molto più tempo.

Se avete un PC in grado di far girare Octodad (e 4 pad Xbox 360 in grado di essere collegati al PC), potete tenerlo d'occhio su Is There Any Deal e comprarlo appena sarà in offerta e nel frattempo potete provare l'originale prototipo di Octodad scaricabile gratuitamente sul sito ufficiale.. buon divertimento in coop!

22 agosto 2014

Heta-Uma! Jiyū no Tabi - Chapter 1

Heta Uma Jiyu no Tabi

So, while i was on vacation i was able to finally read Goodnight PunPun’s last volume with the series’s ending, and sadly it was a real disappointment. What happened to Inio Asano? While PunPun’s early episodes where a wonderful trip to a kid’s dreams, full of imagination and surreal events, the last few volumes and especially the ending are a linear and trivial fall into boredom and spoiled, psychopaths teenagers that i did not care about. But my manga-related readings this summer were saved by an anonymous author, that created a spastic and demential heta-uma style comic with no sense whatsoever… or is it? One of those so-bad-it’s-good comics that are able to entertain me for some random reasons, “Heta-Uma! Jiyū no Tabi” (事由 の 旅 ?) was found by a friend in a closed bookshop in Ariake (Tokyo) and it’s probably the work of some obscure doujin circle with too much free time in their hands. Right now my friend has found only the first chapter of this heta uma manga, but it seems that there should be more chapters hidden away in those bookcases between hundreds of other self published comics. While we wait for “Heta-Uma! Jiyū no Tabi”’s second chapter, enjoy the first one: you can read it below or download it in PDF. Have fun! 


11 agosto 2014

Da fare in queste ferie estive 2014


Con questo lunedì inizia ufficialmente il periodo di ferie estive 2014, dopo un weekend ricco di impegni anche piacevoli che mi hanno però tenuto lontano dal relax totale, ora è tempo di organizzare seriamente tutte le cose che vorrei fare in queste 3 settimane e che molto probabilmente non riuscirò a fare, perchè il tempo e gli imprevisti random non sono mai abbastanza.

Raccogliere le ultime prugne rimaste sull'albero tentando di non farsi uccidere dai calabroni enormi che le stanno mangiando.

Fare qualche altro KG di marmellata in modo che basti da mangiare per un anno intero fino alla prossima estate.

Leggere i manga che mi ha prestato l'Amico Coop e quelli che sono rimasti in arretrato sullo scaffale, tra tutti Buona Notte Punpun che è ufficialmente terminato anche in Italia e oggi pomeriggio la Persona che Fotografa con le Parole dovrebbe recuperarmi l'ultimo numero in fumetteria.

Uccidere questa dannata zanzara che da 2 giorni mi sta pungendo facendomi un prurito assurdo.

Andare in montagna tra un paio di giorni, come sempre senza una connessione internet assicurata e quindi chissà se riuscirò a fare alcune delle cose qui in lista per cui mi serve essere online.

Continuare a giocare a Borderlands 2 per recuperare qualche nuova arma decente visto che in modalità HARD i nemici sono troppo forti e ci mettiamo 2 ore per ucciderne uno solo.

Tagliare i capelli.

Mettere in ordine lo scaffale dei contenitori di plastica che non troviamo mai i tappi delle dimensioni che servono.

Pulire il frigo in ogni dettaglio.

Mettere a posto le vecchie cassette di legno da usare come porta oggetti nel'armadio / libreria.

Togliere la muffa dagli angoli dei soffitti in casa e ridipingere.

Costruire o comprare un deumidificatore decente

Farsi cucinare i muffin dalla Persona Densa.

Finire di scrivere almeno un paio di articoli per uno dei siti di cui mi occupo per piacere personale.

Sistemare le ruote dello skate.

Scrivere almeno un paio di post qui sul blog, che ci sono dei film, giochi e manga che vorrei condividere col mondo.

Fare più esercizi per la schiena.

Finire di fare alcune ricerche filologiche su vecchie riviste di videogames.

Cena e serata per l'ultimo cineforum for weirdos prima che la Stilista di Argomenti torni in UK.

Cena con la Coppia di Ruolo per fare il cuscus e magari anche il pollo tandori.

Riportare i libri scaduti in biblioteca prima che mi arrestino.

Prendere delle tende per le finestre in sala.

Smontare e spostare il mobile vecchio enorme che ancora occupa parte della sala.

Sistemare la cameretta per gli ospiti.

Finire di appendere i quadri dalle molteplici forme e dimensioni sulla parete in sala e  magari metterci anche dentro un po' di disegni, foto, immagini random.

Cominciare a organizzare le semine autunnali per l'orto.

Dormire, tanto.

Fare più gelato.

Vedere tutti i film in arretrato che ho già scaricato da mesi.

Dare una ripulita alla macchina fotografica digitale e ricordarsi di usarla.

Almeno una grigliata con gli amici che è dall'anno scorso che non mangio costine alla griglia e sono in crisi d'astinenza.

Ricordarsi di andare alla riunione della Ludoteca per capire come sarà organizzato il prossimo anno e continuare il sostegno comunicativo.

Continuare i lavori sull'eCommerce iniziato mesi fa per una conoscente.

Trovare un modo per non dover tornare in ufficio a settembre ma sopravvivere lo stesso senza lavorare.

Buone vacanze a chi ancora legge queste righe :P

24 luglio 2014

Enemy: Kafka, Lynch e Cronenberg in linea su una ragnatela interpretativa


Enemy è un film del 2013 / 2014 diretto da Denis Villeneuve e basato su di un romanzo di José Saramago dal titolo “O homem duplicado”, anche se potrebbe essere scambiato facilmente per un adattamento cinematografico di una novella di Kafka co-diretto da David Lynch e David Cronenberg. Perchè in Enemy tutto, dalla fotografia ai temi surreali / inquietanti (come quello del “doppio sè”) non fa altro che ricordarci i qui citati autori, anche se con uno sviluppo più lineare, al gusto di thriller psicologico nonsense.

Anche se a mio parere si sarebbe potuto fare qualcosa di molto più interessante e onirico, Enemy riesce a entrare con successo nella lista dei film bizzarri che consiglio vivamente di vedere a ogni appassionato di immaginario, sopratutto per come conclude tutta la questione aperta, o per meglio dire come la lascia aperta a infiniti significati


Non conosco le differenze con il libro, ma nel film la trama ci racconta di un professore universitario che guardando casualmente un film nota tra i personaggi un attore identico a lui, in tutto e per tutto: lineamenti, fisico, voce. Da qui inizia la sua ricerca paranoica per scoprire di chi si tratta e per cercare di incontrarlo, con in mezzo discorsi di critica sociale, totalitarismo della finta libertà, freddi rapporti interpersonali, paura e curiosità verso il mondo che ci circonda… e ragni, grandi ragni pelosi. Che significato diamo a tutto ciò? Quello che più vi piace immaginare, e come si legge nei titoli iniziali del film "chaos is order yet undeciphered".


Tra le note random l’attore principale di Enemy è Jake Gyllenhaal, ovvero il protagonista di Donnie Darko. Il trailer del film non è particolarmente utile per capire se vi possa piacere il film, anche perchè personalmente l’ho apprezzato solamente al suo termine, ma cercatevi uno streaming o un download da qualche parte con Google e dategli una possibilità, poi se vi è piaciuto compratelo in DVD quando uscirà. Buona visione!

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