14 novembre 2013

Breve Saggio sulla Noia, di Erich Fromm

breve saggio sulla noia

Nel 1973 Erich Fromm pubblica il saggio "Anatomia della distruttività umana", un volume enorme di quasi 600 pagine, in cui analizza da molteplici angolazioni la violenza nell'essere umano. Non mi metterò certo a riscrivere ogni punto principale di questo libro, non ne avrei abbastanza tempo o motivo, ma all'interno di uno dei capitoli c'è una parte molto interessante che può essere considerata un breve saggio sulla noia. Partendo dalla mia personale filosofia secondo cui la noia non esiste, esiste solamente la mancanza di interessi profondi o l'incapacità di organizzarli, e per il fascino che mi trasmette questa "problematica" dell'uomo medio, vi trascrivo con tanto amore la breve analisi / saggio sulla noia del caro Erich, che la sa sempre lunga. Se volete leggervi la versione completa, comprate Anatomia della distruttività umana su Amazon oppure cercatelo nella vostra biblioteca di fiducia o in PDF su Google. Buona lettura e attenti a non annoiarvi.

Dalle osservazioni della vita quotidiana emerge che l'organismo umano, come quello animale, ha bisogno di un minimo di eccitazione e di stimolazione, come di un minimo di riposo. [...] Nella letteratura psicologica e neurofisiologica il termine "stimolo" è stato quasi esclusivamente usato per denotare quel che io chiamo uno stimolo "semplice". Se la sua vita è minacciata, l'uomo ha una reazione semplice e immediata, quasi riflessa, perché radicata nella sua organizzazione neurofisiologica. Lo stesso vale per le altre esigenze fisiologiche come la fame e, in una certa misura, il sesso. La persona in causa "reagisce", ma non agisce; con questo voglio dire che non integra attivamente alcuna risposta oltre il minimo di attività necessaria per scappare, attaccare o eccitarsi sessualmente.

In genere, ci si dimentica che esiste un tipo di stimolo completamente diverso, quello cioè che "stimola la persona ad essere attiva". Tale stimolo attivante potrebbe essere un romanzo, una poesia, un'idea, un paesaggio, la musica o la persona amata. Nessuno di questi stimoli produce una risposta semplice; ti invitano, per così dire, a reagire attivamente e con simpatia mettendoti in rapporto con loro; diventando attivamente "interessato", vedendo e scoprendo nel tuo "oggetto" (che cessa quindi di essere un semplice "oggetto") aspetti sempre nuovi, acquisendo una maggiore consapevolezza e lucidità.

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