19 aprile 2013

La Libertà Come Stile di Vita, di Tom Hodgkinson


La Libertà Come Stile di Vita (titolo originale "How to be free") è un libro di Tom Hodgkinson pubblicato nel 2007, in cui trovare spunti interessanti per chi non ha più voglia di seguire i paradigmi della società lavorativa, politica ed economica attuale.

Premetto subito che questo saggio contiene molti concetti interessanti su cui riflettere, ma sarebbe potuto essere scritto meglio da qualcun altro, forse. Tom Hodgkinson è una persona che non mi piace, o almeno non mi piace come scrive: tra una riflessione e l'altra sulla vita moderna e la necessità di rallentare, ci infila battute che non mi fanno ridere o commenti che vorrebbero mostrare al lettore come lui abbia una vita spassosa e ribelle, con frasi tipo: "Si! basta che ci siano i soldi per la birra e le sigarette di oggi e al domani ci penseremo domani. Preferirei avere le lenzuola strappate e una dispensa piena di birra che essere astemio e avere un corredo completo" o come "una volta sprecavo soldi per questo e quello, bla bla bla, compravo cellulari costosi e mi stressavo, ma adesso risparmio, rallento e sono un uomo nuovo e in pace con il mondo" oppure "Meglio non usare la luce elettrica, se usiamo le candele si vede anche meno che la casa è sporca e quindi dobbiamo impiegare meno tempo a pulire". Forse l'umorismo inglese non fa per me.

Detto questo, La Libertà Come Stile di Vita rimane un libro con idee stimolanti, sopratutto in questo periodo della mia vita in cui sono sempre più convinto di abbandonare il lavoro in ufficio per trovare un giusto equilibrio tra lavoretti part-time in proprio, coltivazione di orto e allevamento di polli. Non serve a nulla lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana per accumulare soldi, quando si può vivere benissimo in maniera più semplice, spendendo poco, con poche cose, vendendo qualcosa online, riciclando, collaborando con gli amici, costruendosi da soli i mobili, vendendo torte o biscotti al mercato del paese, piantando semi, consumando meno e trovando un migliore rapporto con il proprio tempo.

Facile? Difficile? Possibile? Impossibile? Questo è un po' random, dipende molto dal luogo in cui abitate, dalle possibilità di cambiare città, regione o stato, dalla non paura della "povertà", da amici con gli stessi obiettivi con cui organizzare una comune, dalle capacità personali e dalla volontà di vivere in un altro modo rispetto alla frenesia di lavoro e consumo forzato che regna un po' dappertutto. Downshifting, insomma.

Insomma, di cosa parla Tom Hodgkinson in La Libertà Come Stile di Vita? Qui sotto una serie di frasi e citazioni tratte dal libro, per avere un'idea più chiara dei suoi contenuti. Poi come sempre, se trovate queste parole interessanti, potete prendere in prestito il volume presso la vostra biblioteca di fiducia oppure se non lo hanno, potete trovarlo facilmente su IBS, Amazon UK o Play.com. Buona lettura!

Nell'ottica dell'anarchia, i contratti si stipulano tra individui, non tra cittadino e stato. L'anarchia si basa sull'idea che gli esseri umani siano fondamentalmente buoni e dovrebbero potersi governare da soli;

Il senso della vita è riappropriarsi delle libertà perdute. A scuola e al lavoro ci persuadiamo a vicenda di non essere liberi nè responsabili. Creiamo un mondo di doveri, obblighi e cose da fare. Dimentichiamo così che la vita dovrebbe essere vissuta con spontaneità, gioia, amore.

Morte ai supermarket
Impasta il pane
Suona l'ukulele
Fai musica
Smetti di consumare
Inizia a produrre
Tornatene in campagna
Schiaccia l'usura
Scegli la povertà
Lunga vita allo scalpello
Ignora lo stato
Le riforme sono inutili
Lunga vita alla vanga
Lunga vita al cavallo
Lunga vita alla penna d'oca
Ama il tuo prossimo
Sii creativo
Scava la terra
Produci concime
La vita è assurda
Noi siamo liberi



L'ansia fa molto comodo allo status-quo. Le persone ansiose consumano molto e lavorano sodo. Di conseguenza, i governi e le grandi aziende amano il terrorismo: lo adorano, perchè fa  bene ai loro affari. L'ansia ci fa ripiombare nel conforto del cibo scadente e dello shopping con carta di credito, quindi il sistema produce deliberatamente l'ansia, proprio mentre ci promette di eliminarla.

Prima della nascita della polizia di stato, il rispetto della legalità era garantito da agenti eletti a livello locale. Oggi invece abbiamo un imponente macchinario statale [...]

Un'altra strategia per combattere l'ansia è assicurare varietà alle nostre giornate. Uno dei piaceri della vita in campagna è che c'è molto lavoro manuale da fare. Tre o quattro pomeriggi a settimana me ne vado nell'orto e pianto, scavo, estirpo, trasporto letame o semplicemente mi fermo a guardare. Una dieta fatta solo di lavoro mentale è soffocante.

La noia è una forma di controllo sociale. Contemporaneamente al sorgere della noia alla fine dell'ottocento, assistiamo a un attacco sferrato contro l'idea che il popolo possa organizzare il proprio divertimento.

Il lavoro ci annoia e poi la pubblicità promette di liberarci dalla noia, dietro pagamento. Lo chiamano "svago" [...] Lo svago è quindi ciò che ci è concesso nel nostro "tempo libero". E costa. [...] Ci annoiamo per guadagnare i soldi che poi spendiamo cercando di disannoiarci. L'assurda moda che chiamiamo "sport estremi" è un perfetto esempio. Per sentirci vivi, dato che per la maggior parte dell'anno ci sentiamo morti, ci gettiamo con un elastico da un ponte [...] E la libertà di gettarci da un ponte, legati a un elastico, è sbandierata come un trionfo del capitalismo moderno.

Tutto questo universo di noia è esattamente ciò contro cui si battevano i Sex Pistols. Sono perfettamente d'accordo con Johnny Rotten: non voglio una vacanza al sole. Rifiuto la vostra offerta indegna di 2 settimane in spiaggia per rinfrancare lo spirito dopo 50 settimane passate in ufficio.

Più è grande l'organizzazione, più sono le cose che possono andare storte. Un piccolo gruppo è più efficiente. Il metodo più efficiente per produrre un cavolo, per esempio, è coltivarlo da soli.

Liberarvi da un modello di lavoro basato sulla carriera significa liberarvi dalle aspettative altrui. La carriera è un sentiero tracciato per voi da un autorità esterna. Chi è veramente libero, invece, sceglie il proprio sentiero tra i boschi.

Perchè l'autosufficenza e la creatività tornino nelle nostre vite, potremmo avviare un'attività commerciale da casa, un'azienda a conduzione familiare e domestica, un'attività creativa nella quale possiamo investire tempo ed energia quando e come vogliamo, a seconda dei momenti. [...] diventate falegnami, fabbri, giardinieri, tappezzieri; queste attività si sposano benissimo con la vita della mente. [...] Potete tagliare la legna e trasportare l'acqua e scrivere poesie. Potete combinare una piccola azienda agricola con la progettazione di un software. C'è un lettore dell'Idler che suona la tuba ma è anche un esperto imbianchino. Ama entrambe le cose, ed entrambe contribuiscono al suo stipendio. Perchè limitarsi a un settore ristretto?

Sono convinto che, se mezza dozzina di famiglie decidessero di diventare parzialmente autosufficenti, si stabilissero a poche miglia di distanza gli uni dagli altri, e sapessero bene quello che fanno, potrebbero vivere molto bene. Ogni famiglia eserciterebbe un'arte o un mestiere o una professione, i cui prodotti venderebbe al resto del mondo. Ciascuna famiglia coltiverebbe o produrrebbe un certo numero di beni o di oggetti che potrebbero usare ma anche scambiare con le altre famiglie in cambio di altri oggetti.

Indossare un orologio comunica agli altri che vi siete sottomessi ai ritmi industriali moderni. Indossare un orologio molto costoso indica che siete orgogliosi di esservi sottomessi. Si tratta, letteralmente, di un paio di manette di oro zecchino.

Ivan Illich ha calcolato che se sommiamo tutto il tempo che passiamo in macchina, compresi gli spostamenti da casa al garage e il tempo che passiamo a guadagnare i soldi che spenderemo in benzina, e dividiamo il totale per il numero di km percorsi, la nostra velocità media è di otto chilometri all'ora. Andremmo più veloci in bicicletta.

Desideriamo un nuovo paio di scarpe, una casa nuova, un divano, un televisore. Ci servono soldi per comprare quella roba, quindi ci leghiamo a un datore di lavoro per ottenere quei soldi, oppure ci cacciamo nei debiti chiedendo il denaro in prestito [...] E chiamiamo tutto questo "libertà". E' questo, in poche parole, il problema del desiderio.

[...] liberarsi dai desideri materiali non è una buona azione, un sacrificio di sè: è la scelta rivoluzionaria di uno spirito libero. E' un gesto anarchico [...]

Le prime 3 cose buone sono: la sussistenza, cioè cibo, acqua e un tetto sulla testa. Il "progresso intellettuale e morale", che per me significa libri e amici (gli amici sono gratis e i libri si possono comprare per due soldi o prendere in prestito in biblioteca o dagli amici). Le "gratificazioni a poco prezzo" che per me significano birra e tabacco. Quindi in poche parole: se avete dove vivere, soldi abbastanza per comprare o produrre buon cibo, amici, libri, alcol e sigarette in quantità, quanto brutta può mai essere la vita?

La paura fa molto comodo alla società, perchè è funzionale ai suoi ordinati meccanismi. Una popolazione docile, perchè terrificata dall'autorità in tutte le sue forme (supermercato, banca, scuola, capo-ufficio) e degli altri esseri umani, sarà più portata a lasciarsi guidare da oggetti e istituzioni che le offrano sicurezza, solidità e significato. Se avete paura, difficilmente farete scoppiare una rivolta.

Tra le fonti di paura c'è senz'altro il sistema educativo. I bambini piccoli non hanno paura di niente, sono anarchici imperiosi, e servono 15 anni di duro lavoro da parte degli educatori per inculcare in loro la docilità, così che non si lamentino troppo quando si ritrovano annoiati dietro una scrivania.
Nelle nostre democrazie occidentali, più o meno liberali, raramente ci sovviene il pensiero che potremmo benissimo vivere senza governo. Ci sembra che uno stato vasto e centralizzato sia una realtà inevitabile, e che al massimo che possiamo attenderci sia di votare ogni 5 anni per eleggere un'oligarchia leggermente diversa per correggere i peggiori eccessi della precedente.

Persino il contadino medievale, proverbialmente sfruttato, non era tenuto a versare alla comunità più del 10% di quel che guadagnava e produceva.

Esiste un'alternativa concreta ai governi eletti dal popolo. E' quella per cui il popolo si autogoverna, ovvero gestisce i propri affari senza affidarsi a un'autorità esterna. L'anarchia, come ho detto, è malvista. Ma in realtà è un modo ragionevole e sensato di organizzare la convivenza civile, perchè pone l'accento sull'importanza delle soluzioni a livello locale.

Invece di attaccare lo status quo, sempre un'idea pessima, perchè attaccare qualcuno tende a rafforzarlo, sarebbe forse più saggio creare delle società tutte per noi, parallele all'attuale sistema, e fare del nostro meglio per ignorare del tutto la Cosa. Per minimizzare la burocrazia e le tasse, guadagneremmo piccole somme di denaro e sopperiremmo aiutandoci l'un l'altro.

Aiuto senza gerarchia: questo dovrebbe essere lo scopo. E aiutarsi l'un l'altro. [...] Quando facciamo i grandi pranzi domenicali, ciascuno dà una mano a preparare il cibo, oppure porta un'insalata o il pane. Ognuno dà un contributo al servizio in tavola e al lavaggio dei piatti.

La risposta più semplice è accettare la nostra responsabilità e agire di conseguenza. Lasciare il lavoro, rifiutarsi di votare, non assumere farmaci: questi non sono atti di apatia, ma testimonianze di una scelta radicale: tornare a farci coinvolgere nella società e in noi stessi.


A mio figlio Arthur dico che non deve per forza andare a scuola se non gli va. Ci sono altri modi di educarlo e crescerlo. Se va a scuola è perchè ha deciso di andarci.


Un altra opzione realistica è vivere in una comune. Prendete qualche amico e andate a vivere tutti insieme in una casa. Potreste anche comprare casa assieme e dividere il mutuo.

[...] invece di portare i ragazzi a giocare nel bosco, nei campi, nelle valli e sulle spiagge vicino a casa, andiamo nella città più vicina, a mezz'ora di macchina, e paghiamo fior di quattrini [...]

Dolore vuol dire profitto: in una società più onesta della nostra, sarebbe questo lo slogan dei colossi farmaceutici. [...] Le nuove malattie creano nuovi mercati.

Il dolore è visto come un intralcio che ostacola il "fare". Io invece lo vedo come una gradita opportunità per non "fare" nulla per qualche giorno o qualche ora. Se stiamo male, la cosa più logica non sarebbe infilarci sotto le coperte con una pila di libri e una scodella di macedonia?

Ci sono tipi di dolore dei quali faccio volentieri a meno [...] In un epoca meno incentrata sul lavoro, come indubitabilmente era il medioevo, avremmo forse avuto il tempo di metterci a letto con il nostro mal di testa, invece di prendere una pillola e tornare al lavoro al passo di marcia. C'era più tempo per riprendersi.

Sopratutto, per liberarci dai debiti, dobbiamo affrancarci dalla paura della povertà. Non predico il pauperismo autentico, cioè essere senzatetto e patire la fame. Ma una povertà moderata, in cui i nostri bisogni primari siano soddisfatti, e i nostri desideri e pretese limitati, è uno stato notevole.

Se volete vivere liberi dai supermercati, provate a fare così: fate il pane da soli! Versate 1 litro di acqua tiepida in una scodella, aggiungete una manciata di lievito, una di zucchero e una di sale. Aggiungete circa 1 kg di farina. Mescolate bene finchè tutta la farina è bagnata. Lasciate riposare per qualche ora. Spargete farina su un tavolo. Versateci sopra il composto. Impastate, aggiungendo farina un po' per volta. Quando l'impasto si fa appiccicoso, aggiungete altra farina. Ora dividete l'impasto in 6 parti e riempite per metà 6 forme per il pane. Lasciate riposare in un luogo tipeido per un'ora circa, finchè l'impasto non sarà lievitato. Poi cuocete in forno. Ed ecco a voi il pane. E se imparate a fare il pane, potete fare qualunque cosa.

"Cessa dunque di lamentarti, perchè non è povero chi ha quanto gli basta"

Essere frugali, però, non è sinonimo di essere avari. Vuol dire soltanto non sprecare soldi in cose inutili. Vuol dire, molto semplicemente, essere creativi con i soldi, ed essere creativi in casa e in famiglia. [...] Una gallina fornisce molti pasti. Brodo, ripieno per i panini e, qualche giorno dopo, stufato e curry.

In quanto persone che cercano la libertà, è vostro preciso dovere rifiutare lo spreco, perchè lo spreco è parte integrante del sistema capitalistico. Pensate al cibo che ogni giorno supermercati e paninerie gettano via. E' sorto da poco un nuovo movimento chiamato freeganism: consiste nel procurarsi cibo gratis recuperandolo dai bidoni della spazzatura a fine giornata.

(in ufficio) che ci fossero o non ci fossero 8 ore di lavoro da sbrigare, bisognava comunque starsene seduti lì per 8 ore. Mi sembrava folle dover fissare un monitor fingendo di lavorare, mentre fuori splendeva il sole. In quelle ore avrei potuto fare qualcosa di utile, come intrecciare ghirlande con le margherite o imparare a suonare l'ukulele.

L'obiezione classica alle idee anarchiche è: "Chi farà il lavoro sporco?" Be', la risposta più semplice è che sarai tu a fare il lavoro sporco. Tutti faremo il lavoro sporco. E se il lavoro che fai lo fai per te non ti sembra tanto sporco. Per esempio spalare la merda. nella mia esperienza, spalare, la merda non è l'incombenza più spiacevole che esista. [...] Dopotutto è straordinario pensare che la roba che esce dal posteriore di un cavallo o di una mucca è proprio ciò di cui la terra ha bisogno per restare fertile.

Idler: Si può vivere senza lavorare?
Vaneigem: L'unico modo in cui si può vivere è senza lavorare.

5 commenti:

  1. mah... io l'umorismo inglese non ho ancora capito cos'è: ogni tanto rido ogni tanto non capisco.
    Con il tuo progetto di nuova vita conti di pagare le imposte o fuggire nella macchia (dei nostri peccati)?
    Io invece mi dico(no) che è un periodo in cui potrei ricominciare tutto da capo e fare quello che ho sempre ssognato... se mi impegno. Il problema è che forse non ho mai sognato.

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  2. mnmn.. oggi nel bunner di twitter c'era una notizia sui videogiochi, era quella roba con cui puoi disegnare nel miuniverse? Fedo me l'ha fatto provare e ho fatto dei disegnini nella comunità di SuperMario che non c'entravano nulla... così ora lo bannano ;-P

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  3. Alcuni spunti sono interessanti (tipo quelli sul lavoro, sono entrata nel sistema da una settimana e ho già voglia di andare in pensione. Condivido sopratutto la parte dove dice che ti porta ad una non-vita) ma altri molto fantasiosi (tipo quello sulle medicine, che è facile dire che il dolore è un business, ma vorrei vedere quanto quest'uomo riuscirebbe a vivere senza farmaci di base come vaccini o la penicillina. Non sono pro-farmaci a tutti i costi e ne uso anche pochissimi, ma una rinuncia in toto ai prodotti farmaceutici vorrebbe dire molte morti evitabili).

    Poi c'è quella parte che dice "L'anarchia si basa sull'idea che gli esseri umani siano fondamentalmente buoni" e già mi crolla l'intero discorso XD

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  4. @Clyo: bho, forse si capisce l'umorismo inglese solo a seconda del livello di teina nel sangue? :P Nel libro c'è anche un capitolo su come non preoccuparsi delle imposte :O In generale se hai tempo e possibilità di provare a far qualcosa, prova e magari porta qualche frutto... hanno già bannato Mr Fedo? :P

    @Acalia: trovato lavoro "finalmente"? :D Eh si, quando non c'è, si cerca, poi quando c'è un po' si rimpiange la disoccupazione, solo che con quella non ci può pagare il cibo o gli interessi :(
    Il discorso sulle medicine è complesso, anche io cerco di evitare di prendere quando posso, ma in altri casi non è così facile resistere al dolore o peggio.. in altri casi invece si salvano vite ma poi non c'è magari da mangiare per tutti e quindi la gente sopravvive in condizioni pessime.. insomma, un discorso da vedere caso per caso :U

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  5. Per ora non è ancora un vero lavoro (no, perchè laurearsi non basta!) ma è uno stage. Tra sei mesi, se tutto va bene avrò un vero contratto ^^
    Per fortuna, almeno, durante il periodo di disoccupazione mi sono tenuta parecchio impegnata con ripetizioni ^^

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