7 luglio 2012

James Chance & the Contortions - Buy


I "James Chance & the Contortions" sono stati uno dei primi gruppi della cosidetta scena "New York No Wave" alla fine degli anni '70, banda guidata dal sassofonista James Chance appunto. Buy è il loro album del 1979, un bel concentrato spastico di jazz-punk con ritmi, suoni e voci favolosamente spastici.

Insomma, quando li ho ascoltati per la prima volta, gli ho subito voluto bene. Si sa che amo il suono del sassofono, sopratutto se usato in maniera non lineare, poi con la voce che grida e saltella a random è un vero piacere. Ci sono le chitarre e il basso che fanno tanti bei rumori striduli e sbilenchi, ma il risultato generale non è mai troppo fastidioso, quindi mamme e bambini non si spaventano troppo.

La gente che vive su internet ha taggato James Chance & the Contortions su Last FM come avantgarde, free funk, free jazz, jazz punk, new wave, no wave, punk-funk.

Potete comprare l'album Buy su... mmh, no, costa troppo. Su Amazon UK c'è qualche copia a quasi 60 euro, eventualmente su Play.com ci sono gli mp3 ma costano più di 1 euro a canzone. Non so, secondo me non gli arrivano neanche i soldi a James e amici, quindi fate prima a cercarlo per vie traverse con Google e poi eventualmente fate una donazione al gruppo in qualche modo. Buon ascolto!





5 luglio 2012

Al Culmine della Disperazione, di Emil Cioran


Emil Cioran è stato un saggista / filosofo nato in Romania nel 1911, che nel 1933 ha scritto "Al Culmine della Disperazione", dimostrando a 22 anni di aver già raggiunto un tale livello di profonda introspezione che pochi altri esseri umani potranno mai raggiungere in tutta la loro vita.

Cioran scrive questo saggio nelle notti di insonnia, spinto dalla necessità di sfogare le sue riflessioni sulla vita, sul raggiungimento di una tale consapevolezza e approfondimento personale che rende difficile continuare a relazionarsi con il resto del mondo. E' proprio la disperazione, l'aver vissuto esperienze complesse, che hanno fatto distaccare l'autore dalla mediocrità comune, innalzandosi in un limbo di pensieri e conoscenza che non lascia scampo.

Tra le pagine di  "Al Culmine della Disperazione" possiamo quindi trovare tutte quelle ossessioni che un 20enne nel pieno delle sue capacità mentali riesce a esprimere su carta, la notte, svicolandosi tra amore per il pensiero e il disgusto per il suicidio. Anche se in alcune parti Cioran sembra un po' misogeno, non posso che riconoscergli una grande capacità umana, riservata a coloro che hanno compreso la necessità e il desiderio di non essere umani.

A seguito una serie di frasi e citazioni da questo libro di Emil Cioran, in modo che possiate avere un'idea migliore dei contenuti, prima di andare a prenderlo in prestito dalla vostra biblioteca di fiducia. Buona lettura:

2 luglio 2012

I Guess Moods Go With The Seasons Around Here

Accidenti al rumore! Fortuna che c'è il rumore! Insomma, copriamo un rumore con un'altro, così non si sentono. Eh si, bella soluzione. Potevamo anche fare rumore per farci favorevoli coloro che poi fanno un po' di rumore, ma in verità non ce ne frega nulla di costoro, se non fosse per la produzione di rumore periferica. Quindi dai, inutile avvicinarsi solo per il rumore, o no? O forse si? O forse no? Certo che il rumore di questo album è favoloso, magari poi esce anche un nuovo CD entro fine anno, così aggiungiamo rumore alla playlist noise. Stavamo dicendo? Ah si, facciamo finta di non ascoltare il rumore. Ah ma poi oggi abbiamo sentito un rumore sintetico o che altro? Si ma lo sappiamo già che da quelle parti è difficile uscire dal silenzio di circostanza. Ah, domani, anzi, dopodomani, ricordiamoci di fare un po' di rumore anche da quell'altra parte, così, tanto per sentire come suona. Eh, ma va che il karma lo sa che facciamo rumore apposta e che ci auguriamo che il rumore rompa qualche timpano, qualche vetro, qualche legge, qualche universo multidimensionale qua e là, giusto poi per nostro piacere personale. Il mal di testa creato dal rumore, amplifica ulteriormente il rumore. Ottimo! Si ok, possiamo anche ascoltare un rumore inconsistente, ma poi lo sappiamo bene che non è abbastanza fastidioso e non da soddisfazione alle nostre orecchie. Eh ma forse sono solo le cuffie che sono rotte. Vabhe, andiamo a ordinare un po' di caos e siamo tutti più felici. The end! Play again?

1 luglio 2012

Phantasy Star Online (PSO): armi rare, level up e coop online sono una droga pericolosa


Phantasy Star Online, per gli amici PSO. Ah! Quanti anni sono passati, quanti ricordi, quante ore perse su quel mondo digitale. Cosa è PSO? Andiamo con ordine. Il primo Phantasy Star Online è uscito nel 2001 su Dreamcast, avevo 18 anni e andavo alle superiori.

Leggendo le preview del gioco sulle varie riviste di videogames e sui siti dedicati, mi sembrava un po' una versione più profonda di Gauntlet Legends, ovvero un bel action game da giocare in coop. Conoscevo già la saga di Phantasy Star, ma essendo su Megadrive non ci avevo mai giocato. Però questo era online! E avevo la console! Che bello giocare online su Dreamcast, era gratis, c'erano un sacco di giochi multiplayer e poi ogni volta che il PC con Windows ME moriva per qualche virus potevo usare il DC per navigare online e usare anche mIRC.

PSO aveva una grafica bellissima per quell'epoca, le foto mi facevano sognare un mondo enorme e favoloso da esplorare, uccidendo migliaia di nemici con il mio personaggio e le spade laser. C'era un sistema di comunicazione via chat testuale per parlare con gli altri giocatori, si potevano creare delle emoticons folli per esprimere qualsiasi cosa via disegni, oppure l'epico sistema di frasi modulari prefatte, con cui mettere assieme parole e concetti che sarebbero stati tradotti in automatico in tutte le principali lingue del mondo.


Fu però Yota a convincermi definitivamente a comprare Phantasy Star Online, in versione americana perchè la versione europea ancora non si sapeva quando sarebbe uscita. Dai, così giochiamo assieme online! Sembrava il miglior gioco online di sempre su Dreamcast, qualcosa di enorme, un Ultima Online per console. Ho preso i soldi messi da parte in mesi di risparmio e ho ordinato PSO versione USA da un sito di videogiochi import. 154.000 lire di gioco + spedizione, quasi 80 euro di oggi.

L'attesa della spedizione fu una delle settimane più lunghe della mia vita. Fuck, il pacchetto non arrivava mai! E intanto Yota giocava già online e saliva di livello senza di me :( Un bel giorno, dopo una mattinata di disegno e cazzeggio all'artistico, torno a casa e c'è una busta che mi stava aspettando: è finalmente arrivato PSO.

Supporto Morale

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