23 settembre 2012

Il disordine trionfa, il caos nel dialogo

Siamo stati sconfitti per l'ennesima volta nella nostra lotta illimitata contro il caos, temibile nemico dalle molteplici forme, che non rispetta nessuno, conduce il gioco come meglio crede, a dispetto di ogni impegno, volontà, desiderio e valore. Ma le battaglie non sono del tutto vane. Rinforzano le nostre capacità mentali e magiche, ci confortano nella consapevolezza di aver almeno tentato di sconfiggere questa dannata casualità, che ci lascia spesso delusi dalle sue coincidenze. La prima manifestazione del caos ha assunto le sembianze di un piccolo vaso di fiori e ortaggi, tra cui cipolle dai molteplici strati. Innaffiamo le piante, ci parliamo e troviamo soddisfazione nel vederle crescere, ma le radici botaniche ci frenano dal coglierne petali o frutti. La situazione è in stallo, il primo scontro finisce alla pari. La mattina seguente ci svegliamo di buon ora, per proseguire il viaggio tra le costellazioni, quando si presenta la seconda manifestazione del caos: una piccola figura composta da maschere, luoghi comuni e cuscini. Le maschere sorridono e ci guardano mentre tentano di mostrarci stanze asettiche con poltrone comode e soffici, dove la disponibilità del giaciglio è inversamente proporzionale al nostro interesse per una casa dalle librerie vuote. Anche analizzandone la struttura da più punti di vista, non c'è scampo: questo round è stato vinto dal caotico caso e non verranno offerti biscotti in sacrificio al nulla. Ci ritiriamo in fuga verso la biblioteca del palazzo reale di Assurbanipal, in cui trovare conforto e riposo tra le pagine scritte da coloro che sanno. Non demordiamo, con le parole scritte sulle nostre mani entriamo nella cucina di Babette, dove solo prodotti naturali possono entrare. Numerose damigelle in vestiti ricercati si attivano per portare cibi e bevande agli ospiti, mentre noi cerchiamo con lo sguardo la prossima manifestazione del caos: una statua umana dallo stile originale, i cui occhi di ghiaccio ci seguono mente il resto del corpo rimane bloccato nel marmo con cui è stata scolpita. Senza una voce da ascoltare ne orecchie a cui confidarsi, questa immagine del caso ci colpisce più delle altre, per la sua arma sottile contro cui niente possiamo, se non la sconfitta. Siamo senza forze. In lontananza, ecco un riparo amichevole, una locanda dove volti e voci sono familiari, in cui anche le forme ostinate composte da rimasugli del caos non ci intangono, le lasciamo scorrere senza subire ferite, senza che il tempo ci allontani dal sonno meritato. Nel secondo stesso in cui una farfalla sbatte le ali, siamo di nuovo svegli. Appena scesi dal letto, sul tappeto quasi inciampiamo nello stesso vaso di fiori e ortaggi che avevamo incontrato molte lune orsono, il caos che si manifesta con la ripetizione, situazione da cui già sappiamo di non poter uscire vincitori, mantenendo le stesse condizioni. Non possiamo fare altro che sbriciolare i biscotti  enigmatici con un po' d'acqua e farli assorbire dal terreno, poichè sappiamo che non ci sarà una migliore occasione per questo sacrificio culinario, deontologicamente necessario. Ormai siamo al termine del ciclo lunare, eppure il caos non placa la sua apatia. Quasi per prendersi gioco della nostra promessa, ecco che la sua nuova manifestazione prende le sembianze di due sagome umane trasparenti, senza densità nè colore, tanto che si vede benissimo attraverso, un’occasione di ironia che quasi ci fa sorridere nel dargli un'altra partita vinta. Basta. L'ultima roccaforte di questa battaglia senza speranze, un tuffo senza senso ne credenze all'interno di un antico lavatoio dove anziane dai lunghi capelli bianchi stanno immergendo cerchi magici nelle acque insaponate, mentre cantano con voce forte strane formule e canti, quasi amichevoli. Tra i vapori caldi, ci appare l'ultima manifestazione del caos: una volpe bianca che ci annusa mentre deforma lo spaziotempo, studiando le nostre mosse, ascoltando i nostri ansimi di fatica, noi accasciati a terra ormai sfiniti e sfiduciati, i nostri poteri magici non sono sufficenti per fermare l'istante e con il passare delle stagioni, la volpe fugge dal freddo. Il caos, vero maestro di guerra, usando l'arma del tempo si riconferma vincitore indiscusso. Sullo sfondo, al di là della barriera di luce, innumerevoli figure, ombre dal fascino misterioso, battaglie perse per il semplice fatto di non poterle combattere. In questo punto esatto, ci ritiriamo. Fortificati dalla casualità del tutto e proprio per questo stanchi, abbracciamo il riposo e la meditazione che ci siamo conquistati.

5 commenti:

  1. Nooo... :O ma tu lo sai che ora la versione di Clyo ha abbastanza materiale per ribaltare L'UNIVERSO????

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  2. Non ho parole.. nel senso che ho un pochetto di caos mentale ora che ho letto e non so che dire!

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  3. @Clyo: si ma sta roba è completamente scollegata da ogni altra avventura più o meno abbozzata in precedenza, chissà che rivoluzione e confusione nella versione di Clyo... come sempre, meglio della realtà ;U

    @Nyu: nessun problema, tanto fra una settimana probabilmente anche io se rileggo sta roba non ci capirò più niente! :P

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  4. Beh direi che hai fatto un colloquio da un dentista... Io ho provato a fare il rosti senza gli ingredienti: vedi che rivoluzione!

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  5. Il rosti senza ingredienti è sicuramente dietetico :P

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