5 marzo 2012

Uochi Toki - Idioti (testi, citazioni, immaginario)

Uochi Toki - Idioti

Quando eravamo piccoli la nonna ci faceva ascoltare le cassette con su le favole sonore, così le ascoltavo con i cuginetti mentre giocavamo con il Lego o dovevamo fare il riposino pomeridiano. Poi crescendo avevo scoperto che con il mangianastri potevo anche registrare se ci si metteva lo scotch sui buchi anti-registrazione delle cassette. Allora quelle favole sonore sono state sovrascritte da dialoghi di nonni e genitori che registravo di nascosto.

Adesso che facciamo finta di essere grandi anche noi, ci sono tante azioni quotidiane in cui capità di ritrovarsi senza persone con cui dialogare ma con lo stesso fascino per le discussioni e le favole, tipo quando devo lavare i piatti dopo cena o anche quando devo raggiungere qualche posto in macchina. Allora siccome le cassette con su le registrazioni antiche di nonni e genitori sono state perdute o non entrano più nella fessura del lettore CD o neanche c'è una fessura in un lettore mp3, devo un po' accontentarmi e ascoltare gli album degli Uochi Toki.

Come per le fiabe classiche, nelle canzoni degli Uochi Tochi ci trovi le avventure, gli eroi, gli avversari, le metafore e la morale finale. Ascoltando le canzoni più e più volte, puoi quindi accedere a diversi strati di significato più o meno nascosti.


Ecco, questo mi ricorda che domani, il 6 marzo per essere precisi, esce il nuovo album degli Uochi Toki, che si intitola Idioti. Siccome nell'era di internet non è che puoi nascondere un album per molto tempo, Idioti è già disponibile da un po' online, in streaming su soundcloud ma anche in download su mediafire (ahah, no!) e, accipicchia!, su Youtube. Siccome nei giorni passati ho avuto tante situazioni in cui mi faceva comodo ascoltare delle favole, ho ascoltato Idioti un po' di volte (aka decine) e ci ho trovato un po' di nuove fiabe interessanti, raccontate da Napo.

Naturalmente in ogni audio-favola che si rispetti, o come anche nei radio-drama, ci vogliono degli effetti sonori e della musica che aiutino a immaginarsi la scena, tipo dei rumori di pentole che cadono durante una lotta in cucina o il cigolio delle locuste durante una invasione di insetti. Ecco, per i rumori e la musica di sottofondo ci pensa Rico, che per Idioti ha messo assieme tanti bei suoni poco lineari, che grazie alla sinestesia ci fanno sentire meglio i sapori, gli odori e le visioni di queste nuove favolette.


Vabhe, ok, ma di cosa parlano le fiabe idiote degli Uochi Toki? Mentre aspettiamo che la sezione con i testi degli Uochi Toki su Post Tamago venga aggiornata con Idioti, facciamo un po' di analisi logica e trascriviamo qualche pezzo di testo a random. Se per caso mi sono perso qualche soggetto, oggetto e predicato, o se il tutto non coincide esattamente con lo schema di Propp, fatemi sapere che modifico e aggiungo. Se avete voglia di dare una mano con la stesura dei testi, scrivete pure qui sotto nei commenti le parti che mancano.

I video qui sotto sono tutti presi da Youtube e sono stati caricati da gente random, quindi se a un certo punto non funzionano più, lamentatevi con loro. In generale comunque, se avete ascoltato queste canzoni dal PC su Youtube innumerevoli volte, magari è anche il caso che voi compriate il CD, o anche che non compriate il CD ma mandiate qualche euro a Napo e Rico dentro una busta di quelle con i cosi che scoppiettano se li schiacci, o magari portategli almeno una torta se vengono a fare un concerto dalle vostre parti, ok? Trovate le eventuali date dei concerti sul loro sito robot.

Comunque potete comprare Idioti degli Uochi Toki nello shop della Tempesta Dischi, a circa 13 euro + spese di spedizione, oppure mandate direttamente una e-mail a Rico a info@fiscerprais.com e ve lo spedisce a casa a 15 euro comprese spese di spedizione.

Qui sotto stiamo trascrivendo tutti i testi di Idioti, comprese le citazioni più o meno oscure, se vuoi contribuire lascia un messaggio nei commenti!

La trama di Idioti è suddivisa in 12 capitoli:
  1. Ecce robot 
  2. Al azif
  3. Perifrastica
  4. Umami
  5. Tavolando il pattino con Antonio Falco
  6. Sberloni
  7. La prima posizione della nostra classifica
  8. Venti centesimi di tappi per le orecchie
  9. Tigre contro tigre
  10. La recensione di questo disco
  11. La lingua degli antichi
Verso fine marzo ci sarà poi un prologo narrato su una 12esima canzone intitolata "Distopi", che verrà pubblicata su un EP da Corpoc. Se vi interessa, ho anche trascritto il testo di Distopi.

1) Ecce Robot:

La prima traccia dell'album è la storia cyberpunk, che potrebbe parlare di umanità e robotica, di libri e manga sci-fi.


Ho bisogno di un manuale, di un manuale, un manuale di meccanica! Ho bisogno di ingegneri, ingegneri che lo sappiano leggere. Ho bisogno di tendere fili elettrici fili, fili, fili, fili e suffissi diversi da "bio" per parole con dentro "logici". Dentro, dentro, dentro non c'è più niente che si possa dire organico, apoteosi del distacco e troppi, troppi, troppi, troppi, troppi libri di Asimov, troppi Osami Tezuki, Naoki Urasawi.
Sono dipendente dalle scienze, dalle scienze, dalle scienze come fossero chiese dell'atomo. I miei profeti, i miei, sono persone che scoprono l'indivisibile, un sapere che accetto come credibile ma che per me è invisibile perché per me solo dati sono, solo dati sono, sono solo dati, sono solo un ragazzo semplice, ero solo un ragazzo semplice con il, con il, con il, con il fascino per la scienza che solo un bambino si permette, stroncato da una professoressa nei primi anni delle medie, primi anni, primi anni, primi anni, anche i secondi e terzi gradi, superiori ed universitari mi respingono, mi respingono mi, rendono mi, restringono mi, mi, e di, mio, mio dio, ed io ho passione, non attitudine. Immagino la scienza in solitudine, il sapere non è per me, non è per me, non è per!
Le figure di scienziati quasi maghi che stimolano gli immaginari, figure, figure di Nicola Tesla, io non so se mentono, io gli credo: sono la mia religione, la mia; la mia religione, la mia mitologia. Non ho una testa per lo studio, ma per l'immaginazione. Nella mia epoca gli scienziati vivono nella parcellizzazione del sapere, nella mia epoca niente visione d'insieme, niente visione, niente visione, niente. Ho bisogno di dati che portino avanti la mia fede nell'uomo inteso come persone. Ho bisogno di dati, dati, dati, dati. E che siano dati gratis, dati gratis in cambio della mia fede nel principio di indeterminazione. Sono utente dell'ideale scientifico, apprezatemi scienziati, sono il vostro interlocutore! Non vi interesso, non sono un tecnico? Non posso discutere la fede coi miscredenti, i miscre, gli scrematori delle pazze ipotesi, pazze ipotesi, pazze ipotesi?
Ho bisogno di una revisione del mio corpo e mai della storia passata e sempre della storia futura. Non mi accettano, la scienza, non mi accettano, la popolazione. Ma sapete cosa ho fatto? Sapete cosa? Sapete cosa ho chiesto, sapete cosa? Sapete cosa mi hanno dato, sapete cosa? Sapete cosa ho fatto, sapete cosa? Sapete cosa ho chiesto, sapete cosa? Sapete cosa mi hanno dato? Annulla, tralascia, riprova. Sapete cosa, sapete cosa ho fatto? Annulla, tralascia, riprova. Annulla, tralascia, riprova. Sapete cosa ho fatto? Annulla, tralascia, riprova. Sapete cosa ho chiesto? Annulla, tralascia, riprova.
Mi hanno dato questo corpo di fibra di carbonio e leghe di metalli, fibra ottica e sofisticati laminati plastici, polimeri, polimeri, meritatissimi polimeri. Sapete cosa ho fatto? Ho dato il mio corpo per questo esperimento, il mio! E adesso tutti mi attendono, mi spiegano molto volentieri ciò che fino a ieri era esclusivo solo per chi studia, per chi, per chi, per chi se non per me? Sono la connessione, puoi chiedere a me, puoi chiedere a me! Di umano mi rimangono lo stomaco e il cervello. Vieni a scoprire che gli scienziati non mentono. Vieni a chiedere a me. Vieni a scoprire che gli scienziati sono diversi tra di loro, non sono mai d'accordo tra di loro, che hanno tutti ragione, chi più chi meno. Che non studiano per ottenere l'oro, che hanno bisogno di supporto perché lo scetticismo è già il loro pane quotidiano, pane quotidiano, pane quotidiano, è un'espressione di preghiera, la salutiamo! A volte lo scenziato dimentica cos'ha mangiato, altro che pane quotidiano!
Adesso tutti vogliono parlarmi anche se ho questo balbettio robotico con cui ripeto, con cui ripeto, con cui ripeto locuzioni e termini, con cui ripeto, con cui ripeto. Ti invito a casa mia, ti spiego come funziono, ti spiego come penso, ti spiego cosa mangio. Adesso quando parlo il mio distacco è giustificato, quando parlo mi impappino: è il mio sistema operativo che dev'essere aggiornato. Non sono più autorevole, perché non sono autoricaribile. Ho bisogno di un filamento di palladio e qualche litro di acqua pesante ogni quattro/cinque settiman-quattro/cinque mes-quattro/cinque giorni. Le mie esigenze sono sempre state queste, sono sempre state incomplete, incomplete, incomplete. Ora capite come ci si sente ad avere un animo non-umano intrappolato in un corpo umano? Identità robotica, nata nell'uomo quando ha scoperto la prima fusione metallica.
Grazie a PINE TREES ARE COOL per aver finito di trascrivere il testo completo!
Note bibliografiche:

Isaac Asimov, scrittore e scienziato.


Osamu Tezuka e Naoki Urasawa sono due mangaka. Tezuka conosciuto per opere come Astro Boy, Kimba e Black Jack, Urasawa per Monster, 20th Century Boys o Pluto, quest'ultimo una revisione proprio di Astro Boy, reso ancora più thriller e psicologico.

Nicola Tesla, inventore, scienziato, elettricista.

Annulla, tralascia, riprova: si riferisce a un messaggio di errore mostrato dal sistema operativo MS-DOS, in inglese Abort, Retry, Fail?

Filamento di palladio: è un metallo raro, i suoi usi più comuni sono nell'industria, come catalizzatore, e in gioielleria.

Acqua pesante: è acqua altamente arricchita in deuterio, fino al 100% in D2, ha un ruolo importante nella tecnologia delle centrali nucleari a fissione.

2) Al azif:

Il secondo capitolo di Idioti potrebbre parlare di insetti, di agglomerati urbani, di interazioni fra persone e insetti, dell'osservazione delle specie.


Dall’alto di questa collina, si vede una parte di mondo spazzata da un vento brezzico, tersata da un cielo azzurrico, terre coperte dall’incontro tra macchia mediterranea e le piccole foreste di quercie solcate dal passo del cinghiale. Dall’alto di queste colline, si vedono il mare le case e gli alberghi ritmicamente alterni a campi rigati, aggregati urbani progettati in fretta, schiacciati da un cielo enorme, nei sulla schiena di una terra che dorme. L’abitante indaffarato nelle norme, non riesce nemmeno a constatare il potenziale entusiastico della città che sale, l’affare, il coinvolgimento, l’attualità ed il conseguente percepire la qualità della vita come meglio o peggio, rimangono un segmento accerchiato dagli sciami, nuvole di dettagli più diffusi degli esseri umani.
Negli alveari di apis mellifera si perde l’ardire dell’individualismo, ma senza inaridire, si sfocia nel concetto di superorganismo... e l’ape come un organo, lo sciame come un corpo, puoi ridere o avere da ridire sì, finchè non ti abbandoni al fascino di uno sciame insorto, che oscura il cielo con un oscuro rombo sordo... e l’uomo fugge non appena sente il ronzio, atterrito dalla cecità sua propria, imperterrito nello scambiare una vespa per ape, un calabrone con una xylocopa, la tettigonia con la locusta migratoria, che ancora più evoluta, ancora più volubile, passa parte della vita nello sciame, parte della vita in solitudine...

e vista una non le hai viste tutte, perchè se così fosse avresti idea di cosa sia un vento di locuste che devasta le colture, tempesta di membrane e scatti di piccole leve supreme, che non potremmo mai osservare alle nostre latitudini, con le nostre attitudini ad abitare in distese urbane, case agglomerate, al sicuro dagli insetti. Falso. E’ un’impressione che ti danno l’asfalto, il non poter posare lo sguardo se non su di un palazzo, la sporadicità di qualche parco di città. Il fatto di far parte di una comunità alle zanzare non interessa, diventano più forti ogni estate che passa, senza bisogno di andare in palestra, no aspetta, una palestra per zanzare?

Solo grazie a qualcuno che le disinfesta, non esiste una contromisura che sia efficace, che non sia tossica anche per l’uomo, e nonostante facciano di tutto per farsi notare, infastidendoti, invadendoti gli ambienti che ritenevi erroneamente sterili, tu continui a non interessarti dei fenomeni naturali di casa tua, preferisci la speranza di salvezza, data da uno zampirone, da un repellente in bomboletta, da un’allerta del comune.

Dammi retta, l’ho imparato abitando qualche anno lungo il fiume, si fa prima a sopportare le zanzare, a sopportare le punture e si aprono le porte alle differenze tra scutigere e scolopendre, la prima più comune, orticante, si muove velocissima, ha zampe come antenne, la seconda è un grosso verme segmentato che sarebbe meglio fosse lasciato in pace, combatte a morte con esemplari della sua stessa specie, l’importanza delle differenze mi permette di convivere con i ragni o meglio con quasi tutti.... tegenaria, ci incontriamo ancora dunque! Vediamo quanto sono veloci le tue zampe, se sai correre veloce più di questa scopa, se riesci ad impressionarmi ancora a darmi pelle d’oca come la volta scorsa, eccoti da morta rattrappita non mi sembri così grande, chissà cosa farei con una migale... un giorno potrò vincere il senso dello schifo alieno ereditato e comportandomi come se im mezzo agli artopodi ci fossi nato e sempre stato, con aracnidi giganti agli angoli delle camere, gli scorpioni sul computer, che mi dicono salute, con le file di formiche che si servono dalla dispensa, le vespe che mi inseguono in massa quando vado a fare la spesa, e perchè no, mangiare qualche cavalletta fritta in pastella, qualche grossa larva iperproteica, senza che passi per una moda esotica, voglio che gli insetti mi addomestichino... quello che voglio dire in questo pezzo è, ho capito che degli insetti non ve ne può fregare di meno, ma loro sono tanti, sparsi ovunque sulla terra, mentre i senzienti cosidetti fanno cose importantissime. Se faccio attenzione al margine, esso poi diventa centro?
Parte del testo mancante preso da ArchitettiSenzaTetto!

Note bibliografiche:




















3) Perifrastica:

Questa è la favola sul flusso di coscienza, sulle licenze poetiche, sui numeri, sull'usare le parole.


Sui passi, sugli sfaldi dei quattro quattri, ce ne imo quatti quatti come guati. Promenaderemmo rumorosa testa ma volontiamo che la mutiplexy diventi single-glass. E quindi il cos-player non cos-pira ai duoli dei suoi suoli esistenziali. Semplicisticamente esso si veste attraverso, non è che attraverso il vestimento re-individua sè stesso, egli è già, è solo un attraversa-tempo.
Quanti Do che ti permetterebbero i tre miliardi di ettometri e tu neanche uno. Sei l'aspirazione del carnefice che si finge senza croce poi ti guarda mentre frigge un ixos-rimasuglio che [?] giù alla foce senza fiocine come la prima plurale quando trova. Questo è il rap americano, il parleggio del navig-Amerigo con un piede sulla nave pirata, un piede sulla nave del puritano. Questo è il frulla frulla che mai ti consuma, che mai ti frutta, che non trasduce da nessuna (nessuna ragazza intendi?). Se ti ob-ferisci, ob-tagli, permessami di mendicarti dopo averti inferto danni a dadi, dove la concretezza avviene solo quando dei concetti adolescenzi si ritrovano a giocare a Dungeons & Dungeons & Dungeons & Dungeons. Turlopinami, me, che non ho mini-me, ma solo
iso-le, in cui barcaportarsi. Il migliore è il purgatorio, quando salti dei passaggi, e guardi gli altri alteri non sforzarsi, ed io ti contrappugno monocipite, mi discotto del tuo bisbetismo scenata, inconsueta-sapevoli alla ri-ri-ri-ri-cerca del colpevole, stufi di trovare sempre colui ... Disegna stereo con la dx e la sx, quale fdx ha precisato che il creato debba impantagarsi su due sole direzioni o parti, esclusi indietro avanti sopra sotto e flibio.
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50!
E chi espettora che la numerologia è facile. Chissà quanta gente idolatra il tre come un segno zodiacale, e quanti e come si avvicinano al quattro o all'otto, quanti si sentono unici nel capire un dieci o un undici, nell' interpretare il dodici, quanto i 36.000.000 si allontani da una comune percezione tassificata del numero. Io stimo il 2, come unico numero primo pari, come unico numero primo patta che mi emulsiona dal lemure katta del Madagascar. Ma dopo? La genetica mi lusinga, ma posso sempre tornare kotopulo dove la Rotring non è una siringa. Quando l'umano mi si retrigga, e tutti i pirla di retroguardia in griglia con la retrogadìa, danno del pirla a me che nasco, come tra bastia e ajaccio, sono come un pirla, in mezzo ai pirla, che mi impiallicciano in questa condizione da pirla, ma senza mai fiatarsi a ca-pirla, ci rimango come un griso, un nibbio, alrip, pirla, piiiirla, pirla, pirla, piiiiiiirla!! Anche io le dico le parolacce, tette, figa, oluc, cazzo, tegumento, pompino, cattedrale. Anche io faccio vocabolo, anche io posso occultare la sintassi per essere sim-patico, e mi smemorio degli etimi, in pochi ettimi, mi contrammufo in frasi da 160 caratteri, ma non ti sembro credibile quando faccio l'ignorante, non ti sembro credibile, e questo vuol dire o che io fingo male e quindi sono un pirla, oppure che anche tu hai un'attenzione di qualsivoglia tipo per le relazioni e variazioni comportamenti, quindi non sei stupido.
In entrambi i casi ti tocca o faticare (ah ha) o dirmi “chissenefrega” (ah ha) o inventartene una terza (Ah Ha!).
Testo completo trascritto da GOGO

Note bibliografiche:

Dungeons and Dragons: famoso gioco di ruolo fantasy, si di quelli con carta, matite, dadi e immaginazione. Persone più o meno fidate mi dicono che fino alla versione 3.5 è giocabile, poi ci hanno fatto qualcosa che non ho ben capito e quindi la 4.0 è dannosa per la salute.

Mini-me: il personaggio di Austin Powers?


Rotring: marca di penne per inchiostro?

Bastia e Ajaccio: due paesi della Corsica?

Griso e Nibbio: personaggi dei promessi sposi, uomini tarchiati, dallo sguardo truce, dal lungo ciuffo, armati di tutto punto, pronti a tutte le violenze, sicuri della immunità che viene loro dalla livrea dei padroni.

Tegumento: membrana o tessuto che ricopre un organo o un organismo, con funzione protettiva e che regola gli scambi tra l'esterno e l'interno

4) Umami:

Questa potrebbe essere la favola sui gusti e i comportamenti, su una spiegazione, una indicazione, sul gelato al puffo.


Volevo parlavi di gusto, invece vi parlo di comportamento [...]
Quattro zone della lingua, quattro gusti fondamentali, il dolce, il salato, l'amaro, l'acido, a cui si aggiunge un quinto, il sapido, l'umami, è stato aggiunto di recente, per l'esattezza ha ricevuto un nome di recente [...]
E' un segnale sulla mappa dove prima c'era il vuoto, è un lavoro fatto per gli schizzinosi, per costruire loro un suolo, per trasformare l'esclamazione "che schifo!" nell'affermazione "che buono!" [...]
Se al posto del fenomeno si guarda solo il risultato comprovato, i dati sono numeri, la più alta delle astrazioni scrivibili, i gusti sono invece pura percezione, la cosa più stimolante su cui si può discutere, la cosa più pericolosa che si può andare a chiedere [...]

Note bibliografiche:

Umami:  uno dei cinque gusti fondamentali percepiti dalle cellule recettrici specializzate presenti nel cavo orale umano.

Anton Ego: critico gastronomico del film di animazione Ratatouille?

[...] nella coscienza di Abe-no-kaii Tanoshi che pesta e mesci, pesta e mesci, pesta e mesci, figlio di un avvelenatore! [...] Grazie a Oxygen abbiamo scoperto che Abe no kaii, è un personaggio secondario del manga Lone Wolf and Cub. Abe-no-kaii è l'assaggiatore personale dello Shogun, e deve assicurarsi che i cibi destinatigli non siano avvelenati. Per far ciò, necessita egli stesso di una notevole conoscenza dei veleni. "Mesci" vuol dire "mescola" (pesta e mescola), come fatto notare da Anonimo e Oxygen.

5) Tavolando il pattino con Antonio Falco

Il capitolo in cui forse si parla di ragazzi che si intrattengono con videogames e manga, si divertono a vedere i video di skate ma non hanno gli skate, però fanno bricolage.


Siamo una banda di 5 disgraziati che hanno giocato a Street Skater nel '97, a Skate or Die nel '93, a Turtles in Time nel '96, ad Abe's Oddysee nel 2000 e a Tony Hawk's Skateboarding nel 2000/2001. Non abbiamo mai toccato una tavola coi piedi. Siamo esperti di bricolaggio e nient'altro. Non indossiamo Vans, New Era e non abbiamo nessun tatuaggio. Guardiamo i video di skata, ma non abbiamo gli sghei da spendere in ruote e tavole.
I campioni della città ci ridono in faccia, ce la fanno in barba con i trick in rampa. Siamo uno grasso, uno gracile, uno sveglio, uno stronzo, uno docile. Ci avviciniamo tutti ai 30, strafatti di manga, ti crackiamo ogni programma: Windowsio, Abletonio Livio, Cubasio, Autocadio, Max Mspio, SuperioColliderio. Un giorno rompiamo quest'andazzo e ci incontriamo nel garage-io e costruiamo cinque tavole diverse come Samurai Torupa Yoroiden.
Vogliamo sfidare i pro skata, spinti dalla voglia di far succedere qualcosa. Ci presentiamo allo skate park vestiti come mentecatti, ma così pirla che nemmeno la recente passione delle ragazze per i cosiddetti "nerd" ci farebbe entrare nelle grazie, e così è. Siamo venuti per usare la rampa, fateci spazio. Fateci spazio chiuditori di backflip. Fateci spazio, utilizzatori di immaginario tra il punk e il rap.
Guardate qua: non abbiamo ritegno. Parte lo sveglio, la sua tavola è una mensola di legno massello con tre ruote di sedia da ufficio, altro che sette strati di acero canadese! Il suo destino è farsi male, non riesce a chiudere nemmeno lo spingersi col piede. Scende dall'half pipe come come Gordon Freeman in Half-Life: contuso e felice. Seguono il docile e lo stronzo, insieme hanno una tavola sidecar, un catamarano composto da un carrello piatto dell'IKEA segato col flessibile, legato ad una carriola da muratore incrostata di cemento. È d'obbligo il banzai e dopo lo schianto tentando l'impossible, le groupies dei pro skata vogliono chiamare in ordine l'ambulanza, gli YouTubers e le forze dell'ordine. Ma ecco il grasso: l'avanguardia del gruppo, lo sperimentale. Ma quali ruote? Una lamiera ondulata con sotto blocchi di sapone! Secchiata d'acqua sulla rampa e via: si scivola, si schianta. E non riporta nessun danno perché grasso. Il gracile ha rubato la tavola da snow di suo fratello e le ruote del deambulatore della nonna. Possiamo dire sia una tavola di marca, anche se si inarca, si spezza. Ed il menarca nasale fa la sua comparsa.
Ed eccoci, rappresentiamo nella zona. Fra gli insulti, gli sguardi increduli e quelli di sufficienza qualcuno ha ripreso la scena, qualcuno ci chiede spiegazioni: noi ridiamo doloranti, il perché lo sapremo dopo o tra molti anni. È il nostro atto rivoluzionario, metterci in gioco pesantemente rompendo le nostre abitudini che non ci portano a niente in modo divertente. Be', per noi è divertente.
Grazie a PINE TREES ARE COOL per aver finito di trascrivere il testo completo!

Note bibliografiche:

Antonio Falco: si riferisce allo skater Tony Hawk 


Street Skater: immagino si riferisca al gioco per Playstation conosciuto anche come Street Sk8ter, solo che questo è uscito nel 1998 / 1999, quindi bho. Se ci hanno giocato nel 1997, allora hanno una macchina del tempo.


Skate or Die: gioco sviluppato dalla EA per vari PC e console, fra cui Sinclair ZX Spectrum, Commodore 64 e NES.


Turtles in Time: ovvero Teenage Mutant Ninja Turtles: Turtles in Time, uscito per arcade e Super Nintendo.


Abe's Oddysee: Oddworld: Abe's Oddysee, avventura a scorrimento laterale uscita nel 1997 per playstation. Ok, non ho mai finito Abe's Oddysee, ma c'erano degli skateboard nel gioco o è citato a random?


Samurai Torupa Yoroiden: conosciuto da noi come i 5 Samurai, serie di animazione di fine anni '80


Gordon Freeman: protagonista di Half Life, avventura in soggettiva uscita nel 1998 per PC, e Half Life 2, uscito sempre per PC nel 2004. Fra l'altro Napo nelle foto rilasciate assieme al comunicato stampa per Idioti, ha sulla giacca una toppa di Half Life 2.

6) Sberloni

Il capitolo sulle abitudini alimentari di grandi e piccini.


Gli abbinamenti nuovi prima ti schifano, poi ti sofisticano, ti seducono, ti annoiano, infine passano, lasciando il posto a un altro modus. La frutta sempre dopo il pasto, il pasto va composto di portate e le portate non si scambiano di posto, e il posto per mangiare è sempre con le gambe sotto a un tavolo [...]
Il sale, che se manca ha rovinato una pietanza [...]

Bisogno creato, abitudini, non gusti, abitudini, non tradizioni. Il dado, l'acqua in bottiglia, i surgelati, furono creati per far sembrare alla massaia la cucina molto più svelta [...]

La mia prima colazione perfetta è la minestra calda, tornato a casa a ora tarda invece la minestra, fredda, io amo la minestra [...]

La paura dei batteri genera un mercato, una sicurezza che si vende, una speculazione che alimenta le psicosi e non rafforza gli anticorpi [...]

L'uso del dado che ti salva i piatti e rende il gusto un abitudine, e il brodo fatto solo di verdure ti sembra insipido, perchè il mercato non può smettere di vendere il tuo segreto in cucina [...]

Quando chi mangia è chi decide non c'è bisogno di culture, non c'è bisogno di maniere, se vuoi arricchirti di cultura alimentare usa la padella e smonta questa idea diffusa che chi lavora non ha tempo e mangia il cibo della busta [...]

Note bibliografiche:

Il tuo segreto in cucina: si riferisce a una pubblicità di un dado da cucina.

7) La prima posizione della nostra classifica

Questa è la storia sulle canzoni pop e sulle modifiche vocali sexy.


Una prigione di stato, un carcere coi secondini alle uscite di sicurezza, le pause sigaretta: parlo di questo locale, un campo di concentramento, un lager. In fila per avere da bere, in fila per andare al cesso. Parlo di questo festival estivo all'aperto, una liturgia domenicale, un raduno di credenti che ripetono mantra! Parlo di questa festa di partito, una cresima, una prima comunione, un bagno di alcool, il tuo ingresso nel mondo della disoccupazione. Parlo della tua festa di laurea, i vecchi fermi che fanno commenti davanti ai cantieri, il bar sport! Parlo dello scrivere di musica, la festa delle medie, ovvero sia il periodo che va dagli 11 ai 13, sia le frequenze tra i 500 hertz e i 2 kilo. Parlo di questo dj set che poi, parlo parlo: non sto dicendo niente! Cosa sto dicendo? Non sto dicendo niente. Io cosa dico? Niente!
E questo testo è solo un elenco di luoghi e tendenze che non ci appartengono. Ci lamentiamo senza un argomento. Cerchiamo il vostro consenso ammiccando. È il primo singolo estratto dall'album. È il primo singolo estratto dall'album! È il primo singolo estratto dall'album. È il primo singolo estratto dall'album.
Senti che voce inadatta alla melodia, è improponibile, ma il buon senso comune è sempre in cerca di nuovi paradigmi da banalizzare e sempre in cerca di parole chiave che saranno il nuovo linguaggio assimilato da chi parla-ascolta senza una giochevole coscienza dell'idea-parola. Le parole sono importanti. Le parole sono importanti. Possiamo ripeterlo per anni, ma tu non sai che farci; se non credi a noi, chiedi a Nanni che tira schiaffi ai giornalisti, scappellotti e coppini scoppiettanti come i vecchi maestri elementari.
La lingua ci permette di creare vocaboli straordinari, ideali post-umani mentre voi mantenete le papille incollate ai quotidiani. Credete ancora che conoscere linguaggi equivalga a diventare nerd che ti correggono i moti verbali, e nerd è un'altra di quelle parole vuote. I termini difficili sono proprietà di tutti, non solo degli intellettuali. È dagli errori che la lingua evolve. È nelle licenze che la parola trova nuove forme. Ma questo singolo è solo una sintesi di roba complessa che se vi interessasse potreste non andarvi a cercare, piuttosto andarvi a creare. Questo singolo è una scusa per poter usare la parola "paradigma" nel ritornello melodico. Paradigma, paradosso, paranoide a parabola. Paralogismo, parallasse, paragone, paraculo. Carmina Burana, Nusrat Fateh Ali Khan, Zavala Bixler Cedric, Maria Callas, Aznavour. Vorrei suscitare la catarsi dell'ascoltatore con la voce più struggente che tu abbia mai ascoltato, però per me servono macchine, dei pragmatisti voglio risultati subito. Riccardo, accendi l'armonizer, facciamo come tutti i grandi artisti e produttori pop. Senti che tonalità corretta dalla pitch-correction di una macchina! Un processore per la voce, un processore per estrudere le idee. Danno e utilità delle abitudini, forzatura dell'identità tra lingua e popolo. Nanananininunanana...
Hmm, hmm. Vi è mai capitato di pensare ad una cosa finchè perde di significato? Vi è mai capitato di pensare ad una cosa priva di significato fino a che non cominciasse a significare e poi cominciasse a significare indipendentemente dal fatto che voi ci aveste pensato? Vi è mai capitato di pensare al pensare, fino a che il pensare perdesse il suo significato? Vi è mai capitato di riuscire a pensare lo stesso anche se pensando il pensare aveva perso di significato? Vi è mai capitato di significare voi, al di là del fatto che steste pensando o senza pensarci affatto? Vi è mai capitato di parlare con persone dei significati, mediante delle parole inflazionate e prive di significato, e nonostante queste avete avuto la sensazione di capirvi o che qualcosa vi avesse legato? Sono ragionamenti complessi, ma non complicati che possiamo far tutti quanti senza bisogno di studiare, senza esserci laureati. Non sono domande, sono spunti, e sono inutili perché questo pezzo è un singolone riempipista con il ritornello su cui farsi un'opinione. Il buon senso comune non riesce a riconoscere strutture da lui stesso prodotte.
Senti che singolo inadatto all'esposizione, è improponibile, ma scegliere di dar risalto a questo più che a un altro brano dentro a una raccolta o disco è un'altra di quelle scelte che si fa perché funziona. Ma a noi non basta l'abitudine e ci fidiamo delle nostre senzazioni scomode. Riccardo, cambia questa tracklist, diamogli in pasto un altro pezzo come singolo. Senti che pretese di ragionamento dentro un brano che ti ascolti al pomeriggio su YouTube. Roba che impari il ritornello e lo ricanti sotto al palco per dimenticare per significa. Vattene fuori dalla sala, questo non è un concerto, un intrattenimento, un dj set. Vattene fuori dalla sala, non è un concerto, un intrattenimento, un dj set. Vattene fuori dalla sala.
Grazie a PINE TREES ARE COOL per aver finito di trascrivere il testo completo!

Note bibliografiche:

Grazie a Tommi che mi ha confermato che il Nanni nel pezzo "le parole sono importanti, se non credi a noi, chiedi a Nanni, che tira schiaffi ai giornalisti", è proprio Nanni Moretti (vedere video qui sotto):


Poi c'è un pezzo con parole e nomi vari, che non ho ancora individuato del tutto: Paradigma, Paradosso, Paranoia, Paravola, Parallogismo, Parallasse, Paragone, Paraculo, Carmina Burana,  Nusrat Fateh Ali Khan, Zavala Bixler Cedric (?), Maria Callas, Aznavour. Carmina Burana sono testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis, proveniente dal convento di Benediktbeuern. Nusrat Fateh Ali Khan è un musicista pakistano. Zavala Bixler Cedric è il  cantante dei The Mars Volta (ma non siamo sicuri dica proprio questo nome..). Maria Callas è stata una cantante d'opera soprano di origini greche. Charles Aznavour è un cantautore e attore cinematografico francese di origine armena. Grazie ad Anonimo e Stefano F per l'aiuto! Se qualcuno riesce a capire gli ultimi 2 nomi mancanti...

8) Venti centesimi di tappi per le orecchie:

E' il capitolo sulle relazioni difficoltose con il vicinato dei condomini.


Appartamenti progettati per dare una stanza, una cucina, un bagno a chi lavora, con parametri e misure che difficilmente daranno percezione comoda [...]

E dentro un cubicolo di questi, troviamo Andrea e il suo coinquilino, entrambi in quell'enorme limbo di categoria, intersezione fra lavoratori, disoccupati e studenti [...]

Sono i vicini, spiega il nostro ospite, ipersensibili alle chiacchere, ai rumori di chiusura delle porte, sotto le quali lasciano biglietti anonimi [...]

Che si tratti di paura e non di fastidio, lo dimostra l'anonimato dei biglietti, altrimenti i condomini si presenterebbero di persona, senza questo buffo uso degli artifici retorici [...]

E questa minima pressione abitativa vissuta da terzi, mi affligge ben oltre dei quantitativi logici, perchè non riesco a vedere quel film di Polanski per intero [...]

Il comportamento dei vicini, come altri fenomeni più o meno analoghi, è una della cause che in me creano la pressione, l'ansia, il rodermi. Solo che io per questo non spacco le automobili, non tiro fuori rabbia in piazza, a tavola, in faccia, è una pratica che mi affatica, ma non mi sfoga, perchè per me non c'è una quantità che se raggiunta mi fa dire "adesso basta". Io funziono come il suolo o il pianeta terra, con il dovuto tempo riesco a degradare ed assorbire tutto, anche la radioattività. Il problema è l'impazienza degli esseri che mi abitano addosso, che non accettano la morte prima dell'indefinito termine di una loro attività. In questo periodo di vicinato così inquinato e velenoso, da non farsi bastare 20 centesimi di tappi nelle orecchie, non guasterebbe un aumento delle intersezioni fra sistemi umani chiusi, che voi chiamate in modo antico "immigrazione" [...]

Note bibliografiche:

In un punto il testo fa: "un epistolario, una compilation di pizzini", credo si riferisca a "pizzino", parola derivante dal termine siciliano "pizzinu" che indica un piccolo pezzo (pezzettino) di carta o bigliettino.

Il film di Polanski potrebbe essere "L'inquilino del terzo piano", del 1976

9) Tigre contro tigre

Questa è la storia sulla prosa, sui giochi di parole, sul teatro e i tecnici


Tre tigri contro tre tigri. Tre tigri contro tre. Tre tigri contro tre tigri. Tre tigri contro tre. Trentatre tigri contro trentatre tigri. Trentatre tigri contro trentatre. Trecentotrentatre tigri contro trecentotrentatre tigri. Trecentotrentatre tigri contro trecentotrentatre. Trecentotrentatre tigri riterritorializzate contro trecentotrentatre tigri riterritorializzate. Trecentotrentatre tigri riterritorializzate contro trecentotrentatre tigri riterritorializzate. Trecentotrentatre tigri si riterritorializzarono a Trento con trecentotrentatre trentini di cui: trecentotrentatre trotterellavano, trecentotrentatre aggiustavano la brrrum brrrum del... Boh! con le chiavi torx, aveva un PSSH sul choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo-choo. Eravamo lì lì per... Ehm ehm, quando poi IIIIHHH e EEEHHHH! E noi, HA! Mentre lui quack, quack, quack, quack, quack, quack.
Ci volle un sacco, come quando hai fretta e aspetti quella mezz'oretta in più che ti ritarda. E poi eeh... Cioè, come se praticamente... Succede che, voglio dire, ehm, che quando negli interstizi dei discorsi, più o meno, insomma, cioè, infatti non saprei, di fatto, francamente, ma, in questo senso, Cappelletti. Canarini. Quando incontri dei bambini sottolinei differenze somigliando a idee che hai in testa del linguaggio dei bambini.
"Ciaaaao!" Ciao. "Ma che bello che sei!" Ho due anni appena, non mi ero mai posto il problema. "Hai visto il bau?" Interessante. Quindi l'animale è chiamato con il suo verso. "Ma che belle scarpottine nuove!" Il suo uso del vezzeggiativo mi lusinga, non pretenderà poi però da me riconoscenza se avrò valori e vocaboli ristretti dal desiderio di far gli scemi dei vecchi. "Hai sentito? È intelligente questo bimbo! Dai, suonaci qualcosa al piano! Dai, suonaci una cassa con il Sonic Decimator. Dai, suonaci una serenata" Serenata.
Fai vedere cosa sai delle consuetudini e dell'erudizione classica e laureati, su laureati con queste lettere moderne, tatuati, su tatuati, tatuati. Tatuati il teatro nella prossemica, sovraincidi la dizione lasciand- Dio bo', lasciando tracce di dialetto, qua e là disseminate, caricando il comune discorso di frasi climatiche e anticlimatiche così, rallentando la tensione di frequente, arrivando quasi a bisbigliare, per poi di contrappunto risollevare il tono in un trionfo dello sfogo vocale, un orgasmo linguistico che sintetizza genericamente un po' tutti i sentimenti forti che l'essere umano può raccontare di aver provato che poi vengono indistinti, maltradotti dalla rappresentazione, sospettosamente lasciati alle spalle, per prediligere un dananto anti-climax o un tono acido teatrante che, poverino, usa la sua lingua come la apprende, senza metterle dentro niente, ottenendo un pubblico dormiente, applaude per consuetudine ed io sono in prima fila, fermo nello scroscio.
Ti sembro uno stronzo? Ma è solo che dopo un'ora e mezza di spettacolo, di gente che grida e bisbiglia, grida e bisbiglia io non ho ancora percepito il dramma e non ho pianto, non ho sofferto, niente catarsi. Mi alzo e applaudo i tecnici e gli scenografi. Sono venuto apposta: perché tra di loro c'è un mio amico. Ed è il mio amico tuareg che beve l'acqua dai pozzi ma l'acqua non è acqua. È polipropilene che viene dal passato, dove i tuareg suoi fratelli scrivevano il teorema di Weierstrass concentrati tutto il giorno e nelle pause si limitavano per scherzo tra di loro con un'attitudine che non era attitudine ma si faceva peripezia, peripezia fedifraga scritta dai proeti. Pro-profeti. Poe-profeti, sì, scusate. Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma cos'hai capito? Intendevo Aldo Palazzeschi, Giovanni Pascoli e Giacomo Leopardi.
Sì comunque io intendevo il Pascoli quello del bolide.
Grazie a PINE TREES ARE COOL per aver finito di trascrivere il testo completo!

Note bibliografiche:

Le chiavi Torx sono un tipo di testa di vite caratterizzata da un incavo a forma di stella a sei punte.

Nella parte in cui dice: "dai, suona qualcosa al piano, dai suona una cassa con il Sonic Decimator" potrebbe riferirsi a qualcosa tipo questo:


Il teorema di Weierstrass dovrebbe riferirsi all'esistenza di massimi e minimi di funzioni di variabile reale.

10) La recensione di questo disco:

La storia che parla di chi ha scritto, scrive e scriverà una recensione sull'ultimo album degli Uochi Toki.


Uochi Toki - Idioti, La Tempesta Dischi 2012, 3 stelline su 5. Esistono 4 tipi di recensione di questo disco [...]

Quello che non riesco ad afferrare io è come di fronte alla visione dei nuclei ed esosfere, qualcuno possa preferire questo colloso spiaccichio identitario, che non permette ne volo ne fusione [...]

Ho amici sconosciuti che fanno impallidire per l'intensa qualità della loro attenzione, la profondità del loro ascolto e ricezione, l'empatia! Altro che recensione, scadenze, editoria! Ci sono ascoltatori che, senza complimenti ci rivolgono domande dirette che ci rivoltano come calzini o come un beccaio che rivolta gli intestini, altro che interviste! L'unico motivo per cui insisto nella mia idiozia è che di persone che sovracapiscono ne ho viste ed esistono. E sono queste le lettere, questa è la lingua ed è questa la sfida. Dai, fateci vedere che il vostro scrivere non è solo promozione, rivalsa o un banale stare a galla in 500 battute non pagate. [...]

Note bibliografiche:

I Beccai potrebbero riferirsi ai macellai delle corporazioni delle arti e mestieri di Firenze tra il XII ed il XIII secolo.


11) La lingua degli antichi

Questo è il finale della storia, in cui si racconta di come perdersi in non-parole con dentro nascoste delle frasi che hanno comunque un significato e che in generale se la ascolti con le casse del tuo laptop, probabilmente non ci senti molto.


Prendi un attimo di respiro sulla superficie delle parole, cosidette significanti qualcosa o qualsiasi cosa, per poi re-immergersi nelle profondità del linguaggio non-significante, apnea [...]
Qui sotto c'è lo spazio che mi riservo per il futuro se mai avrò tempo di aggiungere altre cose random, tipo i pezzi di recensioni e preview WHUT? scritte per siti come Donna Rimini, in cui le parole sono troppo difficili o troppo facili e quindi non le capisco o mi viene fame dopo.


Se volete comprare l'album su Amazon:

33 commenti:

  1. Leggo a rate e ascolterò quando avrò la mente più libera.
    Non sapevo che i Calabroni fossero fatti così, solitamente li scambio con i bombi (quelli grossi e pelosi)...mi devo informare... mi è venuta voglia di fare cose a tema. Sono bellissimi gli insetti :D

    Non succede nulla se passi alla vecchia interfaccia, togli i captcha e ritorni alla nuova...se non un grande solievo per chi, come me, non sa tradurre i geroglifici.

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  2. Ci fai qualche acquerello con gli insetti? Il mio preferito è quello con la corazza che se ha paura si arrotola e diventa una pallina, chissà come si chiama. Se mi ricordo nel weekend guardo per la vecchia interfaccia :P

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  3. potrebbero essere i porcellini di terra? http://it.wikipedia.org/wiki/Armadillidium_vulgare
    mi accodo a Clyo nella lenta digestione,

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  4. Non acquerelli, pensavo a qualcosa di più grafico.. vorrei ricominciare i libri pop-up.
    Ora mi ascolto qualche traccia ed entro nel tunnel delle tiledmap pixellose (in pratica mi travesto da te per carnevale)...è un esperimento.

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  5. @Anonimo: yes! Direi che sono proprio gli Armadillidium Vulgare, da piccolo ci facevo le casette con il lego

    @Clyo: Mi sa che non sarà semplice fare degli insetti pop-up, son curioso di vedere che ne esce. Stessa cosa per i travestimenti di pixel.

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  6. @Clyo: ti cimenti con illustrazioni pop up? meraviglia!

    @pixel: da piccolo gli facevi le casette con il lego o li usavi come lego per fare le casette?

    Mi si è svegliata l'ttenzione selettiva:
    - stampe di insetti su tanti tessuti
    - mostra di apicoltura nella biblioteca
    - Modellini 3D in cartone di insetti (fichissimi!)

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  7. In realtà con gli amici facevamo delle arene per farli combattere contro altri insetti, ma poi non combatteva nessuno quindi era come se fossero in casa a cazzeggiare

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  8. Anch'io ho capito che li usassi come lego per fare casette ;D.
    @Anonimo: ho già fatto dei pop-up molto semplici per via dei materiali che non erano molto appropriati, tema: uccelli e scimmie... gli insetti ci starebbero benissimo! Quoto assolutamente i modellini 3D...si può fare!!!
    @Pixel: perdonami, sto trasformando il tuo blog in un forum ;P

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  9. @pixel: :) sì me li sto immaginando mentre si grattano la pancia in cannottiera!

    @Clyo: wow! aspettiamo che le pagine insetti si aggiungano al progetto Cartesio.

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  10. Noto ora anche serissimi problemi con le doppie.
    Mea culpa, mea maxima culpa.

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  11. @pixel- un omaggio alla tua infanzia: Williams, l'insetto pallina
    ("Macanudo", Liniers)

    http://i40.tinypic.com/dp7lsg.jpg

    http://i41.tinypic.com/2zi0zzr.jpg

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  12. Ne "La prima posizione della nostra classifica" durante il ritornello melodico credo che dopo "..paraculo, carmina burana.." dica "Nusrat Fateh Ali Khan". E' un musicista pakistano

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  13. Perfetto! Il puzzle si compone sempre più, grazie per il suggerimento, adesso aggiorno il post :)

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  14. E il terzo nome, nella sette, é aznavour. (Charles Aznavour, un cantante francese).

    Qualcuno sa dirmi perché nella 2 la vespa crabro prima é in domus e poi ab domus? La spiegazione che mi sono dato probabilmente é un po' semplicistica (la vespa crabro é la più aggressiva e la piú pericolosa per l'uomo e dunque sarebbe difficile conviverci e tenerla in casa anche dopo aver fatto "amicizia" con tutti gli altri insetti).

    Comunque capolavoro, non ne sono ancora sicuro, ma credo si siano superati. E non era facile.

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  15. Grazie Stefano! Ora aggiungo anche questo, ci siamo quasi :)

    Non avevo fatto fatto caso che nell'ultima strofa di Al Azif dice "ab domus", non ricordando più nulla di latino, immagino possa significare "fuori casa"? Ogni spiegazione è valida, eventualmente se qualcuno di voi va prossimamente a un concerto, si ricordi di chiederlo a Napo

    Al momento il mio album preferito degli Uochi continua a essere l'omonimo, ma Idioti si ascolta che è un piacere durante le faccende di casa

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  16. Sí, ab domus vuol dire fuori casa, il problema é che pochi secondi prima é dentro casa (in domus)..

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  17. Sono passato giusto per caso qui ed ho trovato il tuo lavoro strabiliante!

    Comunque ne "La prima posizione della nostra classifica" credo che i due nomi mancanti siano in realtà uno solo, Cedric Bixler Zavala, cantante dei The Mars Volta: http://it.wikipedia.org/wiki/Cedric_Bixler_Zavala

    Certo, lo dice al contrario e si mangia leggermente le parole, però per me un po' ci può stare

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  18. Quindi potrebbe essere "Zavala Bixler Cedric".. per il momento lo diamo come buono e aggiorno il post :D Grazie anonimo :) Certo che potremmo anche mandare una mail a Napo... ma così è più divertente.

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  19. mesCi con la C...significa mescolare...meshi...

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  20. Quindi sarebbe una cosa tipo: "Abeno Kaita Noshi (?) che pesta e mescola" ?

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  21. Sì, confermo, anche secondo me dice "Abe-no-kaii Tanoshi (è questo il suo nome), che -pesta e mesci-, -pesta e mesci-, -pesta e mesci-, figlio di un avvelenatore!"
    (pesta e mescola)

    Abe no kaii, per quanto ne so, è un personaggio secondario del manga Lone Wolf and Cub (qui sotto c'è la pagina wiki italiana)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lone_Wolf_and_Cub_(manga)
    Abe-no-kaii è l'assaggiatore personale dello Shogun, e deve assicurarsi che i cibi destinatigli non siano avvelenati. Per far ciò, necessita egli stesso di una notevole conoscenza dei veleni.

    Apprezzo davvero il tuo lavoro, Pixel. Grazie.

    RispondiElimina
  22. wow... grazie Oxygen, hai risolto un grande mistero, adesso aggiorno il post :) Se mai avrò tempo libero in eccedenza, faro un lavoro simile anche per gli altri album degli Uochi Toki

    RispondiElimina
  23. Ciao, commento per dirti che ho trascritto il testo di "La prima posizione della nostra classifica", eccolo qua: http://notepad.cc/share/C1iQj1RCz3

    Prossimamente scriverò anche gli altri. Intanto ti ringrazio per il pezzo con i nomi tipo Asnur, Cedric, Maria Callas ecc. che non riuscivo a capire. Ho solo due incertezze:
    - quando dice "dall'utilità delle abitudini"
    - e quando dice "su cui farsi un'opinione", non capisco se dice "cui" o "chi".
    Ciao.

    RispondiElimina
  24. Grazie! Tra l'altro a un concerto qualcuno ha chiesto a Napo se i personaggi erano quelli (Asnur, Maria Callas, ecc) e sembra che abbia dato conferma positiva.

    Posso aggiungere le parti del testo che mancano al post? (linkando la tua pagina FB come contributo?)

    Secondo me dice:

    - Danno e utilità delle abitudini

    - su cui farsi un'opinione

    RispondiElimina
  25. Certo, aggiungilo pure! Appena posso ti linko gli altri che ho scritto.

    Hai ragione per quanto riguarda le correzioni, sono anche io convinto che dica così.

    RispondiElimina
  26. Grazie! :D Domani aggiorno, ho anche il testo completo di Al Azif da mettere, se ne hai fatti altri sono i benvenuti! :) Ormai non so più se su Post- Tamago metteranno la sezione con i testi di Idioti... nel frattempo ho trascritto anche il testo di Distopi se interessa ;P

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  27. Ecco tavolando il pattino: http://notepad.cc/share/37WK1g4Ksx
    E qua ecce robot: http://notepad.cc/share/f5Rqd2gIr4
    Nei prossimi giorni trascriverò gli altri. Ti posso consigliare di mettere tutti i testi di "Idioti" in questo post così non si crea confusione? Ciao :)

    RispondiElimina
  28. Grazie! :D Appena ho tempo li inserisco :U Per "tutti i testi di Idioti" in questo post intendi anche quello di Distopi? Quello lo considero come un EP a parte :O

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  29. Ecco anche tre tigri contro tre tigri: http://notepad.cc/share/G5rfyQgnq3

    Comunque anche per me "Distopi" è a parte.(PS: io l'ho comprato ed era la copia 10/300, possibile che abbia venduto così poco?)

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  30. Secondo me possibile, già gli Uochi Toki non sono troppo conosciuti, tra chi li conosce solo una parte sono così "innamorati" di loro da comprare i CD / Vinili, Distopi è abbastanza oscuro come uscita, senza dimenticare che pochi hanno un giradischi o lo prenderebbero solo per supportare il gruppo e per "soddisfazione personale". Un amico che è andato al loro concerto di Torino un paio di settimane fa è riuscito a recuperarmi il vinile, poi appena lo vedo me lo passa :D

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  31. Ho cercato di trascrivere tutto il testo di Perifrastica.
    Te lo posso inviare per mail se interessa.

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  32. Favoloso! Lo aggiungo molto volentieri agli altri, scrivimi pure a dadaswing@gmail.com :)

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