19 marzo 2012

Rapid application development of graphical user interface

Per costruire questo discorso, prendiamo una parola a caso da un libro a caso e attorno a essa vediamo come raccontare qualcosa che non abbia senso se non per chi. La parola uscita è "programmatore", il che è strano siccome il libro non parla di programmazione, ma è un ottima parola siccome si può usare. Quindi, scriviamo in C++ o Visual Basic o che altro, non lo so, non sono un programmatore. Non è semplice trovare un linguaggio di programmazione che sia per noi affine, con cui riuscire a costruire software complessi e mai così. Quindi, già se ne conosciamo uno, ci sembra di essere dei giovani hacker. Poi insomma, ci diciamo sempre che è difficile e impegnativo imparare un nuovo linguaggio, impossibile, siamo sottomessi al tempo e al caso. Come volevasi dimostrare, infatti, si è buggato tutto. Non ci avevamo pensato da un po', in effetti. Ecco, adesso che ci ragioniamo sopra, accidenti! Ma ne abbiamo imparato un altro di linguaggio o quasi. Anche dopo i bug. Anzi, proprio per i bug. Senza accorgersi molto, suppergiù. Ora, cosa ci mettiamo a programmare? Abbiamo in mente uno schema binario che potrebbe funzionare, è già stato sviluppato con il linguaggio principale che conosciamo come le nostre tasche. Le tasche andrebbero ricucite, ma aperte passa l'aria e quindi si respira meglio. Apriamo una moltitudine di livelli e parentesi, tonde, quadre e graffe. Che bravi, provetti programmatori nel giro di qualche mese. Sarà che dopo aver imparato un linguaggio, digitandone uno simile che risponde agli stessi codici, il tutto è più semplice. Naturalmente il programma è open-source. Certo che, accidenti, un altro linguaggio. Roba che non ci si crede, effettivamente, se ci si ragiona sopra. Quindi le cose si complicano oppure si semplificano.

7 commenti:

  1. Ma questo linguaggio è una conoscenza recente oppure ti sei accorto di conoscerlo già da tempo? (forse l'hai scritto ma sono stanca)
    Nella seconda ipotesi ci sta tutta la mia versione: però sono troppo curiosa, uffa u

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  2. Non mi permetterei mai di aggiungere dettagli troppo reali e rovinare così l'immaginario della bellissima versione di Clyo ;P

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  3. Ahahah! ma dannazione...allora la storia è così semplice!!!

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  4. La versione di Clyo è semplice? Bello :) La versione irreale credo sia complicata, ma allo stesso tempo da' l'impressione che sia meno difficile imparare un terzo linguaggio in futuro, se il caso lo vorrà, oppure anche non impararne più nessuno, chissà.

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  5. Da programmatrice (T_T la tesi da finire) posso dire che alla fine un linguaggio (di alto livello, se mi chiedi di scrivere in Assembler potrei seriamente piangere) vale l'altro, un buon programmatore è in grado di impararne uno nuovo mai visto in pochi giorni (con l'aiuto di un manuale on-line). L'unica vera cosa importante è la logica di fondo e un buon compilatore ^^

    Curiosità: sai da dove viene la parola bug?
    Da una falena che si andò ad incastrare nei circuiti di un Mark II nel 1947. Nel rapporto dell'incidente il tenente Grace Hopper scrisse: "First case of bug being found", da cui nasce la parola bug nel senso di errore/problema di progettazione ^^

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  6. Bellissima l'origine di bug, non la conoscevo :U Decisamente la logica di fondo e un buon compilatore sono essenziali per destreggiarsi con ogni linguaggio

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