16 dicembre 2011

La Folla Solitaria di David Riesman

David Riesman è stato un sociologo, avvocato ed educatore nato in America nel 1909, che nel 1950 ha pubblicato "The Lonely Crowd", in italiano "La Folla Solitaria", libro che descrive il passaggio dell'uomo "moderno" da un modello sociale "autodiretto" a uno "eterodiretto". Le teorie dello studio espresso con La Folla Solitaria comprendono un attento esame delle "nuove" pulsioni di conformità, che a metà del '900 già portavano gli individui a cercare sempre più l'approvazione dei propri simili e la paura di essere "diversi".


Il volume è composto da circa 400 pagine, che analizzano a fondo il passaggio sociale avvenuto dopo la seconda guerra mondiale, il quale ha portato alla attuale modalità di interazione interpersonale intrinseca nelle popolazioni più o meno benestanti. Le tipologie di conformismo che iniziavano a delinearsi in quegli anni, oggi ci sembrano la norma, quello che è sempre stato e sempre peggio sarà, interessante quindi vedere un confronto diretto con modi di interazione sociale ormai spariti dalla  vita attuale.

Alcune parti del libro possono essere più o meno interessanti, a seconda delle vostre aspettative, ma fra lunghe dispersioni nel sistema politico americano degli anni '50 che si possono anche saltare, La Folla Solitaria regalata numerose perle di osservazione dell'uomo, sempre più spaventato dal non essere come gli altri pretendono che lui sia.

Qui sotto il solito riassunto di concetti sparsi ne La Folla Solitaria, in modo che ne possiate comprendere gli argomenti ed eventualmente andarlo a recuperare presso la vostra biblioteca di fiducia oppure comprarlo in offerta su Amazon. Buona lettura.


Ne consegue che lo specifico carattere sociale del ceto medio-alto americano, da noi chiamato "eterodirezione" è di carattere sociale dei giovani in tutto il resto del mondo? [...] Malgrado il persistere di grandi differenze culturali [...] sembra che oggi gli studenti incomincino ad assomigliarsi ovunque, sia nel modo di pensare sia nelle mode superficiali, cosicchè, nonostante le numerose smagliature dell'insieme, questi studenti sono più simili tra di loro di quanto ciascuno di essi assomigli al proprio padre o alla propria madre.

Ma un gran numero di illetterati, pur non sottoposti a coercizione fisica o a dispersione, ha semplicemente concluso che la cultura che un tempo apparentemente gli era stata data, mancava di qualche cosa; ne sono usciti, singolarmente o in gruppi, per unirsi alla Grande Parata, spesso incontrando sulla strada i più disincantati occidentali che percorrevano il cammino inverso. In altre parole: la passione più importante rimasta al mondo non riguarda le pratiche, culture e credenze distintive, ma determinati risultati (la tecnologia e l'organizzazione occidentali) la cui conseguenza immediata è la dissoluzione di tutte le pratiche, le culture e le credenze distintive.

Ad ogni modo, siamo d'accordo con Paul Goodman secondo cui, in Growing Up Absurd, gli uomini avvertono il bisogno di sentirsi adeguati: avere un lavoro e quindi relazionarsi alla vita attraverso i consumi non è sufficente. In effetti, ci siamo accordi presto che il peso fatto gravare sul tempo libero dalla disintegrazione del lavoro è troppo schiacciante per poter essere affrontato.

In ogni società, il modo di assicurarsi la conformità viene inculcato nel bambino, per poi essere incoraggiato o inibito nell'esperienza adulta successiva. [...] Tuttavia, mentre società e individui possono vivere sufficentemente bene, anche se piuttosto monotonamente, senza la creatività, è improbabile che essi possano vivere senza qualche modo di conformità, sia pure parallelamente a un modo di ribellione.

[...] la società raggiunge un equilibrio malthusiano rispetto alle limitate risorse alimentari, eliminando, in un modo o nell'altro, parte dell'eccedenza potenziale di natalità rispetto alla mortalità; secondo Malthus, ciò costituisce l'enorme trappola che la natura tende all'uomo e da cui si può sfuggire in modo pacifico esclusivamente tramite un'avveduta coltivazione del suolo e un'avveduta limitazione della specie [...]

Con i nuovi modelli, il gruppo dei pari - cioè quello composto da coetanei e ragazzi provenienti dalla stessa classe sociale - acquista maggiore importanza per il bambino, poichè i genitori non lo rimproverano tanto per la violazione di norme interiori, quanto piuttosto per gli insuccessi legati alla sua popolarità o alla gestione delle sue relazioni con gli altri bambini. Le pressioni della scuola e del gruppo dei pari vengono inoltre rafforzate e portate avanti anche dai mezzi di comunicazione di massa, cioè dal cinema, dalla radio, dai fumetti e dalla cultura popolare in generale.

Nella seconda metà del quinto secolo, Atene raggiunse l'apice della sua potenza; l'idea di una popolazione in espansione era nota ai greci di questo periodo. Tanto Platone quanto Aristotele sostenevano la necessità di una stabilità demografica.

La crescente incertezza riguardo al modo con cui tirar su i figli, fa si che i genitori si volgano ai propri contemporanei per avere consiglio; essi guardano anche ai mezzi di comunicazione di massa e, [...] si rivolgono ai bambini stessi. [...] Tuttavia non possono aiutare ma esclusivamente mostrare ai loro figli, con la loro inquietudine, quanto poco essi dipendano da se stessi e quanto invece dagli altri.

Qualsiasi contenuto possano insegnare al bambino, essi gli trasmettono anche la loro ansia diffusa e contagiosa. Rendono poi più forte il loro insegnamento, dando la propria approvazione quando il bambino ha successo, e approvando se stessi a causa del successo del figlio.

Aver successo significa per lo più farsi degli amici, o, in ogni caso, gli amici giusti. "A chi viene approvato, verrà data un'approvazione maggiore".

[...] la scuola continua a essere una delle istituzioni che distrugge la fantasia. Nella maggior parte dei bambini l'immaginazione si inaridisce con l'adolescenza. Ciò che sopravvive non sono ne l'abilità nè la fantasia artistiche, ma la socializzazione del gusto e dell'interesse [...]

I genitori odierni sono i registi degli incontri tra bambini di 3 o 4 anni, proprio come in precedenza gli adulti predisponevano i matrimoni. [...] uno sforzo per coltivare tutte le qualità attualmente fondamentali e in particolare lo spirito gregario, in cui la madre riveste i panni di autista, organizzatrice e segretaria. Ad alcuni adulti preposti alla sorveglianza pare inconcepibile che un bambino possa preferire la sua compagnia o quella di un unico amichetto.

Quest'alta stadardizzazione indebolisce il potere dei genitori; ogni deviazione dai modelli dati viene percepita da loro stessi e dal bambino come una dimostrazione della loro mancanza di esperienza e della loro inadeguatezza. In questa situazione l'adulto si preoccupa che il bambino abbia successo nel gruppo dei pari, interessandosi quindi del suo adattamento.

Allora, secondo le regole dell'etichetta e di classe, alcune sfere della vita erano considerate private. Intromettersi o permettere l'intrusione in essere, era considerata una violazione dell'etichetta. Oggi un individuo deve invece essere pronto a rendere pubblica [...] quasi ogni sfera a cui il gruppo dei pari può essere interessato.

Dai 12 ai 13 anni, il bambino si rende conto che i suoi gusti, tanto per quanto riguarda le passioni quanto i beni di consumo, devono venir socializzati e resi idonei a farci su quattro chiacchere.

Un quattordicenne manifestava un autentico interesse musicale, suonando brani classici al pianoforte. Sua madre disse però all'intervistatore, che non gli permetteva di esercitarsi troppo a lungo, per timore che diventasse diverso dagli altri ragazzi e insisteva affinchè si impegnasse nello sport. "Io spero - diceva - di riuscire a farlo restare un ragazzo normale".

[...] i bambini iniziano il loro tirocinio di consumatori sempre più giovani. In America, già verso i 4 o 5 anni i bambini del ceto medio ricevono la "paghetta" dai genitori [...] Mentre nel periodo precedente il bambino era incoraggiato a risparmiare, ora la "paghetta" serve proprio per essere spesa.

In altre parole, dobbiamo riprendere in considerazione l'ipotesi precedentemente formulata che il bambino eterodiretto non sia quasi mai solo, che dai 6 ai 7 anni non parli più tra sè e sè, non inventi canzoni, non sogni liberamente.

L'unica cosa che è mutata dal tempo in cui scriveva Toqueville [...] è il fatto che la sfera del divertimento è diventata un ambito di preoccupazioni. [...] tempo libero ossessionato dagli altri con i quali l'individuo eterodiretto "lavora" per divertirsi.

Benchè a un certo livello la cultura popolare colmi lo spazio vuoto tra le persone, così da eliminare qualsiasi richiesta di conversazione o di "scontro" sessuale, a un altro livello essa non è semplicemente un modo per ammazzare il tempo; nell'ambito del gruppo dei pari è necessario apprezzarla. [...] La persona autodiretta che leggeva solitariamente il suo libro era invece meno consapevole degli sguardi altrui;

John Stuart Mill scriveva "In quest'epoca il semplice esempio di non conformismo, il semplice rifiuto di piegarsi alle consuetudini, sono un buon servizio".

[...] l'autonomia debba sempre essere posta in relazione ai modi di conformità predominanti di una determinata società; essa non è mai un affare del tipo "tutto o niente", bensì il risultato di una lotta talvolta drammatica, talaltra quasi impercettibile con quei modi di conformità.

5 commenti:

  1. Quindi c'è stata un'epoca in cui Facebook non esisteva?
    Non sono però sicura che questo processo di appartenenza e congetture sociali sia iniziato nel dopoguerra. Comunque interessante.

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  2. noto una certa ripetizione del tema figli-genitori, controllo demografico nelle citazioni:)! Mi piacerebbe avere il tempo di leggerlo per confrontare che cosa ha colto maggiormente la mia attenzione e che cosa invece la tua...

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  3. @Clyo: l'uomo medio è di natura sociale e quindi conformista, dal dopoguerra però sono cambiati i modelli. Nel libro Riesman indica il conformismo dei primi del '900 come "autodiretto" ed era basato più sulla ripetizione di abitudini familiari e tradizionali.

    @Yotsuba: avrai tempo sul treno e poi mi dici :P

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  4. Che siano cambiati i modelli: ok. Magari parla meno di scaglionamento in ceti, basando l'analisi su gruppi di appartenenza definiti sulle fasce d'età(giustamente).
    Ma basandomi sulle tue citazioni non trovo un comportamento "autodiretto" ma piuttosto un modello imposto dai genitori e dalla società.

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  5. Le citazioni sono quasi tutte sul modello eterodiretto, la parte per me più interessante.. per il resto, prenotate il libro ;U

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