31 ottobre 2011

Breath of Fire 2 [SNES]: rane, città da costruire, personaggi mischiati e mosche giganti


Breath of Fire 2 è un RPG a turni sviluppato da Capcom e pubblicato nel 1996 in Europa, per Super Nintendo. In quel periodo ero ancora indeciso se prendere una Playstation o un Nintendo 64 e allo SNES neanche ci pensavo più. Solo un paio di anni dopo, quando ormai avevo consumato Mario 64, Bomberman 64 e Diddy Kong Racing, mi resi conto che non c'erano molti altri giochi che mi interessava giocare in singolo. Zelda 64 era ancora troppo lontano. Ed ecco che risalta fuori il Super Nintendo.

Conoscevo già la saga di Breath of Fire dopo aver visto Breath of Fire 3 in versione giapponese a casa di un amico. Non ci capivamo niente in giapponese, ma era bello lo stesso giocare sulla PSX. A ottobre del 1997 era anche uscito Final Fantasy 7. Insomma, con gli amici eravamo in pieno periodo di interesse per gli RPG a turni.


Non avendo una playstation, mi ricordai di aver intravisto una copia di Breath of Fire 2 in un negozio di giocattoli qui vicino. Erano i primi mesi del 1998 credo. Dopo aver letto una recensione del gioco su un vecchio GamePower di 2 anni prima e aver scoperto che nel gioco era anche possibile organizzare la propria città (!!!), ormai non avevo dubbi: Breath of Fire 2 doveva essere mio, se non lo avevano già venduto.

Arrivato al negozio di gioccattoli, ecco che sullo scaffale con i giochi del Super Nintendo che non si cagava più nessuno, brillava ancora la confezione di BoF2. Una delle copertine più brutte di sempre.


Sborsai 60 mila lire (circa 30 euro?), sudate in mesi di paghette, e tutto contento tornai a casa con il mio nuovo gioco di ruolo a 16 bit. Al tempo mi sembrava di aver speso un po' troppo per un vecchio gioco SNES europeo, ma fa ridere oggi vedere che ormai è diventato raro e su eBay lo vendono dai 170 ai 250 euro circa. Quasi quasi lo rivendo. Chi lo vuole?

Dopo aver inserito la cartuccia nel Super Nintendo, mi sono perso per un paio di mesi nel mondo di Breath of Fire 2. Quel mondo era enorme, o almeno lo sembrava ai miei occhi. Era pieno di città, foreste da esplorare, zone segrete (la cascata!) con mini dungeons per recuperare mosse speciali (chop! chop!), isole misteriose con nemici fortissimi (le mosche giganti!) che davano tantissima esperienza per salire di livello. Poi c'erano i personaggi, che si potevano mischiare assieme a degli "shamani" per dargli nuove forme e poteri: le combinazioni erano infinite e uscivano cose davvero assurde, tipo scimmie con il monociclo e piante arrampicanti con la frusta. O qualcosa del genere.


Breath of Fire 2 è un classico RPG a turni, ma al tempo non ero ancora stufo di questo lento sistema di combattimento. Si iniziava con 2 soli personaggi, a LV 1, armi scarse e magie inesistenti. Andando avanti con la storia si esploravano città sempre più grandi, si camminava per deserti, boschi e montagne, si aggiungevano nuovi personaggi al proprio party. Uno di loro era una rana che combatteva come un moschettiere. Si incontravano nemici a random, si saliva di livello, si trovavano armi e magie sempre più forti. Il solito insomma. Ma nel 1998 non potevo chiedere di meglio.

A un certo punto della trama, era possibile ricostruire la propria città, distrutta da non ricordo quale catastrofe. Si dovevano quindi trovare degli abitanti sparsi per tutto il resto del mondo, da fare emigrare in modo che potessero portare le loro abilità e negozi a nostra disposizione. A quel punto si avevano tecnologie sempre più avanzate, armi migliori e locande con gli oggetti più convenienti. A un certo punto mi pare che si poteva anche trasformarla in una città volante, con cui girare il mondo. Magnifico.


Ricordo anche un enigma davvero bastardo, in cui era necessario ascoltare una musichetta 16bit lunghissima, impararla a memoria per poi rifarla uguale con i tasti del pad. Era impossibile. Poi c'era una delle scelte prima del boss finale in cui se facevi la giusta azione, potevi recuperare una magia dannatamente potente, con cui finire il gioco più facilmente. Era bello scoprire cose a random, senza l'aiuto di guide o spoiler a caso sui forum online. Incontrare Blue! Cazo, c'era anche la pesca, anche se era bruttissima, ma si poteva pescare, pescare!

Ormai Capcom ha dimenticato la saga di Breath of Fire e difficilmente vedremo mai un nuovo capitolo. Breath of Fire 5: Dragon Quarter per PS2 era abbastanza atipico come RPG, sembrava più un survival horror, con il suo sistema di gestione di oggetti e save limitati. La pesca di Breath of Fire 4 invece era magnifica. BoF 3 prima o poi lo rigioco su PSP, visto che è uscito il porting, cosi magari in inglese ci capisco qualcosa. Breath of Fire 1 l'ho giocato su GameBoy Advance, pagandolo davvero troppo. Intanto è uscito anche il manga di Breath Of Fire IV, pubblicato in Italia dalla GP Publishing. Questi sono i ricordi sparsi su Breath of Fire.

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