18 aprile 2011

Non fatemi sapere, grazie ne faccio a meno

Stamattina ho fatto il colloquio, ci ho messo un ora solo a trovare dove era il loro ufficio, nascosto fra concessionarie d'auto di lusso, sovrapassi stradali, finti parchetti verde smorto e palazzoni enormi (bella Milano!). Però avevano il golf club vicino, che culo eh. Posto totalitario con poco stile.

A parte lo scenario strutturale capitalista a cui si può anche sovrastare, i tizi non mi hanno fatto una buona impressione. Quando sono finalmente arrivato alla segreteria, chiedo della signora con cui avevo l'appuntamento e mi dicono che oggi non era in ufficio. Iniziamo bene. Allora faccio notare che sono venuto per fare un colloquio e mi andava bene parlare anche con qualcun'altro se c'era, tipo l'uomo delle pulizie, forse era più interessante del gruppetto di new-hipster della comunicazione che giravano per i corridoi.

Vanno a cercare e arrivano 2 tizi che mi fanno accomodare in una sala riunioni con le sedie costose ma scomode, e cominciano a tessere le lodi della loro agenzia, immischiata con una nota concessionaria di pubblicità leggendaria per il suo sfruttamento del personale in vari ambiti. Loro consegnano i siti con i contenuti di qualità SEO nel giro di qualche giorno, una settimana! Tradotto, ti fanno lavorare come un minatore anche nei weekend.

Mi chiedono di parlare della mia esperienza lavorativa, ma dopo 2 minuti mi fanno un'altra domanda. Dicono qualcosa sul contratto, che sarà a tempo determinato ma perchè poi fra 2 mesi aprono la sede a Chiasso e allora ti riprendono in Svizzera con quello indeterminato. Secondo me scappano in Svizzera perchè qui hanno problemi legali. Varie ed eventuali, la faccia di uno dei due tizi decisamente arrogante ma che fatica a guardarti per troppo tempo negli occhi. Neanche 15 minuti e avevano già finito di fare il colloquio. Sembrano interessati a usufruire delle mie capacità che non conoscono, visto che non avevano nemmeno letto il curriculum. L'idea che mi son fatto: agenzia che prende un po' tutti se sanno scrivere, tanto ti sfruttano finchè possono e poi ti lasciano a casa senza problemi. Oppure scappi tu prima.

L'ufficio a Chiasso a 20 minuti da casa fa sicuramente gola (se mai esisterà davvero), ma il rischio non credo valga il cambio di lavoro. Next! E domani ci si alza ancora alle 6.

5 commenti:

  1. Non demordere.. arriverà una occasione..

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  2. Già me lo auguro :P Non è molto affidabile il mercato del lavoro al giorno d'oggi, sopratutto in Italia, ma continuo a cercare qualcosa di più vicino a casa. Intanto resisto come posso in questo lavoro troppo lontano. In qualche modo devo pagare le bollette, sostenere gruppi musicali e sviluppatori di videogiochi.

    Essendo vicino alla Svizzera sto cercando anche li, sarebbe probabilmente meglio che un contratto italiano.

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  3. Fai il giornalista. E' roba di lusso.

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  4. Quando ero piccolo, con i miei cuginetti giocavamo a fare i giornalisti e i postini. Fare il postino era più divertente e la nonna ti dava i cioccolatini quando le portavi la posta. Se facevamo i giornalisti, la nonna si incazzava perchè lasciavamo in giro un sacco di carta. Una storia vera.

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  5. scrivi un libro su dei maghi che vanno a scuola. Diventa ricco e poi ricordati di me.

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