20 marzo 2011

Le mappe tracciate nel sogno

Ancora in dormiveglia alla fine di un sogno, spesso non ci si rende conto di cosa sia reale e di cosa sia invece un semplice residuo onirico. A volte questi sogni ci portano in luoghi che si stanno cercando sul piano reale, generando così allegria e conforto nell'aver finalmente raggiunto tali mete. Quando questo accade, i sogni sono crudelmente ingannevoli, offrono una beatitudine effimera che trasforma la verità per pochi minuti. Una volta scostate le coperte e aperti per bene gli occhi, la consapevolezza del distinguere tra onirico e reale ci sveglia freddamente nell'amarezza di ciò che ancora non si è raggiunto.

Il difetto di una mente sognante anche nelle ore di veglia è quello di rivivere gli inganni onirici in gesti e sguardi a cui si era ormai rinunciato. Le probabilità su cui disegniamo tali mappe sono decisamente sottili, ma non possiamo fare a meno di tracciare linee con quel pennarello che probabilmente passa dall'altra parte del foglio. A quel punto viene creata anche una mappa contraria da non seguire, per evitare di finire in zone desertiche invece che in boschi con laghi e torrenti.

Tutto potrebbe essere molto più semplice, ma da queste parti Google Maps ancora non è stato inventato.

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