7 febbraio 2011

The Science Of Sleep: arte, rapporti e sogni



Michel Gondry ha un po' segnato la mia adolescenza, con tutti i video musicali che ha fatto negli anni. Poi si è messo a fare anche film, ma ci pensi? Oggi mi va di scrivere di "La science des rêves", AKA "The Science of Sleep", AKA "L'arte del Sogno". E' uscito nel 2006? Non pensavo fosse passato già così tanto tempo da quando l'ho visto la prima volta. In quel periodo il film mi piacque per certe cose, non molto per altre. Oggi invece mi piace e basta.



Sarà che le cose sono cambiate e mi immedesimo di più con Stéphane, giovane introverso e pieno di creatività, che si ritrova senza troppo volerlo nell'età in cui dovrebbe diventare adulto, con un lavoro che non gli va molto a genio, una casa da gestire, piccoli grandi problemi e fraintendimenti con l'altro sesso, da cui sfugge rintanandosi nel suo mondo immaginario e surreale. Stiamo sempre parlando di Stéphane? Credo di si.


Hi, and welcome back to another episode of "Télévision Educative". Tonight, I'll show you how dreams are prepared. People think it's a very simple and easy process but it's a bit more complicated than that. As you can see, a very delicate combination of complex ingredients is the key. First, we put in some random thoughts. And then, we add a little bit of reminiscences of the day... mixed with some memories from the past.

[adds two bunchs of pasta]

That's for two people. Love, friendships, relationships... and all those "ships", together with songs you heard during the day, things you saw, and also, uh... personal... Okay, I think it's one.

[Red smoke comes out of the pot]

There it goes. Yes! Yes.

[coughs]

Okay, we have to run.

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