15 gennaio 2011

L'ipocrisia della normalità e la sincerità della devianza: Happiness



Todd Solondz è uno dei miei registi preferiti in assoluto, pochi (nessuno?) come lui riescono a dipingere in maniera così perfetta e drammatica la falsità e la volubilità dei rapporti umani. Happiness è uscito nel 1998, un film corale attraverso cui veniamo a contatto con una serie di persone comuni in tutte le loro nevrosi, repressioni e difficoltà nel dare una buona impressione di sè stessi.



Personaggi responsabili della più grande delle colpe: l'ipocrisia nella disperata ricerca di una falsa felicità. E sono proprio le persone cosidette "normali" che dimostrano la più grande ipocrisia, mentre non possiamo fare a meno di portare un certo tipo di "rispetto" ad una persona deviata in tutta la sincerità che dimostra verso la sua terribile passione. Vite vissute nel nascondersi dietro una maschera di finto perbenismo, tentando di dimostrare agli altri che si è felici, poichè solo nell'approvazione degli altri si riesce a dimenticare la propria incapacità di esserlo veramente.

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