6 aprile 2017

Else Heart.Break() - La Libertà di Essere un Hacker


Sono passati ormai diversi mesi da quando ho finito di giocare Else Heart.Break() e avrei voluto scrivere questa non-recensione molto tempo fa, ma le altre attività in cui sono stato impegnato e i post già programmati me lo hanno impedito fino a oggi.

Sembra passata una vita dall’ultima volta in cui ho hackato il mondo digitale di Dorisburg, ma la sua eccellenza e punti di rottura verso qualsiasi altro gioco non-libero rimangono ancora bene vividi nella mia mente. O almeno una parte di essi.

Else Heart.Break() è un gioco in cui puoi essere un vero hacker, dove puoi imparare dei semplici codici di programmazione da copiare / mischiare tra di loro con grande immaginazione, per risolvere le situazioni, decostruire il gioco e le sue funzioni, teletrasportati ovunque vuoi, seguire i personaggi che si muovono in tempo reale e rompere qualsiasi apparenza di procedimento lineare dei classici videogiochi.

Se negli altri giochi in cui puoi impersonare un hacker solitamente nel giro di qualche minuto di spiegano come schiacciare 1 tasto a caso con cui hackare qualsiasi cosa e diventare un super eroe, in Else Heart.Break() potresti passare le prime 5 o 10 ore senza neanche sapere come iniziare ad hackare. E quando lo scopri, non ti basta schiacciare un tasto per aprire una porta o usare una telecamera, devi proprio scrivere il codice relativo alle modifiche che vuoi portare.



Else Heart.Break() è il Demon Souls dei giochi di hacker.

Else Heart.Break() non è un gioco per chi teme la sfida videoludica, per chi ha bisogno di aiuti e obiettivi precisi per poter andare avanti, non è un gioco per chi non ama la difficoltà estrema che soddisfa la sperimentazione personale.

Io non so assolutamente nulla o quasi di programmazione, ho solo un grande amore e fascino per la cultura hacker, per la violazione dei sistemi digitali e quel sentimento di avventura ed esplorazione che si prova riuscendo a entrare in un mondo virtuale in cui non dovresti.

Anche senza sapere nulla di come programmare, se ami l’ideologia hacker e hai un forte spirito di osservazione e iniziativa, puoi imparare ad hackare il mondo di Else Heart.Break() semplicemente leggendo i codici già esistenti nel gioco, copiandoli, mettendoli insieme e creando nuove interazioni.

Essenziale è il prendere appunti su di un quadernetto oppure fare copia / incolla in uno dei quaderni che puoi trovare nel gioco.

Ti crei da solo il tuo manuale personalizzato con tutti i codici che ti servono, da collezionare, modificare e incollare quando ti servono.

In questo gioco puoi hackare molte cose, non solo i computer. Molti oggetti e tutti i personaggi sono collegati alla grande rete, e puoi sfruttare questa cosa per modificare ad esempio il codice di una tazza di caffè per permetterti di stare sveglio per sempre o darti una super velocità, teletrasportarti nella stanza in cui è presente un preciso personaggio, modificare un distributore di bibite per creare un altro tipo di bevanda infinita, cambiare il codice di entrata di una porta in modo da farti entrare in una stanza nascosta, creare loop di codici per decriptare password, copiare la tua essenza in digitale e muoverti dentro internet, avere soldi infiniti o raggiungere il main-frame principale del gioco per romperlo oltre qualsiasi pianificazione degli stessi sviluppatori.



Else Heart.Break() è un gioco che ti lascia una enorme libertà su come risolvere le diverse situazioni, senza prenderti per mano e senza spiegarti nulla nel dettaglio, una libertà talmente vasta che lo stesso finale del gioco non riesce a prendere in considerazione tutte le infinite possibilità del giocatore. Ed è giusto così.

Hanno creato un gioco plasmabile a piacimento per cui sarebbe stato impossibile immaginare tutti gli infiniti modi che un giocatore ha a disposizione per arrivare al termine della sua avventura, e hanno preso la decisione più difficile: imporre un finale unico e lineare, in cui il giocatore non può modificare il destino del protagonista.

Il gameplay di Else Heart.Break() è talmente avanti a tutto che non può essere limitato da una storia, il suo limite di essere gioco con un inizio e una fine ne decreta una necessaria chiusura deludente rispetto alle grandiose attività hacker che ci hanno portato fino a quel punto.

Potrei parlare di altro, come della favolosa colonna sonora (che puoi ascoltare in streaming qui sotto), dei personaggi e del loro mondo che trasmettono un fascino tutto particolare fatto di amicizie, amori, notti passate a chiaccherare sul divano a casa di amici, feste illegali, allucinazioni digitali, voci di corridoio da deep web che si confermano reali, potrei criticare il sistema di movimento a punta e clicca che ne limita il fascino, ma in fondo a tutto Else Heart.Break() è diventato uno dei miei giochi preferiti di sempre e sarebbe difficile riuscire a spiegare perchè senza farlo giocare.





Se vuoi diventare un hacker, se ami le soluzioni complesse aperte all’immaginazione, se non hai paura di fare copia incolla e capire come funziona un linguaggio di programmazione basilare, se ti eccita il poter rompere un gioco oltre quello che avevano pianificato gli stessi sviluppatori, Else Heart.Break() è l’esperienza finale e totalizzante.

Buon divertimento.




30 marzo 2017

Penne per Regalo di Laurea? Una PESSIMA Idea: 5 Alternative Utili



Siamo ormai nel 2017 eppure c’è ancora chi riceve una penna come regalo per la sua laurea. Mentre i suoi amici festeggiano per aver ricevuto un nuovo cellulare, un Nintendo Switch o uno Smart Box per un weekend di relax o avventura, un povero essere umano è costretto a ringraziare i suoi parenti incoscienti che gli hanno regalato una inutile penna costosa che non userà mai nella vita.

Sono tante le marche famose che producono penne di qualità, come Montblanc, Swarovski, Pelikan, Monegrappa, Parker, Dupont, Faber Castell e Cartier, ma nessun ragazzo o ragazza di oggi desidera ricevere una penna di lusso dopo tutto lo sbattimento universitario.

Non fargli questo brutto scherzo.

Perchè è tradizione regalare una penna alla laurea?


Nessuno lo sa davvero, è un mistero irrisolto come quello della vita umana. Nel passato quando i nostri bisnonni erano contadini e Cristoforo Colombo conquistava le Americhe portando penne a sfera da scambiare con l’oro degli Indiani, ecco che qualcuno ha ben pensato di fare lo stesso per quel nipote lontano che stava per diventare dottore.

Prima delle guerre mondiali non c’erano ancora le industrie per la produzione su larga scala di penne: scrivere non era cosa da tutti. Per lo più chi doveva scrivere per lavoro era probabilmente un ricco imprenditore, un avvocato, un medico o altri ruoli più o meno dimenticati dell’antica borghesia internazionale. Gli scrittori e gli artisti erano rinnegati dai parenti, erano tristi e nessuno gli faceva un regalo, solo i giovani ricchi e dal futuro prosperoso potevano ricevere doni e felicità forever.

Si regalava una penna a quelle persone che avevano già la sicurezza di entrare in un mondo del lavoro molto diverso da quello di oggi, in cui dovevano firmare ricette, documenti per nobili e contratti importantissimi con cui decidere chi mandare al rogo. Per loro una penna era il simbolo della sottoscrizione di un futuro lavorativo già di successo prima ancora di iniziare: non tutti lavoravano con una penna, chi lo faceva era uno dei pochi fortunati che aveva potuto studiare e laurearsi.

Tutti gli altri sfigati lavoravano nei campi o nelle fabbriche, le penne non sapevano neanche cosa fossero o al massimo le usavano come cerbottane per sparare le palline di carta e andare a caccia di lepri.


Un neo-laureato userà mai una penna costosa?


Nei tempi antichi pochi artigiani costruivano penne stilografiche, poche persone si laureavano e pochi lavori avevano bisogno di una penna per scrivere. Le penne erano un oggetto d’arte artigianale, il loro prezzo più o meno costoso era in relazione a tutto il lavoro che ci stava dietro e alla bassa richiesta di specifici ruoli lavorativi.

Oggi naturalmente la realtà è molto diversa.

Chiunque può laurearsi con un po’ di impegno, centinaia di migliaia di studenti escono dalle università italiane ogni anno, senza maggiori possibilità di trovare un lavoro più decente del loro compagno delle medie che è andato subito a fare il muratore. Ogni neo-laureato, anche nel caso in cui abbia delle conoscenze o parenti che gli troveranno un lavoro facile nell’azienda di famiglia, non userà mai una penna da 100+ euro o non ne vedrà alcun valore.

In un mondo in cui le informazioni si scambiano in digitale a velocità pazzesche tramite internet, smartphone e computer potentissimi, mentre ci si chiede chi ancora scrive a mano, qualsiasi professionista preferirà l’ultimo modello di cellulare con firma elettronica piuttosto che una brutta penna costosa con la stessa funzione di una Bic da pochi euro comprata al supermercato.

Se regali una penna di lusso ci sono 3 diverse possibilità:


1) Il neo laureato non troverà un lavoro e prima o poi venderà la penna per comprarsi da mangiare.

2) Il neo laureato troverà un lavoro dove non serve una penna da 100+ euro, che terrà a casa in qualche cassetto.

3) Il neo laureato troverà un lavoro dove avere una penna da 100+ euro potrebbe essere un simbolo di successo, ma non la userà comunque mai perchè detterà tutto alla sua segretaria su computer o a Siri su iPhone.

Renditi conto, oggi non ha alcun senso regalare una penna di lusso per una laurea.

Sei ancora in tempo a cambiare idea: ci sono altri regali più utili che puoi fare.

25 marzo 2017

Uochi Toki - Il Limite Valicabile (Testi e Citazioni)

Prefazione:

Questo post dedicato ai testi de Il Limite Valicabile degli Uochi Toki è in lavorazione dall’inizio del 2015, ma come avevo già fatto notare qualche tempo fa, il mio attuale sistema operativo vitale che mi ha fortunatamente allontanato dal dovermi fare 4 ore al giorno di treno per andare e tornare dal lavoro, mi ha tolto quello spazio-tempo in cui potevo allegramente ascoltare e trascrivere canzoni come se non ci fosse un domani.

Abbiamo provato a continuare comunque questo lavoro epocale per trascrivere i testi del doppio CD del Limite Valicabile, ci siamo dati al crowdsourcing e al ti-prego-aiutami-a-trascrivere-tutta-sta-roba-che-da-solo-mica-riesco, un po’ ce l’abbiamo fatta (grazie all’aiuto di Giovanni B. e Marco B., oltre che qualche pezzo trovato anche su Genius) ma in ogni caso sembra inutile continuare a tenere nell’ombra tutto il lavoro fatto finora, e forse anche più utile pubblicare la trascrizione incompleta, per poi augurarmi che altra gente a caso passi di qui e lasci un commento qui sotto con altre parole, che poi mettiamo insieme per formare il tutto. Insomma, buona lettura e buon ascolto e grazie per chi vorrà aiutarci a trascrivere i pezzi e citazioni mancanti.


Introduzione:


Dopo un paio di anni di attesa dall’ultimo tankōbon che segue la trama principale (Macchina da Guerra) e qualche short story di intermezzo (Cystema Solari, Dio e il Diavolo, Fulmine di Alterità, Tali Capi), il 10 marzo 2015 è uscito il nuovo volume dei Uochi Toki, il manga che ormai ci tiene compagnia da più di 15 anni (se consideriamo anche il prequel spirituale intitolato Laze Biose disegnato dal loro circolo doujin). Un’opera infinita che tenta di gareggiare con Kochikame e Golgo 13 per diventare la serie di fumetti più longeva di sempre, nel frattempo gli Uochi Toki non si dimenticano di raccontarci le loro disavventure, per tenerci compagnia in quei momenti in cui abbiamo voglia di perderci in altri mondi con storie fantastico-realistiche.

Per questa uscita i due autori, Napo Palmichiiro a disegnare i personaggi e Rico Gatomo a delineare gli sfondi, hanno deciso di pubblicare una raccolta in 2 volumi intitolata “Il Limite Valicabile”, da 9 e 12 capitoli rispettivamente, sottotitolati “Un Disco Rap” e “La Fine dell’Era della Comunicazione”. Il manga continua la sua tradizione di Seinen con scene di azione epica, riflessioni astratte, considerazioni sui derivati delle piante, gare all’ultimo respiro, slice of life, intermezzi umoristici / demenziali (Dr. Slump e Arale), discorsi sulla musica neanche fossero una Mongolian Chop Squad e citazioni meta comunicative, come quando i personaggi del fumetto parlano di altri fumetti o anime. In ogni caso le citazioni sono tante, come vedete qui sotto. Spesso i protagonisti della storia rompono la quarta parete interpellando o annuendo direttamente al lettore e alle sue aspettative rispetto a certi generi di manga o di persone.



In questo doppio volume di Uochi Toki troviamo diverse collaborazioni con altri mangaka del sottobosco italiano, tra cui Zona MC, Campidilimoni, Murubutu, Miike Takeshi, Eell Shous e Matteo Marson, per un mix di discorsi amichevoli e (più o meno) spensierati in cui i personaggi disegnati dai diversi autori dialogano tra loro interagendo con i propri punti di vista, con i diversi stili di disegno. Anche la splendida cover che abbraccia i 2 tankōbon è opera di altri, disegnata dal maestro Dr.Pira dei leggendari Fumetti della Gleba. Insomma, un manga corale dove tanti personaggi si incontrano e dicono la loro sui vari argomenti trattati, nel modo che gli viene meglio.

Come al solito fate prima a leggere da soli tutti i capitoli del manga disponibili in streaming sulla pagina ufficiale degli Uochi Toki su Bandcamp e se vi piace, potete poi comprarlo in digitale nella stessa pagina, oppure in formato fisico da La Tempesta Dischi.

Di seguito una raccolta random di citazioni, note, commenti più o meno interessanti sui testi de Il limite Valicabile. Come al solito se abbiamo sbagliato qualcosa, se volete indicare qualche citazione che ci siamo persi, se riuscite a capire cosa dicono in quei pezzi lasciati con ??? e se volete contribuire trascrivendo i testi mancanti, aggiungete pure i vostri commenti qui sotto. Grazie!

1 marzo 2017

Domande Retoriche e Magie Oniriche per una Rivoluzione del Quotidiano Attraverso il Sogno e la Morte


Ci risiamo. Qualcuno ha deciso di pubblicare su carta una serie di scritti digitali messi insieme da questo personaggio misterioso e indisponente. Ce ne era davvero bisogno? Non sappiamo quali occhi guarderanno queste lettere impresse sul bianco, ma le possibilità sono probabilmente due: o conoscevi già l’autore e volevi possedere una copia fisica dei suoi pensieri passati, oppure hai visto per caso il titolo e ti ha incuriosito, comprato in un impeto di avventura incosciente. Cosa aspetterà i lettori nelle pagine di questa raccolta?

Amore simbolico, tagli di capelli, inesistenza della noia, rinnegazione del procreare, viaggi nel tempo, spiegazione interiore dell’arte, liberazione del tempo libero, cancellazione dei problemi, anemia della comunicazione di massa, aspetti inattesi della crisi economica, cibo per gatti, soluzione del suicidio, la morte come risposta finale e visioni oniriche che sembrano fiabe allegoriche vissute in un altro mondo che non è più. Sono questi i momenti vaghi e incompleti fissati nello spazio tempo dentro questo libro.

Non ci diamo spiegazioni o valutazioni per il risultato che teniamo per le mani. Forse leggerai queste idee con disprezzo e rinnegazione, forse ne trarrai qualche sorriso compiaciuto, forse capirai che il vero obiettivo non è quello che vedi sulle pagine, la missione segreta di queste parole è quella di farti aprire un terzo occhio che si affaccia su una infinità di idee contrarie, di farti trovare nuove domande a cui rispondere in maniera del tutto personale. Scrivendo qualcosa che rompe il muro di ciò che è solito, utile, atteso e augurato, solo così si possono attivare reazioni umane, solo così si può pensare che esista ancora qualcosa di più là fuori e dentro di te. Qualcosa che forse ancora non conoscevi.

Come tutte le opere dell'autore, i racconti e i saggi pubblicati in questo volume non vanno presi troppo sul serio. Solamente con l’auto-ironia, con la capacità di ridere sulle disgrazie del mondo è possibile comprendere qualcosa di più su quello che sta accadendo nella società post-moderna. Allo stesso tempo, ogni singola lettera è da prendere molto seriamente, seria come la morte. Quale è il segreto per essere felici, senza preoccuparsi dei problemi quotidiani?

Questo libro è una chiamata sussurrata alla tua personale rivoluzione quotidiana. Sta a te decidere che farne. Buona fine del mondo a tutti.

Riassunto: LULZ, per onorare i 7 anni di esistenza di questo blog ho raccolto in forma fisica le varie domande retoriche che avevo pubblicato su queste pagine in passato, un paio di scritti inediti e le storie allegoriche immaginate nei momenti di illuminazione. Come già fatto con il libretto di aforismi dedicati a Emil Cioran, ora esiste un libricino lungo più del doppio con i testi storici di We Are Complicated fatto apposta per tenere sulla mia libreria tutte quelle idee scritte in un periodo di tempo che non è più, oltre che per salvare in formato fisico parole che potrebbero sparire dal digitale. Poi magari a qualcun altro interessa averne una copia in casa, quindi la trovate su Amazon nel caso (come sempre il prezzo è per la maggior parte il costo di stampa più le percentuali Amazon, a me arrivano giusto 2 euro credo). Have fun.

9 febbraio 2017

Risparmiare su Riscaldamento e GAS: Soluzione Estrema (che funziona)


Avendo iniziato a lavorare da casa da più di un anno e scegliendo una vita di downshifting in cui abbassare le spese superflue per vivere meglio con poco, uno dei problemi principali che volevo risolvere era quello delle spese per il riscaldamento. Vivendo nel nord Italia gli inverni sono abbastanza freddi (anche se non più come una ventina di anni fa) e per circa 5 mesi all’anno dobbiamo usare il nostro riscaldamento autonomo.

Quando lavoravamo tutti e due fuori casa potevamo anche lasciare il riscaldamento spento per tutta la giornata, per non sprecare GAS e abbassare la bolletta dell’ENEL, per accenderlo solo quando tornavamo la sera. Adesso invece passo la giornata in casa a lavorare per conto mio davanti al PC e con l’inverno e il freddo avevo bisogno di una soluzione economica ma funzionale.

Da novembre 2016 ho quindi fatto diversi esperimenti e attuato alcune soluzioni di risparmio GAS che ora mi permettono di stare al caldo senza dover neanche accendere la caldaia tutto il giorno… e sono molto soddisfatto!

Attenzione: questa potrebbe essere una soluzione estrema per la maggior parte delle persone, ma se sei uno di quei pochi rivoluzionari del risparmio, probabilmente sarai contento di provare anche tu questi consigli e confermare che funzionano :P

Se non devi più alzare il riscaldamento (o puoi accenderlo poco in occasioni particolari), è facile capire come si possa risparmiare sul GAS. Questo sistema funziona anche con i riscaldamenti centralizzati, basta tenere al minimo (o spento) il tuo termostato.

Premessa, consigli e buon senso


Ci sono tante pagine online con decine e decine di liste e guide su come risparmiare in casa, come quelle su NonSprecare, AbbassaLeBollette, IdeeGreen, Consumatori e AlClimatizzazione ma in tutte quante ci sono più che altro consigli molto generici che seguono il buon senso. Mi sembrano articoli scritti da stagisti che per quanto pieni di ottimi consigli, non hanno messo davvero in pratica il risparmio a casa loro.

Naturalmente è importante avere un buon sistema di riscaldamento sicuro, tenere la temperatura interna a non più di 20 gradi, non coprire i caloriferi con oggetti o vestiti, cambiare l'aria delle stanze solo la mattina aprendo tutte le finestre per pochi minuti, fare attenzione alla manutenzione di caldaia e impianto a GAS, tenere chiuse le porte delle stanze per non disperdere calore e così via. Credo che chi vuole risparmiare sul riscaldamento fa già in automatico tutte queste cose.


La mia soluzione per non accendere neanche il riscaldamento


I consigli sono utili solo quando li si prova e li si testa sulla propria pelle, per capire se funzionano. La soluzione al freddo in casa che sto usando già da alcuni mesi per risparmiare sul riscaldamento segue 5 punti principali:

1) Isolare finestre e porte per eliminare gli spifferi
2) Mettere pannelli termoriflettenti dietro i caloriferi
3) Indossare vestiti adatti
4) Usare un sacco a pelo invernale
5) Bere tisane calde scaldando l’acqua con il bollitore elettrico

Semplice no? Anche nelle scorse settimane quando fuori c’erano -5 / -10 gradi sotto zero, anche mentre fuori nevicava, seguendo questo sistema stavo beatamente in casa tutto il giorno con i caloriferi spenti. Ecco di seguito alcune spiegazioni nel dettaglio.

2 febbraio 2017

i 10 Migliori Giochi Wii U che Nessuno ti ha MAI Consigliato

i 10 Migliori Giochi Wii U che Nessuno ti ha MAI Consigliato

Ormai è ufficiale: con l’uscita del Nintendo Switch il prossimo 3 Marzo 2017, il Wii U è definitivamente morto e sepolto, pure Nintendo ha confermato che il loro ultimo gioco sarà Zelda: Breath of the Wild e hanno ufficialmente smesso di produrre la console: ora potranno far finta che non sia mai esistita. Sicuramente il successore del Wii non ha avuto il suo stesso successo, vendendo solamente 14 milioni di console in tutto il mondo, ma anche se hanno pubblicato meno giochi per Wii U, non mancano comunque titoli interessanti rimasti nascosti a tanti giocatori.

Questa lista è dedicata ai migliori giochi per Wii U che NESSUNO TI HA MAI CONSIGLIATO (o quasi), videogames alternativi e titoli dimenticati che per qualche motivo sono stati un po’ snobbati da pubblico e recensori. Qui non ti consiglio quei giochi WiiU più famosi e popolari già trattati in siti come Ludomedia, Multiplayer, IGN e Wiitalia, perchè tutti ormai sanno che i giochi di Super Mario, Zelda, Mario Kart, Donkey Kong, Splatoon, Super Smash Bros, Minecraft, Pokèmon e Yoshi sono belli.

Allo stesso modo non elenco giochi solo digitali disponibili su Nintendo e-Shop come Affordable Space Adventures, Shantae & The Pirates Curse, Knytt Underground, Trine 2 o Axiom Verge, perchè spesso sono disponibili anche su altre console o PC e c’è sempre il rischio che in futuro non potresti più scaricarli se il negozio digitale per WiiU viene rimosso.

Come ho fatto per la lista PSP, in questa top 10 ti consiglio invece quei giochi per WiiU meno conosciuti, quelli che non si vedono spesso nei negozi e che vale la pena comprare appena li trovi a un buon prezzo. Infatti tutti i giochi seguenti sono da considerarsi “potenzialmente rari”, nel senso che non hanno venduto molto, ne hanno stampate poche copie rispetto ad altri titoli più famosi e tra qualche anno i collezionisti faranno fatica a trovarli, facendone alzare il prezzo.

Supporto Morale

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